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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica (Read 1142 times)
Angelos58
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Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
30. Aug 2018 at 05:47
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Amici del Forum ho trovato un vecchio post del 2012 in cui erano presenti del link al seminario del Maestro Vitale.
Purtroppo i link non sono più funzionanti.
Sarei grato a chi ha avuto modo di conservare quel documento se potesse condividerlo nuovamente o farmi sapere come averlo.

Grazie
  
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melampo6
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #1 - 30. Aug 2018 at 11:54
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Ciao amici. Sonop nuovo del forum. Anche io sarei grato a chi ancora ne è in possesso di condividere i files della conversione in digitale di una serie di audiocassette del seminario di tecnica pianistica del maestro Vincenzo Vitale. Grazie in anticipo della disponibilità.
  
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10dita
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #2 - 03. Sep 2018 at 20:35
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Gent.mi, ho trovato il doc. audio relativo al seminario citato con eMule.

I casi son due:

1- cercate con eMule
2- mi dite con quale mezzo posso farvi aver il doc. (Naturalmente dietro lauto compenso Grin  Wink)


Cordiali saluti
  
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Zabrina
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #3 - 04. Sep 2018 at 23:08
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Intanto che attendiamo di vedere come resuscitare il file audio sul seminario sopracitato, possiamo consolarci con questo interessante documentario Cheesy

La Scuola Pianistica Napoletana :  Omaggio a Vincenzo Vitale

Programma televisivo di Massimo Fargnoli,
con la partecipazione di Luis Bacalov, Stefano Bollani, Carlo Bruno, Bruno Canino, Carlo Fontana, Francesco Micheli, Piero Rattalino e Paolo Restani.
Gennaio 2009.
  
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10dita
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #4 - 05. Sep 2018 at 01:40
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Zabrina wrote on 04. Sep 2018 at 23:08:
Intanto che attendiamo di vedere come resuscitare il file audio sul seminario sopracitato

Mia Ben Gentile, il file audio è in mie mani Cool

Ordina et lo miracolo accadrà Cheesy

Cordiali saluti
  
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caraciaccabumbum
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #5 - 05. Sep 2018 at 14:07
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io sarei molto interessato ad avere questi file  Grin Grin ma non sto capendo se veramente bisogna dare qualcosa in cambio  Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy comunque ho visto il documentario sulla scuola pianistica napoletana e devo dire che , nonostante la notorietà della scuola vitaliana, alcune cose non le condivido, come il suonare col coperchio chiuso che non ne trovo l'utilità ... e anche l'articolazione delle dita  Cheesy Cheesy
  
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10dita
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #6 - 05. Sep 2018 at 15:39
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caraciaccabumbum wrote on 05. Sep 2018 at 14:07:
io sarei molto interessato ad avere questi file  Grin Grin ma non sto capendo se veramente bisogna dare qualcosa in cambio  Cheesy Cheesy Cheesy Cheesy  Cheesy

Gent.mo, nella mia infinita bontà ti "concedo" il file: aggratisse Grin

Ma sol perché sei tu Wink
Mi basta un:  Smiley

Il file  QUI

Spero funzioni Undecided
Non son esperto di codeste diavolerie informatiche Embarrassed

Nel caso dammi altra opzione che provvedo Smiley

Cordiali saluti
  
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10dita
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #7 - 05. Sep 2018 at 16:09
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Gent.mo, mi par più rapido usando codesto link lo "scaricamiento" Cheesy:

QUI

Cordiali saluti
  
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Zabrina
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #8 - 05. Sep 2018 at 22:05
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caraciaccabumbum wrote on 05. Sep 2018 at 14:07:
nonostante la notorietà della scuola vitaliana, alcune cose non le condivido, come  ... ... l'articolazione delle dita  Cheesy Cheesy


Ciao caraciaccabumbum!
Potresti spiegarti meglio?  Huh  Cos'è nello specifico che non condividi riguardo all'articolazione? Qual è il tuo modo di intendere l'attività delle dita? Quelle, in un modo o nell'altro, si devono pur muovere. Se hai voglia, sarebbe interessante se tu specificassi la differenza con il tuo modo di concepire l'articolazione.

A presto  Smiley
  
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10dita
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #9 - 05. Sep 2018 at 23:14
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Gent.mo caraciaccabumbum, mi unisco pur io alla richiesta della Gentil Zabrina Smiley

Effettivamente l'argomento "articolazione" suscita sempre accese diatribe da tempo immemore.

Magari possiam rilanciar il topic già aperto sullo spinoso argomento: Articolazione: COS'È ? COME SI FA ?


Cordiali saluti
  
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Zabrina
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #10 - 05. Sep 2018 at 23:35
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10dita wrote on 05. Sep 2018 at 16:09:
mi par più rapido usando codesto link lo "scaricamiento" Cheesy:

QUI



Ottimo! Grazie Cheesy
Scaricato senza problemi! Per essere una conversione in digitale di vecchie audiocassette, devo dire che l'audio non è così male. Si sente abbastanza bene. Ho appena ascoltato la parte 16 sulle note tenute Smiley


Neanche farlo apposta...  Roll Eyes  in questa parte il Maestro fa una piccola disquisizione sul termine articolazione, causa da sempre di vari fraintendimenti.

Cerco di trascrivere il più fedelmente possibile un passaggio:

"[...] la nota tenuta viene effettuata per mezzo del peso del braccio, sorretto dal flessore del dito. Le note brillanti vengono eseguite a percussione, o articolazione... che dir si voglia. Io la chiamo percussione, poiché articolazione è un termine molto vago. L'articolazione è un fatto osseo, è quello che avviene fra le giunture, non è un fatto muscolare. L'articolazione è attivata da un fatto muscolare: da un movimento di estensione e da un movimento di flessione che si effettua mediante la contrazione del muscolo lombricale che si trova nel palmo della mano e del flessore che sviluppa la sua lunghezza fino alla giuntura del gomito. Noi bonariamente diciamo articolazione, ormai sono secoli che si dice articolazione, vai a cambiare!!! Il fatto dell'articolazione dipende dall'uso che facciamo della percussione o del peso dell'avambraccio. [... sull'argomento] vi è una tale confusione [...] come si fa il legato? Si sposta il peso da un dito all'altro. Dobbiamo sempre allenare i muscoli a due tipi di tecnica: alla tecnica del peso ed alla tecnica della percussione." (Maestro Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica: parte 16 - Note tenute)
  
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10dita
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #11 - 06. Sep 2018 at 00:02
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Zabrina wrote on 05. Sep 2018 at 23:35:
" Io la chiamo percussione, poiché articolazione è un termine molto vago. L'articolazione è un fatto osseo, è quello che avviene fra le giunture, non è un fatto muscolare. L'articolazione è attivata da un fatto muscolare: da un movimento di estensione e da un movimento di flessione che si effettua mediante la contrazione del muscolo lombricale che si trova nel palmo della mano e del flessore che sviluppa la sua lunghezza fino alla giuntura del gomito. Noi bonariamente diciamo articolazione, ormai sono secoli che si dice articolazione, vai a cambiare!!! Il fatto dell'articolazione dipende dall'uso che facciamo della percussione o del peso dell'avambraccio. [... sull'argomento] vi è una tale confusione [...] (Maestro Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica: parte 16 - Note tenute)

Gent.ma, C'est magnifique Roll Eyes

Ottima la precisazione del M° Vitale.

Forse venne spontaneo ("ormai sono secoli che si dice") chiamar il "movimento" delle dita "articolazione", stante la "struttura anatomica", non so ben come dire Undecided

Comunque, credo che il vero vulnus, a parte il "come muovere" le benedette ditelle, fu (forse ancor lo è Huh) di pensare che sol le povere ditine fossero protagoniste del gioco pianistico, escludendo in buona sostanza tutto il resto: e codesto "resto" è molto assai Cheesy

Grazie per il contributo Smiley

Cordiali saluti

  
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caraciaccabumbum
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #12 - 06. Sep 2018 at 13:49
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Zabrina wrote on 05. Sep 2018 at 22:05:
caraciaccabumbum wrote on 05. Sep 2018 at 14:07:
nonostante la notorietà della scuola vitaliana, alcune cose non le condivido, come  ... ... l'articolazione delle dita  Cheesy Cheesy


Ciao caraciaccabumbum!
Potresti spiegarti meglio?  Huh  Cos'è nello specifico che non condividi riguardo all'articolazione? Qual è il tuo modo di intendere l'attività delle dita? Quelle, in un modo o nell'altro, si devono pur muovere. Se hai voglia, sarebbe interessante se tu specificassi la differenza con il tuo modo di concepire l'articolazione.

A presto  Smiley



Innanzitutto grazie a te che hai condiviso questi files molto importanti .
La mia critica era proprio rivolta all'articolazione (non ho letto le 5 pagine del forum sull'articolazione  Cheesy lo farò sicuramente) che, inteso come ho sempre capito e da come sempre mi ha fatto capire un insegnante di scuola vitaliana che ho avuto per 4 anni ( allievo di Carlo Bruno , da quanto mi ha riferito  Smiley e ci credo) è quel movimento che praticamente intendiamo tutti , ovvero un movimento di estensione e un movimento di flessione, citato anche da Vitale in persona, ovvero , detto brevemente , l'articolazione, per me e da quanto ho capito leggendo tanti libri, è la seguente  https://www.youtube.com/watch?v=k6ig9oexG4c . Se le cose non stanno così , mi auguro che lo diciate subito, specialmente in vista dei files del Maestro che ora sono in nostro possesso  Grin

Detto ciò, le mie critiche sono rivolte proprio a questo gesto , in quanto lo ritengo al 70% inutile, in vista della mia esperienza.
Da un maestro di scuola vitaliana,che mi ha fatto fare anni di questi esercizi , e sulle "articolazioni fisiologiche" propugnate anche dal M Tiziano  Poli che voi sapete  Cheesy , e sugli esercizi 4 dita del Brugnoli e 5 dita del Vitale, e una visiona tecnica della musica basata sempre su questi principi, ovvero , come diceva sempre il mio prof, "tutto un gioco di dita dev'essere ", (fortunatamente non mancavano discussioni musicali  Smiley ), caratteristici erano gli episodi quando andavo al suo studio , dove tiene un bel  coda con una tastiera bella solida e robusta , di non facile passaggio se non ci si mette il peso giusto  Smiley Smiley infatti , su quel pianoforte riuscivo a fare ben poco , e la causa era proprio dell'impostazione che il mio professore vitaliano mi dava, ovvero un'impostazione basata interamente sul gioco di dita, e il braccio veniva nominato solo nelle cadute, ovvero solo in esercizi (secondo lui  Smiley )
Passono gli anni, entro in conservatorio, e miracolo capito con un maestro di ascendenza Russa  Smiley l'utilizzo del peso è la prima componente del suo appropccio  Smiley ritorno allo studio del mio caro prof, e, venuto a conoscenza di questo appropccio diverso (che tra l'altro criticava anche  Wink ), mi sentii, e, miracolo, il suo pianoforte mi suonava come uno dei tanti  Cheesy

Dove vuole arrivare, vi starete chiedendo ? Oppure l'avete già capito , visto che l'argomento articolazione è già stato battuto  Smiley Non voglio farne una discussione fra scuola russa e scuola vitaliana , anche perchè sarebbe sbagliata e contorta sotto 3 aspetti :
1) aspetto storico (nella russia comunista escono solo i migliori,e ci sono sicuramente russi scarsini  Smiley )
2)aspetto tecnico  (l'utilizzo del peso  non è sicuramente escluso nella scuola napoletana (anche se sarebbe interessante tendere delle differenze fra Scaramuzza  e l'approccio Brugnoli - VItale)
3)aspetto etico ( è semplicemente stupido  Cheesy

Ma, andando al nocciolo, visto che, secondo me, la validità ( e quindi una conseguente critica) di un metodo , consiste, nei risultati che fà conseguire a uno studente "normale" ovvero non particolarmente talentuoso come me  Smiley e fidatevi che non sono Gesu cristo sceso in terra, ma semplicemente uno che ha fatto enormi passi da giganti con questo approccio diverso  Cheesy
enuncio la mia critica all'articolazione ovvero :
Non ce n'è assolutamente bisogno, in quanto, nel momento dell'esecuzione, non esiste solo il peso delle dita, che sono parti terminali di una catena,ma il peso di tutto il corpo con relativa coordinazione.
Dobbiamo sempre allenare i muscoli a due tipi di tecnica: alla tecnica del peso ed alla tecnica della percussione." (Maestro Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica: parte 16 - Note tenute)
CARO vitale , cosa intendi con tecnica della percussione ? e voi che intendete?  Smiley
  
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caraciaccabumbum
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #13 - 06. Sep 2018 at 14:05
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Riassumendo :
PResupposto del concetto dell'articolazione :
è questo il famoso gesto così come viene spiegato chiaramente in questo video ?  https://www.youtube.com/watch?v=k6ig9oexG4c
Ma queste cose non sono state viste in malo modo  già dal Deppe ?  Cheesy Cheesy

- Vitale : da Wikipedia  : La tecnica pianistica nell'insegnamento di Vincenzo Vitale
Le novità introdotte da Vitale nella didattica pianistica sono di tipo sia concettuale che puramente tecnico. L'idea fondamentale è quella che ogni caratteristica del suono percepito debba corrispondere univocamente (per l'orecchio allenato e sensibile) a un determinato gesto tecnico; ciò rende possibile il controllo di aspetti tecnici dell'esecuzione attraverso l'ascolto del suono. Fin dalle prime fasi dello studio del pianoforte, dunque, l'attenzione dell'allievo non era concentrata sulla messa in pratica di atteggiamenti tecnici prescritti a priori, ma sull'ascolto connesso col rilassamento muscolare.

Dal punto di vista puramente tecnico l'approccio di Vitale era appunto caratterizzato da una ricerca del rilassamento totale dei muscoli della spalla, del braccio e dell'avambraccio, sull'elasticità del polso, e sull'utilizzazione del peso che, muovendo appunto dalla "catena" spalla-braccio-avambraccio-mano andava a scaricarsi sulle dita, evitando qualsiasi irrigidimento della mano, dovuto al tentativo di "articolare" artificiosamente le dita a mo' di "martelletti" (secondo l'impostazione tradizionale allora diffusa se non prevalente). La tecnica pianistica insegnata da Vitale costituiva quindi una rielaborazione della "tecnica del peso", che era stata teorizzata tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento da diversi studiosi e didatti, come Friedrich Adolf Steinhausen, Rudolf Breithaupt e altri. Al fine di sviluppare le caratteristiche menzionate Vitale raccomandava esercizi tecnici quotidiani, tratti sia dalla "Dinamica pianistica" di Attilio Brugnoli e dai lavori di Carl Tausig (che si sono imposti nella tradizione didattica italiana in gran parte grazie a lui), sia di propria invenzione.

-  Insegnanti vitaliana che insegnano l'articolazione (?)

- Mia esperienza  Cheesy Cheesy Cheesy

Ma ragazzi , siamo sicuro che , in questa benedetta scuola vitaliana, sia stato capito tutto per bene ? Cheesy Cheesy Cheesy  Bruno Canino che dice ? Cheesy Cheesy ad una sua master mi faceva vedere esercizi scritti chiaramente nel libro di Leonardo Fantone - Tecnica pianistica essenziale che si propone come un sunto degli insegnamenti vitaliani ...e in ciò si fanno le cosiddette flessioni delle dita , ovvero tenere la mano aggrappata alla tastiera e i polpastrelli attaccati alla superficie dei tasti e da questi flettere il dito  Smiley Smiley   li ho provati e mi hanno dato pure male  Cheesy
  
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10dita
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #14 - 06. Sep 2018 at 18:13
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caraciaccabumbum wrote on 06. Sep 2018 at 13:49:
Innanzitutto grazie a te che hai condiviso questi files molto importanti .

Gent.mo, innanzitutto diamo  “a Cesare quel che è di Cesare”.

Ovvero: diamo a eMule quel che è di eMule Grin Wink

Celia a parte.

Gentil caraciaccabumbum, grazie del tuo contributo, hai toccato nodi importanti ed essenziali.
Molta carne al fuoco abbiamo.

In primis sottolineo codesto:

caraciaccabumbum wrote on 06. Sep 2018 at 13:49:
secondo me, la validità ( e quindi una conseguente critica) di un metodo , consiste, nei risultati che fà conseguire a uno studente "normale" ovvero non particolarmente talentuoso

Come dicono gli eruditi: “parole sante"  Smiley

A tal proposito molto interessante ciò che verga Brugnoli (in “Dinamica pianistica”, revisione storico-critica a cura di G. Buzzanca, ed. Florestano, pag.8/18):

Ma se si può con animo tranquillo giurare sulla grandezza degli artisti del passato, è inevitabile rassegnarsi a riconoscere che le scuole da loro fondate non hanno corrisposto in tutto a quanto era lecito aspettarsi. […] affermo […] fin d’ora che per me la causa determinante tale parziale insuccesso nelle scuole tenute da artisti anche sommi, risiede nel criterio empirico predominante nell’insegnamento. Accanto ai risultati buoni o mediocri ottenuti da tali scuole, si sono verificati eccezionalmente risultati sorprendenti da scuole mediocri. Non si può in tal caso attribuire all’insegnante la gloria di allievi eccezionali, poiché egli, dominato dall’istinto dell’allievo, molto spesso riduce la propria azione a sorvegliarne e constatarne lo sviluppo intellettuale […]

Ma la grandezza di tali eccezioni non è indirizzo della bontà della scuola. Ciò che costituisce un solido elemento di giudizio sull’intrinseco valore dell’insegnante, è la valorizzazione di intelligenze che non hanno le qualità eccezionali
[…] Quando l’insegnante riesce a creare una schiera di buoni esecutori fra temperamenti normali, dimostra d’avere in sé veramente i requisiti didattici necessari a sviluppare negli allievi le qualità dinamiche indispensabili alla buona esecuzione, della quale, indubbiamente, egli ha un preciso concetto. [nota del revisore: Il tema cui Brugnoli fa riferimento in questo punto è di importanza capitale.]”.

Perdona la lunga citazione, ma il tema come sottolineato è fondamentale.

Come detto la carne al fuoco è tanta, meglio non bruciarla!
Sol una cosa al volo, poi si approfondirà:

caraciaccabumbum wrote on 06. Sep 2018 at 13:49:
enuncio la mia critica all'articolazione ovvero :
Non ce n'è assolutamente bisogno, in quanto, nel momento dell'esecuzione, non esiste solo il peso delle dita, che sono parti terminali di una catena,ma il peso di tutto il corpo con relativa coordinazione.


Più che giusto la storia della catena, come innumerevoli volte detto, ma le dita che funzione hanno all'interno della catena?

Breithaupt: “non pensare alle dita, non voler suonare con le dita” (Die natürliche Klaviertechnik).

Più che giusto! Soprattutto in relazione alla antica concezione dove, erroneamente, si pensava che le dita sol solette dovessero far tutto, o quasi.

Ma il vulnus rimane aperto: come si muovono, certo all’interno della famosa catena, queste porelle di dita?

Credo sia un fatto oggettivo che pur le devi (lasciam stare il termine “articolare”) “muovere”.

Che gli dici ad un pargol (anche non pargol) principiante, dopo aver fatto cadute-cadutine-cadutelle con peso+peso-peso e compagnia bella, sulle ditine?
Come gliele fai “muovere”?

O il movimento digitale avverrà "spontaneamente"?

Chiaro: stiamo parlando di soggetti "normali".

I tecnologi più illuminati certo dicono che i movimenti digitali si studiano alla fine del percorso, perché "son troppo complicati" (in "Techniques pianistiques" Kaemper)

Cordiali saluti


  
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tgdigit
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #15 - 06. Sep 2018 at 19:34
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10dita wrote on 06. Sep 2018 at 18:13:
Breithaupt: “non pensare alle dita, non voler suonare con le dita” (Die natürliche Klaviertechnik).


Gyorgy Sebok: "No, no, no! Tu credi di dover suonare il piano con le dita...ti stai sbagliando!"
  

Rafal Blechacz Chopin competition 2005 Pianoconcerto No. 1 !
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caraciaccabumbum
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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #16 - 06. Sep 2018 at 21:48
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10dita wrote on 06. Sep 2018 at 18:13:
caraciaccabumbum wrote on 06. Sep 2018 at 13:49:
enuncio la mia critica all'articolazione ovvero :
Non ce n'è assolutamente bisogno, in quanto, nel momento dell'esecuzione, non esiste solo il peso delle dita, che sono parti terminali di una catena,ma il peso di tutto il corpo con relativa coordinazione.


Più che giusto la storia della catena, come innumerevoli volte detto, ma le dita che funzione hanno all'interno della catena?

Breithaupt: “non pensare alle dita, non voler suonare con le dita” (Die natürliche Klaviertechnik).

Più che giusto! Soprattutto in relazione alla antica concezione dove, erroneamente, si pensava che le dita sol solette dovessero far tutto, o quasi.

Ma il vulnus rimane aperto: come si muovono, certo all’interno della famosa catena, queste porelle di dita?

Credo sia un fatto oggettivo che pur le devi (lasciam stare il termine “articolare”) “muovere”.

Che gli dici ad un pargol (anche non pargol) principiante, dopo aver fatto cadute-cadutine-cadutelle con peso+peso-peso e compagnia bella, sulle ditine?
Come gliele fai “muovere”?

O il movimento digitale avverrà "spontaneamente"?

Chiaro: stiamo parlando di soggetti "normali".

I tecnologi più illuminati certo dicono che i movimenti digitali si studiano alla fine del percorso, perché "son troppo complicati" (in "Techniques pianistiques" Kaemper)




Perfetto ! Le dita si devono pur muovere in qualche modo ... ovvero deve essere presente in qualche modo il gioco digitale  Smiley

Sottolineo questo però :  "IN QUALCHE MODO "  Cheesy Cheesy
PErchè ????   E perchè VEDI APPROCCIO TAUBMAN  Cheesy Cheesy Cheesy LA rotazione dell'avambraccio permettere perfettamente di eliminare l'articolazione  !!!!!!!!!!!  o no? che ne pensi ?? Saprai perfettamente la taubman e la sua funzionalità dell'approccio  Grin
Comunque mi auguro che venga posto un topic a riguardo come hai detto  Smiley
  
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10dita
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Reply #17 - 07. Sep 2018 at 15:58
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tgdigit wrote on 06. Sep 2018 at 19:34:
10dita wrote on 06. Sep 2018 at 18:13:
Breithaupt: “non pensare alle dita, non voler suonare con le dita” (Die natürliche Klaviertechnik).

Gyorgy Sebok: "No, no, no! Tu credi di dover suonare il piano con le dita...ti stai sbagliando!"

caraciaccabumbum wrote on 06. Sep 2018 at 21:48:
LA rotazione dell'avambraccio permettere perfettamente di eliminare l'articolazione  !!!!!!!!!!!  o no?

Gent.mi, non dubbio v’è su quanto link-vergato nel quoto.

Qui però occorrono parole chiare e semplici di saggio Didatta.
Purtroppo io non son né saggio né didatta Tongue
E quindi citar m’è (perdonate Embarrassed) d’obbligo.

Scrive Spagnolo parlando di Steinhausen (Fr. Adolf Steinhausen, “Gli errori fisiologici e la trasformazione della tecnica pianistica”, Lipsia 1905)

La vecchia tecnica si fonda, secondo lo Steinhausen, su tre misconoscimenti: misconoscimento delle caratteristiche specifiche del pianoforte, di cui essa non coglie la novità rispetto ai vecchi strumenti a tastiera; […] della vera natura psico-fisiologica dell’”esercizio”, che viene erroneamente inteso come “ginnastica” meccanica e ripetitiva; […] infine delle “forze” fisiologiche che stanno alla base dei movimenti pianistici (peso del braccio e rotazione dell’avambraccio), “forze” che vengono identificate col solo movimento di articolazione delle dita.

La nuova tecnica, viceversa, per ottenere dal pianoforte tutta la ricca gamma di sonorità di cui lo strumento è capace, ammette l’uso dei grandi muscoli del braccio e della spalla. Ciò avviene senza irrigidimento alcuno, bensì in uno stato di distensione e passività della muscolatura: la “massa”, cioè il sistema spalla-braccio-mano-dita, viene messo in movimento sfruttando in pieno la gravità ossia il peso inerziale (“caduta”); l’impulso è dato così da un movimento di slancio […] dell’intera massa del braccio dalla spalla in giù; il lavoro (la contrazione) muscolare è quindi di brevissima durata, esso si limita a dare l’impulso e abbandona poi immediatamente la massa ai suoi movimenti di inerzia; prima e dopo l’impulso sussiste un’identico stato di passività, distensione, rilassamento e assenza di contrazione di tutti i muscoli.
Di conseguenza, quando si suona in modo naturale, non si fa altro che trasferire, “portare o “scaricare”, il peso sulla punta delle dita che fungono da sostegni.

[…] il peso si “scarica” sulla punta delle cinque dita con la massima economicità di lavoro muscolare e in uno stato di distensione che è sempre accompagnato da una sensazione soggettiva di passività e di assenza di qualsiasi tensione (nonostante l’ovvia presenza di un minimo lavoro muscolare che non viene però coscientemente percepito).

Segue>
  
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10dita
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Reply #18 - 07. Sep 2018 at 16:09
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[…] La funzione delle dita è quindi, innanzi tutto, una funzione di sostegno. Per spostare il peso da un dito all’altro, specie in velocità, il solo movimento di slancio non è però sufficiente: interviene qui in suo aiuto la rotazione dell’avambraccio. La comprensione della funzione essenziale e ineliminabile della rotazione dell’avambraccio consente di spazzar via tutti i falsi precetti sull’”articolazione” delle dita isolate e i miti conseguenti della “indipendenza” ed “uguaglianza” delle dita. In realtà l’”articolazione” delle dita isolate è fisiologicamente impossibile; le dita si comportano non come martelletti, bensì come raggi di una ruota che gira intorno all’asse di rotazione dell’avambraccio […]. Le dita ampliano così la loro funzione di sostegno diventando dita-di-rotazione o “dita-asse” “su cui la massa del braccio momentaneamente riposa e di nuovo rotola […] nello slancio”.

[…] Sembrerebbe quindi che lo sviluppo coerente delle premesse fisiologiche della tecnica del peso debba portare di necessità ad escludere qualsiasi ruolo autonomo delle dita. Almeno così appare dalla trattazione dello Steinhausen , che non considera il movimento digitale come un problema specifico. Ma lo Steinhausen era […] uno scienziato e non un pianista, e proprio questa circostanza può spiegare come egli non riuscisse in questo caso nemmeno a vedere il problema né a sospettare che ci fosse qui una qualche reale difficoltà da risolvere.
Meno coerenti dello Steinhausen sono altri rappresentanti della tecnica del peso che, pianisti essi stessi, o comunque didatti di grande esperienza, cercano […] di conservare in modo contraddittorio alle dita  un ruolo specifico, intuendo […] che il movimento digitale, pur non potendo essere più proposto alla vecchia maniera, costituisce comunque un problema pianistico ineliminabile.”.

(in “Pianosophia”, Spagnolo/Stelli, ed. Guida, pag. 40/41/42)

Mi scuso della lungagna, ma l’argomento così capzioso meritava parole di un certo “peso” e un ricordo del passato.

Comunque, sembra proprio che il “problema” del “movimento” delle dita sia dai tempi dei tempi il “problema” principe, per fraintendimenti vari etc.

Risulta evidente che è rimasto per molto tempo:

l’incomprensione di un aspetto essenziale presente in tutti i movimenti pianistici” (Spagnolo, Op. cit., pag. 43)

Lo abbiamo risolto con l’approccio di:

caraciaccabumbum wrote on 06. Sep 2018 at 14:05:
questa benedetta scuola vitaliana Questioning

e soprattutto, siamo sicuri che:

caraciaccabumbum wrote on 06. Sep 2018 at 14:05:
sia stato capito tutto per bene ? 


Cordiali saluti
  
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tgdigit
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Argh !

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Re: Vincenzo Vitale - Seminario di Tecnica pianistica
Reply #19 - 07. Sep 2018 at 17:19
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Aggiungiamo anche lo stesso Liszt che poneva il focus del gioco pianistico sulla mano, non sulle dita, dicendo che in velocità bisogna “gittare mollemente la mano“.
  

Rafal Blechacz Chopin competition 2005 Pianoconcerto No. 1 !
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