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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea? (Read 20438 times)
andreavezzoli
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #20 - 14. Jan 2019 at 18:35
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Credo che il problema sia che si ha una visione parziale di quello che è la musica contemporanea è per questo che non interessa a molti, perchè pensano che la musica contemporanea sia solo "dissonanza" o "rumore" (metto tra virgolette perchè in realtà non è così). Da compositore mi rendo conto che per chi è abituato ad ascoltare Mozart e Chopin non sia facile abituarsi ad ascoltare musica diversa, per esempio la musica di Machaut che è del XIV° secolo già diventa "complessa" da ascoltare per chi non è compositore.
questo brano del mio maestro di composizione Paolo Ugoletti potrebbe essere l'esempio di come la musica contemporanea sia anche altro rispetto ai soliti...
  
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tgdigit
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #21 - 16. Jan 2019 at 11:10
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La musica contemporanea non è solo "dissonanza".
La musica infatti è piena di dissonanze, Chopin usava le dissonanze a piene mani. Per cui si può dire che la dissonanza, in realtà, è vita per la musica.

Di questo si accorge più facilmente chi la musica la studia, la suona, piuttosto di chi solamente la ascolta.

Ad ogni modo mi piaceva fare un escursus storico (a grandi linee), per fare un pò il punto della situazione ad oggi.

Per farlo volevo partire dalle cosiddette "avanguardie storiche" del '900, per cui non si parlerebbe più certo di musica contemporanea, ma, piuttosto di storia della musica, per arrivare pian pianino al nuovo secolo-millennio, quello che stiamo vivendo.
A mio parere possiamo trovare un raccordo, un filo conduttore, una spiegazione del punto in cui siamo (certo, sempre in divenire), perchè proveniamo da una storia che ci ha preceduto.

Sarebbe interessante anche parlare di altre "storie musicali parallele", quella di altre culture, lontane dalla nostra, di altri sistemi, diciamo, "non temperati", ma forse sarebbe troppo impegnativo.

Naturalmente sarebbero molto graditi contributi di altri, di chi ne ha voglia  Smiley.
  

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pianozero
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #22 - 16. Jan 2019 at 20:01
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Seguo in silenzio il thread ma lo trovo molto interessante.
Alcuni capolavori postati per me sono imprescindibili; penso alla Cattedrale di Debussy e a tutti quelli di Ligeti !!

Vado meno d'accordo con il dedocafonismo puro, ad esempio pezzo di Boulez per me è ostico, non dico inascoltabile ma difficilmente "gradibile". Così come trovo un po' noioso Shoenberg.
Se l'arte è comunicazione (è stato detto) con certa musica fatico un po' più a sintonizzarmi ma sono assolutamente propenso all'ascolto e ad approfondire

un autore poco citato ma che io considero alle basi del moderno è Prokofiev direi che da lui Debussy, Bartok e  Ligeti traggo le maggiori soddisfazioni dalla musica non più classicissima

Domanda banale; dirò che per me non è ancora chiarissimo cosa s'intenda per musica contemporanea. si fa riferimento da una data in poi, solo a questo ?
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #23 - 17. Jan 2019 at 00:15
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pianozero wrote on 16. Jan 2019 at 20:01:
Domanda banale; dirò che per me non è ancora chiarissimo cosa s'intenda per musica contemporanea. si fa riferimento da una data in poi, solo a questo ?

Mio Prezioso, domanda interessante, almen per me Smiley

Immagino che tgdigit si adombrerà, ma corro il rischio dei suoi strali e mi concedo segnalare codesto:

ENNIO MORRICONE-Varianti per Ballista Antonio Canino♮Bruno per due pianoforti e orchestra d’archi.

Il 26 Gennaio 2017 eseguiamo in prima mondiale l'ultimo lavoro di Ennio Morricone

Cordiali saluti
  
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scheggiasms
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #24 - 17. Jan 2019 at 06:59
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10 anni fa non andavo oltre l'ascolto di Debussy,Ravel e Satie.

Oggi ho imparato ad apprezzare compositori come Berg,Shonberg,Stravinsky,Dallapiccola un po' grazie a Rai 5 un po' grazie al mio insegnante di Pianoforte che mi ha incoraggiato in questa direzione.Proprio due giorni fa ho ascoltato L'Ucello di Fuoco e composizioni per Piano di Stravinsky e ne sono rimasta entusiasta.

https://www.youtube.com/watch?v=RZkIAVGlfWk&t=396s

https://www.youtube.com/watch?v=SCl_xFdPu08&t=1180s


Per pianozero questo articolo interessante
http://www.cidim.it/cidim/content/314696?id=375564
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #25 - 17. Jan 2019 at 11:10
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pianozero wrote on 16. Jan 2019 at 20:01:
Seguo in silenzio il thread ma lo trovo molto interessante.
Alcuni capolavori postati per me sono imprescindibili; penso alla Cattedrale di Debussy e a tutti quelli di Ligeti !!

Vado meno d'accordo con il dedocafonismo puro, ad esempio pezzo di Boulez per me è ostico, non dico inascoltabile ma difficilmente "gradibile". Così come trovo un po' noioso Shoenberg.
Se l'arte è comunicazione (è stato detto) con certa musica fatico un po' più a sintonizzarmi ma sono assolutamente propenso all'ascolto e ad approfondire

un autore poco citato ma che io considero alle basi del moderno è Prokofiev direi che da lui Debussy, Bartok e  Ligeti traggo le maggiori soddisfazioni dalla musica non più classicissima

Domanda banale; dirò che per me non è ancora chiarissimo cosa s'intenda per musica contemporanea. si fa riferimento da una data in poi, solo a questo ?

Come giustamente dice Emanuele Nutile nell'articolo postato da scheggiasms, non si può dare una definizione precisa, ma, parlando del mondo occidentale, si ritiene che sarebbe meglio partire dalla fine della seconda guerra mondiale.

Bisogna considerare allora il termine stesso, c'è poco da fare, musica contemporanea è la musica contemporanea  Smiley.
Poi la definizione di un periodo storico con un certo termine è solo un artificio.
Un giorno, visto che abbiamo raggiunto ormai un periodo di quasi un secolo, forse si chiuderà "catalogandolo" con un altro termine, e il periodo che segue si chiamerà ancora musica contemporanea, chissà. Però tutto dipende non certo da questi artifici, ma da quali figure carismatiche, musicalmente parlando, avremo Smiley.

Poi si può dire che dagli anni '40 a Darmstadt si forma una "scuola" a partire da Webern (allievo e successivo a Schoenberg!) con le tecniche seriali e le tecniche musicali di Messiaen, influenzate dalle culture extra-europee, in particolare quella indiana. E’ da li che prendono le mosse gli “ostici” Stockhausen, Boulez, Nono, Maderna.
Tuttavia è dagli anni '50 (con la ricostruzione post-bellica di Germania e Austria) che esplodono letteralmente le idee musicali e si separano in svariati "rivoli" (musica aleatoria, concreta, minimalista, ecc).
E gli anni ’60, ’70, ’80, ’90, ecc.?
Capirai che siamo lontani "mille miglia" da Schoenberg (per non parlare poi di Debussy), inoltre siamo ad un continuo "aggiornamento" e continua evoluzione del, passatemi il termine, contemporaneismo.

Ecco, per quanto riguarda Schoenberg, più sopra ho postato un mio percorso sulla sua musica che trovo molto graduale, prova ad ascoltare qualcosa, chissà che non cambi l'opinione che ti sei fatto   Smiley.
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #26 - 17. Jan 2019 at 11:22
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10dita wrote on 17. Jan 2019 at 00:15:
pianozero wrote on 16. Jan 2019 at 20:01:
Domanda banale; dirò che per me non è ancora chiarissimo cosa s'intenda per musica contemporanea. si fa riferimento da una data in poi, solo a questo ?

Mio Prezioso, domanda interessante, almen per me Smiley

Immagino che tgdigit si adombrerà, ma corro il rischio dei suoi strali e mi concedo segnalare codesto:

ENNIO MORRICONE-Varianti per Ballista Antonio Canino♮Bruno per due pianoforti e orchestra d’archi.http://www.gifanimate.com/data/media/102/musica-immagine-animata-0350.gif

Il 26 Gennaio 2017 eseguiamo in prima mondiale l'ultimo lavoro di Ennio Morricone http://www.gifanimate.com/data/media/51/occhiali-immagine-animata-0016.gif

Cordiali saluti

E per quale motivo dovrei adombrarmi caro 10dita?  Smiley
Anzi, contentissimo di arricchirmi di contributi verso un argomento come questo che ne ha bisogno eccome.

Bellissimo il brano di Morricone, un Morricone che non conoscevo e che mi ha positivamente sorpreso.

Mi è parsa una sorte di continua ricerca di un dialogo tra gli strumenti  Wink.
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #27 - 17. Jan 2019 at 11:39
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scheggiasms wrote on 17. Jan 2019 at 06:59:
10 anni fa non andavo oltre l'ascolto di Debussy,Ravel e Satie.

Oggi ho imparato ad apprezzare compositori come Berg,Shonberg,Stravinsky,Dallapiccola un po' grazie a Rai 5 un po' grazie al mio insegnante di Pianoforte che mi ha incoraggiato in questa direzione.Proprio due giorni fa ho ascoltato L'Ucello di Fuoco e composizioni per Piano di Stravinsky e ne sono rimasta entusiasta.

https://www.youtube.com/watch?v=RZkIAVGlfWk&t=396s

https://www.youtube.com/watch?v=SCl_xFdPu08&t=1180s


Per pianozero questo articolo interessante
http://www.cidim.it/cidim/content/314696?id=375564

Ricordo quand'ero adolescente ("qualche" annetto fa  Grin), rimasi come folgorato dall'ascolto dei Trois Mouvements Da "Pétroushka" eseguiti dal mitico Pollini:



Si aprì un mondo tutto da scoprire. Da lì partì il mio interesse per la musica contemporanea (con vari abbandoni e riprese  Smiley).
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #28 - 17. Jan 2019 at 13:26
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tgdigit wrote on 17. Jan 2019 at 11:10:
Come giustamente dice Emanuele Nutile nell'articolo postato da scheggiasms, non si può dare una definizione precisa, ma, parlando del mondo occidentale, si ritiene che sarebbe meglio partire dalla fine della seconda guerra mondiale.

Bisogna considerare allora il termine stesso, c'è poco da fare, musica contemporanea è la musica contemporanea  Smiley.
Poi la definizione di un periodo storico con un certo termine è solo un artificio.
Un giorno, visto che abbiamo raggiunto ormai un periodo di quasi un secolo, forse si chiuderà "catalogandolo" con un altro termine, e il periodo che segue si chiamerà ancora musica contemporanea, chissà. Però tutto dipende non certo da questi artifici, ma da quali figure carismatiche, musicalmente parlando, avremo Smiley.

Poi si può dire che dagli anni '40 a Darmstadt si forma una "scuola" a partire da Webern (allievo e successivo a Schoenberg!) con le tecniche seriali e le tecniche musicali di Messiaen, influenzate dalle culture extra-europee, in particolare quella indiana. E’ da li che prendono le mosse gli “ostici” Stockhausen, Boulez, Nono, Maderna.
Tuttavia è dagli anni '50 (con la ricostruzione post-bellica di Germania e Austria) che esplodono letteralmente le idee musicali e si separano in svariati "rivoli" (musica aleatoria, concreta, minimalista, ecc).
E gli anni ’60, ’70, ’80, ’90, ecc.?
Capirai che siamo lontani "mille miglia" da Schoenberg (per non parlare poi di Debussy), inoltre siamo ad un continuo "aggiornamento" e continua evoluzione del, passatemi il termine, contemporaneismo.

Ecco, per quanto riguarda Schoenberg, più sopra ho postato un mio percorso sulla sua musica che trovo molto graduale, prova ad ascoltare qualcosa, chissà che non cambi l'opinione che ti sei fatto   Smiley.

Grazie per le illustrazioni che mi hai dato! forse, mi viene in mente leggendoti,  dovremmo citare anche Berio che ha fatto molte cose interessanti.
Nell'articolo proposto da scheggia (che ringrazio perché ci sono anche altri spunti di cui poi parlo) si dice che alcuni intendono "dal primo novecento"  e allora sì ci rientrerebbero anche Debussy e Prokofiev! alla grande! ma volendo invece fare riferimento dal dopoguerra allora le opere più moderne di quegli autori come andrebbero inquadrate?

Il percorso su Schoenberg l'ho cominciato a vedere, l'inizio è tardoromantico (forse è quello che un po' mi annoia, conosco abbastanza bene le prime opere che hai postato, sicuramente approfondirò le successive): Era tardoromantico  anche Mahler che  trovo più interessante almeno fino alla quinta sinfonia.

Anche io non ho capito perché ci si dovrebbe adombrare per il pezzo di Morricone! tra l'altro ottimo.

ebbi l'occasione una trentina di anno fa ormai ( Cry) di ascoltare il Maestro in un concerto al palazzo S.Michele nell'ambito delle notti bianche Romane se non erro; o altra manifestazione forse, in Trastevere, saremmo stati una trentina di persone a dire tanto... Presentava personalmente dei pezzi di musica elettronica con incisioni su nastro che si sovrappongono. Devo dire che non rimasi più di tanto impressionato. Comunque ha scritto molta musica sconosciuta anche perché lo associamo tutti ai film di Leone, per sua fortuna ....

Questa mattina leggendo l'articolo sono andato a sentire i pezzi citati di Arvo Part , a me sembrano molto di facile e piacevole ascolto anche se si parla di atonalità "che sconcerta il pubblico"... non mi pare!  (addirittura il primo contiene una corposa citazione del preludio N°1 di BAch dal CBT!).

L'articolo è interessante quando parla del solipsismo e dell'individualismo sfrenato di certi  autori moderni i quali in fondo non vogliono essere capiti... è un tema interessante credo.
  
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pianozero
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #29 - 17. Jan 2019 at 13:54
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tgdigit wrote on 17. Jan 2019 at 11:39:
Si aprì un mondo tutto da scoprire. Da lì partì il mio interesse per la musica contemporanea (con vari abbandoni e riprese  Smiley).



il mio impatto iniziale fu estremamente positivo con questa opera di Olivier Messien per organo solo: L'Ascension https://www.youtube.com/watch?v=L1Qxixombe0
potrei ripetere le stesse parole  Da lì partì il mio interesse per la musica contemporanea (con vari abbandoni e riprese  ) e qualche inevitabile delusione.
  
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radicchio
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #30 - 19. Jan 2019 at 14:10
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pianozero wrote on 16. Jan 2019 at 20:01:
Seguo in silenzio il thread ma lo trovo molto interessante.
Alcuni capolavori postati per me sono imprescindibili; penso alla Cattedrale di Debussy e a tutti quelli di Ligeti !!

Vado meno d'accordo con il dedocafonismo puro, ad esempio pezzo di Boulez per me è ostico, non dico inascoltabile ma difficilmente "gradibile". Così come trovo un po' noioso Shoenberg.
Se l'arte è comunicazione (è stato detto) con certa musica fatico un po' più a sintonizzarmi ma sono assolutamente propenso all'ascolto e ad approfondire

un autore poco citato ma che io considero alle basi del moderno è Prokofiev direi che da lui Debussy, Bartok e  Ligeti traggo le maggiori soddisfazioni dalla musica non più classicissima

Domanda banale; dirò che per me non è ancora chiarissimo cosa s'intenda per musica contemporanea. si fa riferimento da una data in poi, solo a questo ?

Rispondo citando quanto riportato su un articolo di Musica, in cui Allevi veniva definito "l'anti Henze".
Henze è stato il compositore e musicologo tedesco che ha coniato il termine "Musica Contenporanea", intendendolo come un genere musicale.
Raccoglieva cioè tutta la musica atonale, dodecafonica o fatta solo di rumori.
Allevi invece ha scardinato il pensiero di Henze, riportando al termine "contemporaneo" una connotazione squisitamente temporale, cioè "musica di adesso".
Nasce un problema. Se contemporanea è tutta la musica di adesso, come si distingue il frutto della tradizione classica dal pop e tutto il resto?
Soluzione: dalla forma.
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #31 - 19. Jan 2019 at 14:37
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La domanda non era per niente banale.
Era cruciale.
  
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pianozero
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #32 - 19. Jan 2019 at 14:45
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radicchio wrote on 19. Jan 2019 at 14:10:
pianozero wrote on 16. Jan 2019 at 20:01:
Seguo in silenzio il thread ma lo trovo molto interessante.
Alcuni capolavori postati per me sono imprescindibili; penso alla Cattedrale di Debussy e a tutti quelli di Ligeti !!

Vado meno d'accordo con il dedocafonismo puro, ad esempio pezzo di Boulez per me è ostico, non dico inascoltabile ma difficilmente "gradibile". Così come trovo un po' noioso Shoenberg.
Se l'arte è comunicazione (è stato detto) con certa musica fatico un po' più a sintonizzarmi ma sono assolutamente propenso all'ascolto e ad approfondire

un autore poco citato ma che io considero alle basi del moderno è Prokofiev direi che da lui Debussy, Bartok e  Ligeti traggo le maggiori soddisfazioni dalla musica non più classicissima

Domanda banale; dirò che per me non è ancora chiarissimo cosa s'intenda per musica contemporanea. si fa riferimento da una data in poi, solo a questo ?

Rispondo citando quanto riportato su un articolo di Musica, in cui Allevi veniva definito "l'anti Henze".
Henze è stato il compositore e musicologo tedesco che ha coniato il termine "Musica Contenporanea", intendendolo come un genere musicale.
Raccoglieva cioè tutta la musica atonale, dodecafonica o fatta solo di rumori.
Allevi invece ha scardinato il pensiero di Henze, riportando al termine "contemporaneo" una connotazione squisitamente temporale, cioè "musica di adesso".
Nasce un problema. Se contemporanea è tutta la musica di adesso, come si distingue il frutto della tradizione classica dal pop e tutto il resto?
Soluzione: dalla forma.



E ti ringrazio per la risposta radicchio, molto apprezzabile,  anche se per un volta che esci dal tuo castello ci hai dovuto comunque mettere in mezzo il tuo eroe  Cheesy  comunque apprezzo lo sforzo  Wink
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #33 - 19. Jan 2019 at 14:47
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ecco un altro esempio di musica scritta da un compositore vivente, in cui l'elemento fondamentale è il procedimento non il contenuto musicale.
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #34 - 19. Jan 2019 at 15:03
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pianozero wrote on 19. Jan 2019 at 14:45:
radicchio wrote on 19. Jan 2019 at 14:10:
pianozero wrote on 16. Jan 2019 at 20:01:
Seguo in silenzio il thread ma lo trovo molto interessante.
Alcuni capolavori postati per me sono imprescindibili; penso alla Cattedrale di Debussy e a tutti quelli di Ligeti !!

Vado meno d'accordo con il dedocafonismo puro, ad esempio pezzo di Boulez per me è ostico, non dico inascoltabile ma difficilmente "gradibile". Così come trovo un po' noioso Shoenberg.
Se l'arte è comunicazione (è stato detto) con certa musica fatico un po' più a sintonizzarmi ma sono assolutamente propenso all'ascolto e ad approfondire

un autore poco citato ma che io considero alle basi del moderno è Prokofiev direi che da lui Debussy, Bartok e  Ligeti traggo le maggiori soddisfazioni dalla musica non più classicissima

Domanda banale; dirò che per me non è ancora chiarissimo cosa s'intenda per musica contemporanea. si fa riferimento da una data in poi, solo a questo ?

Rispondo citando quanto riportato su un articolo di Musica, in cui Allevi veniva definito "l'anti Henze".
Henze è stato il compositore e musicologo tedesco che ha coniato il termine "Musica Contenporanea", intendendolo come un genere musicale.
Raccoglieva cioè tutta la musica atonale, dodecafonica o fatta solo di rumori.
Allevi invece ha scardinato il pensiero di Henze, riportando al termine "contemporaneo" una connotazione squisitamente temporale, cioè "musica di adesso".
Nasce un problema. Se contemporanea è tutta la musica di adesso, come si distingue il frutto della tradizione classica dal pop e tutto il resto?
Soluzione: dalla forma.



E ti ringrazio per la risposta radicchio, molto apprezzabile,  anche se per un volta che esci dal tuo castello ci hai dovuto comunque mettere in mezzo il tuo eroe  Cheesy  comunque apprezzo lo sforzo  Wink

Non è il "mio" eroe. È una personalità che ha già affrontato tutte le questioni sollevate da questo post.
Secondo la mia opinione, molte cose scritte qui sopra sono riportate con una certa ingenuità. Ma non volendo passare per un Troll, preferisco lasciar perdere.
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #35 - 19. Jan 2019 at 15:15
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #36 - 21. Jan 2019 at 13:05
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Proseguo il mio sintetico percorso storico parlando di Anton Webern, allievo di Schoenberg.
Webern spinge in avanti la tecnica seriale del suo maestro,  portando la serialità dodecafonica a metodo rigoroso, con il minor numero possibile di compromessi.

Il primi lavori chiaramente non sono assolutamente dodecafonici, ma anzi di carattere tardo-romantico.





Anche per Webern come per Schoenberg il percorso è graduale, infatti i successivi  lavori non sono seriali ma atonali, ma Webern tende a spingersi oltre nella ricerca dei timbri e in particolare delle dinamiche sempre più spesso giocate sul filo di suono o all’opposto sullo “strillo” improvviso:







I Drei Geistliche Volkslieder furono il primo lavoro strettamente dodecafonico ma, conoscendo il percorso graduale degli anni precedenti, non si direbbe vi sia uno stacco così profondo rispetto al passato:



Da qui in poi i lavori procedono nel percorso dodecafonico, ma con lo stile proprio di Webern, sempre molto intriso di varietà dinamica e timbrica (il gioco musicale passa frequentemente da uno strumento ad un altro, senza soluzione di continuità).



L’uso della tecnica dodecafonia diventa sempre più radicale, anche qui in modo graduale, fino agli ultimi lavori:





Webern è importantissimo perché fu l’ispiratore di molti compositori successivi, quelli che applicarono poi il serialismo integrale della scuola di Darmstadt, portando avanti la ricerca dopo la scomparsa di Webern: Boulez, Stockausen, Maderna, Nono, ecc.
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #37 - 22. Jan 2019 at 12:36
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Tgdigit, posso essere polemico?
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #38 - 22. Jan 2019 at 12:43
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radicchio wrote on 22. Jan 2019 at 12:36:
Tgdigit, posso essere polemico?

No, l'Italia ripudia la guerra, come recita la Costituzione  Smiley
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #39 - 22. Jan 2019 at 13:45
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tgdigit wrote on 22. Jan 2019 at 12:43:
radicchio wrote on 22. Jan 2019 at 12:36:
Tgdigit, posso essere polemico?

No, l'Italia ripudia la guerra, come recita la Costituzione  Smiley

Ahaha! Intendevo una leggera e vaga polemica, non una guerra!
Ma il tuo messaggio è chiarissimo...
  
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