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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea? (Read 23497 times)
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #320 - 06. Jan 2020 at 17:45
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Zabrina wrote on 06. Jan 2020 at 14:05:
tgdigit wrote on 04. Jan 2020 at 15:14:
La danza secondo Vittoria Ottolenghi:
"L'unica attività oltre l'amore, in cui l'uomo è lì tutto: fisico, mentale e sentimentale. Amore e danza, non ce ne sono altre."
Maurice Béjart, il quale (nella prefazione del libro Danser sa vie, di Roger Garaudy, 1973) scrisse:

La danse est une des rares activités humaines où l'homme se trouve engagé totalment: corps, coeur et esprit.

Mes sincères salutations
(citando il 10doigts  Roll Eyes )

Gent.ma, vedo che il "morbo" della citazione colpisce Cheesy

Attenta: è poi difficile debellarlo Grin

Comunque, grazie! Anzi: MERCI! Della bella citazione Smiley   in francese poi...preferisco  Roll Eyes

Cordiali saluti
  
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tgdigit
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #321 - 06. Jan 2020 at 17:49
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Zabrina
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #322 - 08. Jan 2020 at 22:58
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tgdigit wrote on 06. Jan 2020 at 17:49:


Ah, non molli, eh?  Grin
Posso chiederti da dove nasce questo interesse? È abbastanza inusuale Smiley
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #323 - 09. Jan 2020 at 08:10
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Zabrina wrote on 08. Jan 2020 at 22:58:
tgdigit wrote on 06. Jan 2020 at 17:49:


Ah, non molli, eh?  Grin
Posso chiederti da dove nasce questo interesse? È abbastanza inusuale Smiley

Il perchė l'ho scritto sopra, da bambino guardavo la trasmissione di Vittoria Ottolenghi "Maratona d'estate", mi ha fatto conoscere in particolare la danza contemporanea.
Si parla di quando la televisione era un'altra cosa.
Potrei scrivere nel thread "Sul filo della memoria". Agosto di molte estati fa...di ritorno dalla spiaggia per il pranzo...accendiamo la tv ecco che inizia maratona d'estate...mi ricordo ancora la sigla  Smiley.

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #324 - 09. Jan 2020 at 17:23
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Dimenticavo di citare Isadora Duncan colei che ha iniziato la danza moderna.

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #325 - 09. Jan 2020 at 18:19
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Una vita spettacolare e una morte tragica.
Eccola in un filmato dell'epoca.

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #326 - 09. Jan 2020 at 23:28
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tgdigit wrote on 09. Jan 2020 at 08:10:
da bambino guardavo la trasmissione di Vittoria Ottolenghi "Maratona d'estate", mi ha fatto conoscere in particolare la danza contemporanea.
Si parla di quando la televisione era un'altra cosa.
Potrei scrivere nel thread "Sul filo della memoria". Agosto di molte estati fa...di ritorno dalla spiaggia per il pranzo...accendiamo la tv ecco che inizia maratona d'estate...mi ricordo ancora la sigla  Smiley.

Gent.mo, assolutamente sì Smiley

Hai titillato pur la mia memoria su quella trasmissione Roll Eyes

E ricordo quando RAI3 trasmetteva in quella fascia oraria, ad es., esecuzioni schubertiane di Brendel Roll Eyes Roll Eyes

Cordiali saluti
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #327 - 10. Jan 2020 at 14:15
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Si ricordo, anche Roman Vlad che presentava registrazioni di Arturo Benedetti Michelangeli  Smiley.

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #328 - 10. Jan 2020 at 21:46
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tgdigit wrote on 10. Jan 2020 at 14:15:
Si ricordo, anche Roman Vlad che presentava registrazioni di Arturo Benedetti Michelangeli  Smiley.




notevole!! oggi naturalmente una cosa del genere in tv non è nemmeno più pensabile
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #329 - 11. Jan 2020 at 15:24
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A proposito di nuova musica (ma anche danza) e ascolto all’epoca della sua contemporaneità, il balletto “Le Sacre du printemps” su musiche di Igor Strawinskij, al giorno d’oggi godibilissimo, tanto da appartenere ormai al repertorio classico, fu invece all’epoca della prima rappresentazione (Parigi 1913) con i Balletti Russi di Sergej Diaghilev, talmente rivoluzionario e proiettato in avanti rispetto all’abituale ascolto musicale dell’epoca da risultare assolutamente sfidante ai contemporanei e perciò risultò un clamoroso insuccesso.
I fischi e gli schiamazzi in sala del pubblico sovrastarono la musica e tutto quanto accadeva in scena e le proteste continuarono anche alla fine dello spettacolo all’esterno del teatro, tanto che fu necessario l’intervento della polizia.

I quotidiani il giorno dopo titolarono “Le massacre du printemps”  Smiley.

Qui la rappresentazione a Parigi in onore del centenario della prima de "La sagra della primavera":


  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #330 - 12. Jan 2020 at 01:14
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tgdigit wrote on 11. Jan 2020 at 15:24:
  all’epoca della sua contemporaneità, il balletto “Le Sacre du printemps” su musiche di Igor Strawinskij, al giorno d’oggi godibilissimo, tanto da appartenere ormai al repertorio classico, fu invece all’epoca della prima rappresentazione (Parigi 1913) con i Balletti Russi di Sergej Diaghilev, talmente rivoluzionario e proiettato in avanti rispetto all’abituale ascolto musicale dell’epoca da risultare assolutamente sfidante ai contemporanei e perciò risultò un clamoroso insuccesso.
I fischi e gli schiamazzi in sala del pubblico sovrastarono la musica e tutto quanto accadeva in scena e le proteste continuarono anche alla fine dello spettacolo all’esterno del teatro, tanto che fu necessario l’intervento della polizia.

I quotidiani il giorno dopo titolarono “Le massacre du printemps”  Smiley.

Gent.mo, almeno all'epoca accadeva una "reazione" Smiley

Oggi il "pubblico" mi par assai passivo, in genere.

Cheto, tranquillo e senza reazioni di alcun tipo Grin (poi i commenti "dietro" son altra cosa Cheesy)

Meglio oggi Undecided

Cordiali saluti
  
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #331 - 12. Jan 2020 at 10:36
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10dita wrote on 12. Jan 2020 at 01:14:
tgdigit wrote on 11. Jan 2020 at 15:24:
  all’epoca della sua contemporaneità, il balletto “Le Sacre du printemps” su musiche di Igor Strawinskij, al giorno d’oggi godibilissimo, tanto da appartenere ormai al repertorio classico, fu invece all’epoca della prima rappresentazione (Parigi 1913) con i Balletti Russi di Sergej Diaghilev, talmente rivoluzionario e proiettato in avanti rispetto all’abituale ascolto musicale dell’epoca da risultare assolutamente sfidante ai contemporanei e perciò risultò un clamoroso insuccesso.
I fischi e gli schiamazzi in sala del pubblico sovrastarono la musica e tutto quanto accadeva in scena e le proteste continuarono anche alla fine dello spettacolo all’esterno del teatro, tanto che fu necessario l’intervento della polizia.

I quotidiani il giorno dopo titolarono “Le massacre du printemps”  Smiley.

Gent.mo, almeno all'epoca accadeva una "reazione" Smiley

Oggi il "pubblico" mi par assai passivo, in genere.

Cheto, tranquillo e senza reazioni di alcun tipo Grin (poi i commenti "dietro" son altra cosa Cheesy)

Meglio oggi Undecided

Cordiali saluti

Sono daccordo 10dita, ma...ma "a proposito di nuova musica" quando si è davvero degli innovatori, cioè quando si guarda davvero avanti, a volte si paga lo scotto dell'impopolarità, e, guarda un pò, non si propone la "pappa" che il pubblico vuole, che il pubblico si aspetta.

E' così, in fondo, che l'arte, la musica, procede e si rinnova, altrimenti saremmo tutti fermi da secoli alla stessa musica, che diventerebbe (artisticamente) vuota, perchè non più contestualizzata.

Ora la controprova della potenza artistica di un autore si vede dal fatto che sono passati più di 100 anni e ancora se ne parla, cioè entra nella storia, mentre di tanti altri musicisti non vale la pena ricordarsi più di nulla.

Cosa resterà perciò di certi soloni, anzi sarebbe più azzeccato il termine "parrucconi"  Grin, che dicono di essere innovativi, se non addirittura rivoluzionari  Grin Grin Grin quando invece sono attenti solo a quel che la gente vuol sentire (perchè è ovvio che quel che la gente vuol sentire sia "il già sentito" mentre sarebbe compito dell'artista proporre il nuovo)?
Credo nulla  Wink.

E poi fanno la lezioncina di psicologia, e pure lì casca l'asino, poichè non si rendono conto di vivere il complesso di Edipo quando si sottomettono alle leggi dell'Autorità del mercato  Smiley.
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #332 - 12. Jan 2020 at 11:44
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Arnold Schoenberg, 1912 (cinque mesi prima della "Sagra"), anche questi oggi, brani di repertorio godibilissimi e anche per questi reazione ancor peggiore del pubblico che finì in rissa  Smiley.

Il giorno dopo i giornali titolarono "Il concerto dei ceffoni"!


  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #333 - 12. Jan 2020 at 19:57
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tgdigit wrote on 12. Jan 2020 at 10:36:
quando si è davvero degli innovatori, cioè quando si guarda davvero avanti, a volte si paga lo scotto dell'impopolarità, e, guarda un pò, non si propone la "pappa" che il pubblico vuole, che il pubblico si aspetta.

E' così, in fondo, che l'arte, la musica, procede e si rinnova, altrimenti saremmo tutti fermi da secoli alla stessa musica, che diventerebbe (artisticamente) vuota, perchè non più contestualizzata.

E poi fanno la lezioncina di psicologia, e pure lì casca l'asino, poichè non si rendono conto di vivere il complesso di Edipo quando si sottomettono alle leggi dell'Autorità del mercato  Smiley.

Gent.mo, codesto che verghi è molto giusto, certo Smiley

Pensavo: sarebbe bello che la "reazione" avvenisse (al "contrario") anche per la <<pappa>> che il pubblico "vuole" (o gli si vuol far ingurgitare!) Cheesy

Un bel pernacchione liberatorio alle banalità propinate  Smiley

Sulle "lezioncine", lì stiamo attenti a non cader nella solita rete del "pescatore verde" Cheesy


Curiosa codesta cosa riguardo il "pescatore verde"  (fonte: QUI):

"Troll (Internet)-
Il termine troll deriva dalla mitologia norrena. Nell'accezione originale, indica una omonima creatura fantastica, generalmente malvagia, con carattere antropomorfo, abitante nell'Europa settentrionale, in particolare in Norvegia.

Alternativamente, l'origine proverrebbe da un altro significato del verbo inglese to troll, muovere un'esca in modo tale da spingere un pesce ad abboccare . Secondo questa interpretazione, solo successivamente sarebbe nata l'identificazione con il personaggio mitologico.
"

Grin Grin Grin

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #334 - 12. Jan 2020 at 20:14
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10dita wrote on 12. Jan 2020 at 19:57:
tgdigit wrote on 12. Jan 2020 at 10:36:
quando si è davvero degli innovatori, cioè quando si guarda davvero avanti, a volte si paga lo scotto dell'impopolarità, e, guarda un pò, non si propone la "pappa" che il pubblico vuole, che il pubblico si aspetta.

E' così, in fondo, che l'arte, la musica, procede e si rinnova, altrimenti saremmo tutti fermi da secoli alla stessa musica, che diventerebbe (artisticamente) vuota, perchè non più contestualizzata.

E poi fanno la lezioncina di psicologia, e pure lì casca l'asino, poichè non si rendono conto di vivere il complesso di Edipo quando si sottomettono alle leggi dell'Autorità del mercato  Smiley.

Gent.mo, codesto che verghi è molto giusto, certo Smiley

Pensavo: sarebbe bello che la "reazione" avvenisse (al "contrario") anche per la <<pappa>> che il pubblico "vuole" (o gli si vuol far ingurgitare!) Cheesy


Purtroppo non è così automatico e corrispondente, credo si tratti di una caratteristica del cervello che si chiama pigrizia mentale.

Non ricordo dove ho letto a proposito di tv trash, sempre più trash, di gossip e così via,  di cui siamo ormai circondati e che nonostante tutto ha molto successo: "Se al pubblico lo abitui alla me..., lui chiede ancora più me...".

Brutale ma vero  Sad.
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #335 - 12. Jan 2020 at 20:52
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10dita wrote on 12. Jan 2020 at 19:57:
Alternativamente, l'origine proverrebbe da un altro significato del verbo inglese to troll, muovere un'esca in modo tale da spingere un pesce ad abboccare . Secondo questa interpretazione, solo successivamente sarebbe nata l'identificazione con il personaggio mitologico.[/b]"

Interessante, tra le "psicopatologie" elencate direi che il nostro è il tipo "logorante".
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #336 - 16. Jan 2020 at 13:16
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10dita wrote on 12. Jan 2020 at 01:14:
tgdigit wrote on 11. Jan 2020 at 15:24:
  all’epoca della sua contemporaneità, il balletto “Le Sacre du printemps” su musiche di Igor Strawinskij, al giorno d’oggi godibilissimo, tanto da appartenere ormai al repertorio classico, fu invece all’epoca della prima rappresentazione (Parigi 1913) con i Balletti Russi di Sergej Diaghilev, talmente rivoluzionario e proiettato in avanti rispetto all’abituale ascolto musicale dell’epoca da risultare assolutamente sfidante ai contemporanei e perciò risultò un clamoroso insuccesso.
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Difficile trovare altre successive eclatanti reazioni rumorose del pubblico. Ho trovato questa verso John Cage nel 1977 a Milano Teatro Lirico nel 1977.

  

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Reply #337 - 16. Jan 2020 at 13:46
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tgdigit wrote on 16. Jan 2020 at 13:16:
  Ho trovato questa verso John Cage nel 1977 a Milano Teatro Lirico nel 1977.

Gent.mo, trovo molto interessanti alcuni commenti nel video che hai postato, ad es:

"Hai una preparazione..."

"E tu sei uno degli organizzatori...<<John Cage è uno che serve>>..."

Si parla (anche) di provocazione "politica" (nel senso migliore del termine) e artistica che in Cage, non si può non ammetterlo, è geniale Roll Eyes

Certo è molto "provocante" il riportone dell'intervistatore QUI Smiley

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #338 - 16. Jan 2020 at 21:49
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Interessanti certi quartetti di Cage che al contrario non hanno nulla di provocatorio:

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #339 - 17. Jan 2020 at 00:39
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Gent.mi, trovo stupendi codesti brani Roll Eyes:



Dico una eresia: ottimi per il..."solfeggio"  Smiley

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