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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea? (Read 23518 times)
tgdigit
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #280 - 12. Apr 2019 at 10:39
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Biennale Musica 2014 – Confini

“[…] Si tratta di confini che desiderano di essere valicati nella pratica dell’attività artistica contemporanea, non sono solo confini geografici, ma anche culturali, concettuali, talvolta confini che sono dentro di noi, pregiudizi. Uno degli obiettivi dell’artista è quello di superare questi confini  […]”

  

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tgdigit
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #281 - 15. Apr 2019 at 09:54
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Biennale Musica 2015 – La memoria

“[…] La musica che fa del tempo la dimensione principale non può fare a meno di riflettere sul concetto di memoria. Noi ascoltatori se non avessimo la memoria non potremmo cogliere lo sviluppo di un brano musicale.”



[…]Qual è il futuro della musica contemporanea? Difficile dirlo, ma penso che si stia andando verso una interdisciplinarietà sempre più marcata tra immagine e suono e anche una trasversalità tra generi, comunque contigui. Conosco però il presente, perché lo studio e interessa la mia attività di compositore; ed è un presente vivace, che offre tante opzioni estetiche, giovani. Sta a noi dare spazio a queste nuove forze.”



Biennale Musica 2015 - Leone d'oro alla carriera a Georges Aperghis

Ivan Fedele, direttore della Biennale Musica, spiega le ragioni dell'assegnazione del Leone d'oro alla carriera al compositore Georges Aperghis (Venezia, 10 ottobre 2015)

“[…] Far musica di e da tutto, questo è uno dei motti di Georges Aperghis.[…] compositore rivoluzionario del teatro musicale, […] un modo nuovo di fare e pensare il teatro musicale. […] La memoria del linguaggio è lo sfondo sul quale questo materiale prolifera, creando nuove parole, nuove relazioni, nuove sintassi, in un caleidoscopio di immagini che colpiscono l’ascoltatore, in una maniera fortemente drammatica, come se egli comprendesse questa lingua immaginaria. Machinations è un capolavoro che ha girato tutto il mondo. E’ un teatro della memoria nel quale il percorso dell’opera si svolge parallelamente a quello reale nel quale siamo proiettati”

  

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tgdigit
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #282 - 16. Apr 2019 at 08:40
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Biennale Musica 2016 - Cerimonia di consegna dei Leoni

Leone d'oro alla carriera a Salvatore Sciarrino



Ivan Fedele racconta il 60. Festival Internazionale Musica Contemporanea Biennale Musica 2016

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #283 - 17. Apr 2019 at 09:34
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Biennale Musica 2017 – I compositori orientali

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #284 - 18. Apr 2019 at 08:38
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Biennale Musica 2018 – Relazioni culturali tra l’Europa e le Americhe

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #285 - 22. Jun 2019 at 16:41
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Io non sono un compositore, ma sfogliando questo topic sono stato preso da una grande tristezza. Questo continuo rimando ai protagonisti del passato anche recente (Sciarrino, Fedele...), questo continuo far riferimento a delle correnti, non credo faccia venir voglia di comporre musica.
Io credo che sei un compositore quando non ne puoi fare a meno, e te ne infischi se hai un pubblico che ti ascolta o se la tua musica non corrisponde a dei canoni accademici.
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #286 - 23. Jun 2019 at 12:51
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Non credo proprio visto che l'unico "limite" (se vogliamo chiamarlo così) del fare musica oggi è diventato la stessa capacità creativa dell'artista.

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #287 - 23. Jun 2019 at 13:24
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radicchio wrote on 22. Jun 2019 at 16:41:
Io non sono un compositore, ma sfogliando questo topic sono stato preso da una grande tristezza. Questo continuo rimando ai protagonisti del passato anche recente (Sciarrino, Fedele...), questo continuo far riferimento a delle correnti, non credo faccia venir voglia di comporre musica.
Io credo che sei un compositore quando non ne puoi fare a meno, e te ne infischi se hai un pubblico che ti ascolta o se la tua musica non corrisponde a dei canoni accademici.


Sono in parte d'accordo, nel senso che per troppo tempo le correnti hanno "deciso" arbitrariamente qual'era musica contemporanea e quale no... molta buona musica è stata snobbata (per esempio la musica sinfonica di Nino Rota considerata dai suoi contemporanei "obsoleta"), non mi fiderei troppo della biennale musica di Venezia nel senso che se da un lato è sicuramente lodevole il lavoro svolto per far conoscere nuova musica dall'altra è una visione parziale (come è giusto che sia) che per forza di cose è obbligata a fare delle scelte.
Io mi fido di quei compositori che parlano poco e compongono tanto... è giusto parlare di musica ma questo non deve diventare un modo per giustificare musica fatta passare come di alta qualità...

Non sono d'accordo però sul fatto che oggi non ci siano le condizioni per essere compositori, a me non è passata la voglia di comporre anzi... chi si sente di comporre se ne infischia (nel senso positivo del termine) delle correnti... e delle "scuole" d'avanguardia.


  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #288 - 22. Aug 2019 at 08:36
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La compositrice sudcoreana Chin Un-suk ha vinto il Premio Bach 2019 della Città di Amburgo.

Il premio Bach viene assegnato ogni quattro anni ad “un compositore eccezionale del nostro tempo”.
I vincitori del passato includono Paul Hindemith, Gyorgy Ligeti e Pierre Boulez.

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #289 - 08. Sep 2019 at 08:49
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #290 - 08. Sep 2019 at 17:59
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Non conoscevo questa compositrice. grazie mille per la segnalazione. Recupero subito con qualche ascolto Smiley
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #291 - 08. Dec 2019 at 16:39
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Biennale Musica 2019 - Leone d’Oro alla carriera a George Benjamin
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #292 - 09. Dec 2019 at 08:59
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10 piccoli pezzi per piano solo del 2004 di George Benjamin, godibilissimi  Wink.
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #293 - 29. Dec 2019 at 14:22
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Esiste la Musica Contemporanea?

Qui la risposta.
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #294 - 29. Dec 2019 at 19:24
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Gent.mo, Berio dice cosa sacrosanta:

"...esiste la musica...poi ci si mette una data dietro..."

Certo "etichettiamo" per comodità, ovvio.

Forse non avrei detto:

"...il pubblico più INTELLIGENTE è..."

Avrei detto: il pubblico più CURIOSO.

Certo è una intervista, e le parole son in "libertà" Smiley

Comunque, non credo vi fosse alcun intento "denigratorio" o saccente nelle parole del M° Berio, ed infatti sottolinea che il pubblico:

".. bisogna aiutarlo..."  Smiley


Cordiali saluti

  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #295 - 29. Dec 2019 at 21:58
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Germania. Musica atonale nelle stazioni per contrastare il crimine.

"Secondo T.W. Adorno la musica contemporanea (riferendosi ad Arnold Schoenberg) offende gli ascoltatori perché parla della loro condizione. Per questo risulta a loro insopportabile. La musica contemporanea è scomoda perché è lo specchio del nostro disagio interiore. Se dovessi immaginare una colonna sonora per il brulicare delle nostre città sarebbe sicuramente della musica elettronica in cui il suono è prodotto da algoritmi al computer. "  Smiley


  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #296 - 30. Dec 2019 at 23:32
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Non condivido alcune delle teorie citate da Maggie Lorelli (vedi video postato qui sopra). Teorie che spiegherebbero perché il pubblico fa fatica a comprendere la musica contemporanea. Tuttavia il video è godibile, la questione viene analizzata da vari punti di vista ed, a tratti, anche in maniera ironica  Smiley
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #297 - 30. Dec 2019 at 23:57
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Certo mi pare piuttosto buffo che... dopo aver apportato numerose argomentazioni in difesa della musica contemporanea, sul perché il grande pubblico non sia in grado di apprezzarla e sull'enorme perdita in termini di educazione musicale  ...parli di come si potrebbe abituare la gente alla musica atonale utilizzando il verbo "somministrare" Huh

"[...] oppure si può somministrare la musica contemporanea, come si fa spesso in giro per il mondo, in vari festival che propongono eventi musicali durante i quali si può assistere a multiple esecuzioni in contemporanea, di più diversi generi, che si svolgono in vari spazi di uno stesso luogo [...]"

QUI

Un po' come se lei stessa (inconsciamente) ammettesse che la musica contemporanea vada ingoiata a piccole dosi a mo' di medicina sgradevole...  pur di abituarsi  Shocked  Grin
L'utilizzo di tale verbo cozza un po' con il senso di tutto il video...  però, vabbé  Grin


  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #298 - 31. Dec 2019 at 02:41
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Zabrina wrote on 30. Dec 2019 at 23:32:
Non condivido alcune delle teorie citate da Maggie Lorelli (vedi video postato qui sopra).

Gent.ma, pur io ho qualche piccola perplessità, tra queste: l'accenno alla "teoria dei totalitarismi" QUI

Anche Prokof'ev "non sfuggì agli attacchi ideologici del rapporto Ždanov (1948), e fu accusato, insieme a Šostakovič e ai migliori fra gli altri compositori russi, di deviazionismo borghese e formalismo." (in "Breve storia della musica" di M. Mila, pag. 398)

Questo per non sol accennar al regime nazista Smiley

Tuttavia, dubito che la citata (nel video) "controrivoluzione del regime totalitario" possa esser stata la causa del non avvicinamento alla gente, al popolo (quale popolo? La massa indistinta?) di "quei" linguaggi, linguaggi ancor oggi assai ostici per la maggior parte degli ascoltatori ("popolo"), anche di quelli maggiormente avvezzi al mondo della musica catalogata "classica".

Qualcuno, dice, "avrebbe trovato la sintesi", perché forse la musica lì si è fermata? Si è "inibita"? Non credo proprio.

Certo la storia non si può riscrivere, e chissà... il dubbio però mi rimane.

Comunque, video molto interessante e ricco di spunti, grazie d'averlo postato Smiley

Cordiali saluti








  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #299 - 31. Dec 2019 at 11:52
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Zabrina wrote on 30. Dec 2019 at 23:57:
Certo mi pare piuttosto buffo che... dopo aver apportato numerose argomentazioni in difesa della musica contemporanea, sul perché il grande pubblico non sia in grado di apprezzarla e sull'enorme perdita in termini di educazione musicale  ...parli di come si potrebbe abituare la gente alla musica atonale utilizzando il verbo "somministrare" Huh

"[...] oppure si può somministrare la musica contemporanea, come si fa spesso in giro per il mondo, in vari festival che propongono eventi musicali durante i quali si può assistere a multiple esecuzioni in contemporanea, di più diversi generi, che si svolgono in vari spazi di uno stesso luogo [...]"

QUI

Un po' come se lei stessa (inconsciamente) ammettesse che la musica contemporanea vada ingoiata a piccole dosi a mo' di medicina sgradevole...  pur di abituarsi  Shocked  Grin
L'utilizzo di tale verbo cozza un po' con il senso di tutto il video...  però, vabbé  Grin



Quando parli di musica contemporanea, di quale musica contemporanea parli? E già, perché ci sono tante musiche contemporanee dentro questi 80-100 anni di animatissima attività del pensiero musicale. Estendendo il concetto, è come se si volesse consigliare a qualcuno l’ascolto della musica classica, ma quale musica classica?

E’ vero, anche secondo me, la Lorelli, incappa nella contraddizione, ciò è dovuto al fatto che il tema musica contemporanea è molto vasto ed articolato e in un solo video non è possibile svolgerlo compiutamente. Forse è questo il motivo del taglio ironico che ha voluto dare al suo argomentare.
A sua parziale difesa riporto qui quanto poi aggiunge: “[…] Una modalità un po’ superficiale, deconcentrata, forse, ma, tutto sommato coerente con i nostri tempi di fruizione, meno propensi alla riflessione, allo sforzo intellettuale e più al consumo usa e getta.[…]”... e come darle torto?  Smiley

Il tema della particolarità della “fruizione” dell’arte musicale è in piedi già da tempo.
In sostanza poiché, guardando la questione dal punto di vista del tempo, tema assai caro del nostro vivere quotidiano, ascoltare musica ne richiede moltissimo, anche nel cosiddetto primo approccio all’opera.
Per fare un esempio se vogliamo osservare un quadro in una galleria e farcene un’idea generale, impiegheremo pochi secondi, al massimo un minuto/due, solo se il quadro ci interessa particolarmente.
Se invece vogliamo ascoltare una musica, all’interno di una esposizione di altre musiche, non basteranno certo pochi secondi, ma generalmente neanche un minuto. Avremo bisogno di molti minuti, ma anche quarti d’ora e così via (di fatto non esiste un limite  Huh). Inoltre la musica richiede uno sforzo aggiuntivo all’ascoltatore, la capacità di memorizzare e collegare ciò che abbiamo ascoltato prima con ciò che stiamo ascoltando adesso.
E se tutto questo non fosse sufficiente, un’altra particolarità è che nella musica non basta un primo ascolto per farsene un’idea, perciò avremo bisogno di riascoltare ancora e forse più volte.  Undecided
E’ così un tempo molto più “allargato” rispetto ad altre arti.
Compositori, ma anche espositori di musica contemporanea, partendo da questa considerazione, ma interrogandosi anche criticamente sul contrasto rispetto al nostro vivere moderno del tutto-e-subito, sul “fast-food”, “fast-money”, “fast-connection”, si potrebbe dire, citando un film, “fast and furious”  Lips Sealed, che mettono in crisi la forma tradizionale dell’ascolto musicale, organizzano così  padiglioni “aperti”, dove appunto l’ascoltatore possa passare da uno all’altro senza l’obbligo di fermarsi ad ascoltare dall’inizio alla fine.

A tal proposito e per contrasto, già l’americano John Cage, all’interno del concetto di “slow movement”, una sorta di ritorno ai ritmi lenti del passato e della natura, pensò di comporre nel 1985 una musica all’insegna dello “slow-music”, anzi “As Slow As Possible”, questo il titolo del brano, per uno strumento simile ad un organo.
L’esecuzione ha avuto inizio nel 2001, nella chiesa di Halberstadt, e dovrebbe terminare nel 2640!

Viene così messo in discussione il concetto di ascolto tradizionale in quanto si tratta di una musica fisicamente impossibile da ascoltare per intero.
Si può solo assistere a cosa accade in un certo “istante”, ad esempio vediamo cosa venne ascoltato il 05/07/2010:

  

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