Normal Topic Cos'è il riscaldamento delle mani, e quanto serve? (Read 390 times)
F. Franciszek Esperanto
Full Member
***
Offline


Esperanto sempre

Posts: 239
Joined: 10. Oct 2010
Gender: Male
Cos'è il riscaldamento delle mani, e quanto serve?
23. Mar 2018 at 19:36
Print Post Print Post  
Di recente sto facendo le seguenti considerazioni: quando ero nel caldo e soleggiato (anche d'inverno) meridione d'Italia, comunque c'erano periodi di inverno, con temperature sotto i 10 gradi. Nella stanza dove suonavo faceva freddo, suppongo che se fuori c'erano 10°, in quella stanza con gli infissi in metallo e il vetro singolo (tralasciamo gli spifferi) ce n'erano 12 0 13.
Sentivo davvero il freddo nelle mani ed il riscaldamento era necessario, praticamente quando la temperatura esterna scendeva sotto una certa soglia, in pratica vari mesi all'anno.
Mi sono munito di stufe che comunque risolvevano parzialmente il problema, e bisognava areare perché bruciavano del carburante liquido e consumavano ossigeno.

Ora che abito nella fredda Polonia, quando fuori ci sono -15° io mentre suono vicino alla finestra in maglietta guardo la neve che è fuori. In casa la temperatura è costante a 22° (io sono felice a 20° ma mia moglie vorrebbe di più quindi 22 è un compromesso); il riscaldamento è quasi sempre spento, perché attorno alla casa ci sono 12cm di polistirolo, le finestre doppi vetri contenenti gas argon.
Nemmeno mi ricordo cosa è il riscaldamento da fare sedendomi al pf; certo non suono pezzi virtuosistici, ma in fondo suono le stesse cose che suonavo quando ero in quella stanza fredda per le quali il riscaldamento era necessario.

Non so chi di voi ha letto L'idiota di Dostoevskij; io no, ma l'ho cominciato. All'inizio del libro c'era questo idiota che sul treno menzionava il fatto che nelle case in Svizzera faceva più freddo che in Russia perché in Russia avevano le finestre doppie (oggi ci sono i doppi vetri ma allora la tecnologia non era a tali livelli).

"L'idiota" è stato pubblicato nel 1869, e già da allora i russi probabilmente non avevano bisogno (o quasi) di riscaldare le mani per iniziare lo studio. Non è che abbiamo trovato il segreto della scuola pianistica russa, cioè iniziare a studiare senza doversi preoccupare troppo del riscaldamento delle dita?
Cioè: andare subito al sodo, risparmiare mezz'ora al giorno per tutta la vita.

Non è che chi si riscalda troppo dovrebbe pensare ad isolare la casa o almeno una stanza dove suona? (Forse una stanza non è sufficiente, perché il freddo entra prima nelle mani, e non scompare non appena sale la temperatura).
Però d'altronde una casa troppo isolata può dare problemi d'estate.

Che ne pensate?
  
Back to top
 
IP Logged
 
pianozero
God Member
*****
Offline


Roma

Posts: 1174
Joined: 11. Oct 2011
Gender: Male
Re: Cos'è il riscaldamento delle mani, e quanto serve?
Reply #1 - 23. Mar 2018 at 23:19
Print Post Print Post  
F. Franciszek Esperanto wrote on 23. Mar 2018 at 19:36:
Non è che abbiamo trovato il segreto della scuola pianistica russa, cioè iniziare a studiare senza doversi preoccupare troppo del riscaldamento delle dita?
Cioè: andare subito al sodo, risparmiare mezz'ora al giorno per tutta la vita.



Bè io confesso,  alla fine faccio così: ormai non riscaldo più, parto freddissimo su pezzi anche (per me) difficilotti e poi li eseguo due tre  quattro volte notando come ad ogni ripetizione le mani siano più fluenti. Il mio sogno inconfessabile e "asintotico" è di riuscire a suonare "bene" (compatibilmente con il mio "bene") al primo tentativo. Ovviamente non riesce mai ma l'intento di fondo è quello.
E dici bene! risparmio quella mezz'ora che proprio non avrei. Se suono un'ora di media al giorno non posso perderne mezza.

Anzi vi pongo una domanda, per i vicini è meglio ( o se volete peggio) sentire gli esercizi e poi i pezzi suonati un po' meglio o tre quattro volte i pezzi suonati di seguito inizialmente male e poi meglio .-.. ?  Grin


Mi è sinceramente dispiaciuto che abbia definito il Principe Miskin che si recava in Svizzera a curare l'epilessia "questo idiota"  Grin in realtà lo era nella teste degli altri non certo per l'autore, non certo in assoluto. "Idiota" in quanto troppo compassionevole ed empatico, quindi deriso e dileggiato. Ti suggerisco di finire quel capolavoro.
  
Back to top
IP Logged
 
F. Franciszek Esperanto
Full Member
***
Offline


Esperanto sempre

Posts: 239
Joined: 10. Oct 2010
Gender: Male
Re: Cos'è il riscaldamento delle mani, e quanto serve?
Reply #2 - 24. Mar 2018 at 12:43
Print Post Print Post  
pianozero wrote on 23. Mar 2018 at 23:19:
Bè io confesso,  alla fine faccio così: ormai non riscaldo più, parto freddissimo su pezzi anche (per me) difficilotti e poi li eseguo due tre  quattro volte notando come ad ogni ripetizione le mani siano più fluenti. Il mio sogno inconfessabile e "asintotico" è di riuscire a suonare "bene" (compatibilmente con il mio "bene") al primo tentativo. Ovviamente non riesce mai ma l'intento di fondo è quello.


Solo che non ci hai detto le temperature minime che hai in casa Smiley

L'esecuzione a freddo dovrebbe essere quella che poi il concertista usa di più, salvo espedienti veloci e poco rumorosi come immergere le mani nell'acqua calda come si vede nel film Shine.

Per il libro, terrò a mente il tuo consiglio quando mi ricapiterà in mano. Il mio primo tentativo è stato quello di usarlo come libro da leggere in vacanza, ma quella volta ho anche capito che i libri sotto l'ombrellone non fanno per me.
  
Back to top
 
IP Logged
 
pianozero
God Member
*****
Offline


Roma

Posts: 1174
Joined: 11. Oct 2011
Gender: Male
Re: Cos'è il riscaldamento delle mani, e quanto serve?
Reply #3 - 26. Mar 2018 at 10:53
Print Post Print Post  
F. Franciszek Esperanto wrote on 24. Mar 2018 at 12:43:
pianozero wrote on 23. Mar 2018 at 23:19:
Bè io confesso,  alla fine faccio così: ormai non riscaldo più, parto freddissimo su pezzi anche (per me) difficilotti e poi li eseguo due tre  quattro volte notando come ad ogni ripetizione le mani siano più fluenti. Il mio sogno inconfessabile e "asintotico" è di riuscire a suonare "bene" (compatibilmente con il mio "bene") al primo tentativo. Ovviamente non riesce mai ma l'intento di fondo è quello.


Solo che non ci hai detto le temperature minime che hai in casa Smiley


Oh bè, a casa mia difficile che si vada sotto i 17/18°. Io poi quando ho le mani veramente fredde (venendo da fuori per esempio) le sento veramente come pezzi di ghiaccio praticamente non muovo le dita. Capisco che abitare a Mosca sia un bel po' diverso Smiley
  
Back to top
IP Logged