Page Index Toggle Pages: 1 2 3 [4] 5 6  Send Topic Send Topic Print Print
Very Hot Topic (More than 25 Replies) Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea? (Read 2058 times)
Duriel
Senior Member
****
Online


W Pianoforum!

Posts: 460
Joined: 06. Dec 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #60 - 08. Feb 2019 at 08:53
Print Post Print Post  
Assolutamente no. il motivo per cui "si somigliano" deriva dal fatto che noi non abbiamo assimilato il loro codice di costruzione. Il motivo per cui la tonalità è tanto comprensibile a noi è per il fatto che sono secoli che la nostra civiltà ci vive a contatto. nasciamo e cresciamo bombardati da questo tipo di linguaggio e ne assimiliamo l'essenza. Fai crescere un bambino in un ambiente con sola musica dodecafonica e troverà tutti uguali i brani tonali. Come per chi conosce solo l'italiano magari lo spagnolo , il portoghese e il messicano possono sembrare uguali. o il giapponese con il cinese. Chi studia composizione per esempio è abituato già diversamente e riesce a fare una distinzione più netta tra i vari linguaggi del passato. Purtroppo ( o per fortuna) la sperimentazione musicale del 900 ha messo troppa carne a fuoco per poter digerire tutto. Riguardo il fatto che non abbiano portato a nulla non sono molto d'accordo. COme ha detto tgdigit è stato un passaggio obbligato per motivi di ricerca. Se oggi possiamo dire che il serialismo integrale non è la strada per il futuro è solo perchè qualcuno c'ha passato decenni sopra a perfezionare tale sistema. E probabilmente la nascita di nuovi linguaggi ( come appunto il minimalismo) sono la diretta conseguenza di tali scoperte ( ogni stile artistico genera inevitabilmente la propria antitesi).  Sul definire capolavori alcuni brani beh.....dipende dal brano. Per me alcuni lavori moderni e contemporanei non hanno nulla da invidiare a quelli di Bach. Hanno una loro costruzione logica che è frutto di un ingegno che sicuramente non tutti hanno. I geni nascono in ogni epoca, ed in ogni epoca danno il loro contributo alla musica.
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 686
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #61 - 08. Feb 2019 at 09:08
Print Post Print Post  
radicchio wrote on 07. Feb 2019 at 23:30:
Bene bene bene,
Questi brani di musica "contemporanea", fondamentalmente rifiutano la tonalità, siamo d'accordo? Alcuni più, alcuni meno.
Non vi sembra che, per questo motivo, finiscano tutti per assomigliarsi?

Sai bene che questa domanda è fuori luogo?
(e poi ti lamenti che ti danno del troll  Smiley).

A meno che tu non voglia fare l'originale a tutti i costi, scadendo però nel ridicolo  Grin, con l'obiettivo di mandare per aria una discussione (anche questo però è da troll, camuffato da "spiritosone"... Angry)

Oppure sei così "sprovveduto" da non percepire differenze così macroscopiche  Shocked.

Bè quest'ultimo caso mi rattrista un pò perchè denota un gran bisogno di allargare e approfondire i propri orizzonti musicali, però c'è sempre la speranza di recuperare (preferibile comunque all'atteggiamento di un inutile troll), perciò ti auguro di ascoltare, leggere, studiare  Wink.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 686
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #62 - 08. Feb 2019 at 09:20
Print Post Print Post  
Duriel wrote on 08. Feb 2019 at 08:53:
Assolutamente no. il motivo per cui "si somigliano" deriva dal fatto che noi non abbiamo assimilato il loro codice di costruzione. Il motivo per cui la tonalità è tanto comprensibile a noi è per il fatto che sono secoli che la nostra civiltà ci vive a contatto. nasciamo e cresciamo bombardati da questo tipo di linguaggio e ne assimiliamo l'essenza. Fai crescere un bambino in un ambiente con sola musica dodecafonica e troverà tutti uguali i brani tonali. Come per chi conosce solo l'italiano magari lo spagnolo , il portoghese e il messicano possono sembrare uguali. o il giapponese con il cinese. Chi studia composizione per esempio è abituato già diversamente e riesce a fare una distinzione più netta tra i vari linguaggi del passato. Purtroppo ( o per fortuna) la sperimentazione musicale del 900 ha messo troppa carne a fuoco per poter digerire tutto. Riguardo il fatto che non abbiano portato a nulla non sono molto d'accordo. COme ha detto tgdigit è stato un passaggio obbligato per motivi di ricerca. Se oggi possiamo dire che il serialismo integrale non è la strada per il futuro è solo perchè qualcuno c'ha passato decenni sopra a perfezionare tale sistema. E probabilmente la nascita di nuovi linguaggi ( come appunto il minimalismo) sono la diretta conseguenza di tali scoperte ( ogni stile artistico genera inevitabilmente la propria antitesi).  Sul definire capolavori alcuni brani beh.....dipende dal brano. Per me alcuni lavori moderni e contemporanei non hanno nulla da invidiare a quelli di Bach. Hanno una loro costruzione logica che è frutto di un ingegno che sicuramente non tutti hanno. I geni nascono in ogni epoca, ed in ogni epoca danno il loro contributo alla musica.

Approvo in pieno!

Teniamo conto che tiamo parlando di un periodo storico di una settantina di anni (se partiamo dal dopoguerra).

Personalmente ho descritto di questi (a grandi linee, sia chiaro) solo una ventina d'anni di musica, eppure è un periodo così ricco di idee, proposte, studi.
Di certo non si può dire che la musica del secondo novecento non sia viva e ricca di iniziative.

E di bellissime opere, perciò anche geniali, personalmente ne vedo eccome  Wink.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
Duriel
Senior Member
****
Online


W Pianoforum!

Posts: 460
Joined: 06. Dec 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #63 - 08. Feb 2019 at 09:56
Print Post Print Post  
Il cervello umano è una macchina straordinaria. Non mi stupirei di sentire gente fischiettare motivetti dodecafonici se accuratamente educata ( qui un richiamo a Dallapiccola è voluto. Fu lui se non sbaglio ad accennare alla cosa del motivetto dodecafonico XD).
  
Back to top
 
IP Logged
 
pianozero
God Member
*****
Offline


Roma

Posts: 1247
Joined: 11. Oct 2011
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #64 - 08. Feb 2019 at 10:08
Print Post Print Post  
L'accoppiata Boulez -  Stockhausen in rapida sequenza mi ha steso. Stavo cercando di elaborare il primo che mi è sempre sembrato molto ostico. A questo proposito l'ultimo brano del post di tdigit è davvero "interessante", ma mi chiedo: è qualcosa che l'ascoltatore medio possa provare non dico a capire ma almeno ad apprezzare epidermicamente? o è qualcosa che solo l'autore e pochissimi intimi super esperti possono davvero permettersi di dire: io l'ho compreso.

Qui secondo me si entra un po' in quella fascia di egocentrismo dell'autore che tende ad escludere più che ad includere. Questo ovviamente non significa che l'opera non abbia valore come qualcuno vorrebbe sostenere (vedi l'osservazione tendenzialmente distruttiva di radicchio), ma che per apprezzarla è richiesto uno sforzo molto maggiore perché diventa  élitaria: Il quesito ha il merito di allargare il nostro orizzonte oltre quello comunemente percepibile e di mostrare che c'è molto altro. Il problema allora è : quanti faranno questo sforzo quando il 99% della popolazione considera la musica un passatempo?

Mi rendo conto che è una mia peculiarità ma  ritengo che la musica moderna più interessante e fruibile sia quella del primo 900 che rimane nell'ambito della tonalità o anche della atonalità non strettamente regolamentata  (Prokofiev, Shostakovich, Bartòk, poi Berg, Ligeti) ma con forti elementi di rottura con il classico propriamente detto. Per me Prokofiev rappresenta l'anello di congiunzione ideale da mettere a fuoco tra i due mondi il classico e il moderno*, e questo momento di passaggio mi intriga molto.
Volevo postare qualcosa di Shostakovich e Prokofiev ma dopo Stockhausen sarebbe un passo indietro dal punto di vista cronologico.

*Però un rimando ironico e nostalgico nell'ammirazione infinita  di quello che ritengo un genio a tutti gli effetti, non mi trattengo, lo faccio : anche per alleggerire l'atmosfera  Smiley :

Prokofiev: Symphony no. 1 op. 25 "Classical"
https://youtu.be/EUZOd9TbEj8


  
Back to top
IP Logged
 
radicchio
God Member
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 841
Joined: 22. Sep 2011
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #65 - 08. Feb 2019 at 11:04
Print Post Print Post  
Secondo me si somigliano tutti.
Mentre basta ascoltare una sola battuta di Bach, di Debussy, Chopin...una sola battuta, per riconoscerne l'autore.
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 686
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #66 - 08. Feb 2019 at 11:13
Print Post Print Post  
radicchio wrote on 08. Feb 2019 at 11:04:
Secondo me si somigliano tutti.
Mentre basta ascoltare una sola battuta di Bach, di Debussy, Chopin...una sola battuta, per riconoscerne l'autore.

Che dire...ne abbiamo già parlato sopra  Roll Eyes.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 686
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #67 - 08. Feb 2019 at 12:14
Print Post Print Post  
pianozero wrote on 08. Feb 2019 at 10:08:
L'accoppiata Boulez -  Stockhausen in rapida sequenza mi ha steso. Stavo cercando di elaborare il primo che mi è sempre sembrato molto ostico. A questo proposito l'ultimo brano del post di tdigit è davvero "interessante", ma mi chiedo: è qualcosa che l'ascoltatore medio possa provare non dico a capire ma almeno ad apprezzare epidermicamente? o è qualcosa che solo l'autore e pochissimi intimi super esperti possono davvero permettersi di dire: io l'ho compreso.

Qui secondo me si entra un po' in quella fascia di egocentrismo dell'autore che tende ad escludere più che ad includere. Questo ovviamente non significa che l'opera non abbia valore come qualcuno vorrebbe sostenere (vedi l'osservazione tendenzialmente distruttiva di radicchio), ma che per apprezzarla è richiesto uno sforzo molto maggiore perché diventa  élitaria: Il quesito ha il merito di allargare il nostro orizzonte oltre quello comunemente percepibile e di mostrare che c'è molto altro. Il problema allora è : quanti faranno questo sforzo quando il 99% della popolazione considera la musica un passatempo?

Mi rendo conto che è una mia peculiarità ma  ritengo che la musica moderna più interessante e fruibile sia quella del primo 900 che rimane nell'ambito della tonalità o anche della atonalità non strettamente regolamentata  (Prokofiev, Shostakovich, Bartòk, poi Berg, Ligeti) ma con forti elementi di rottura con il classico propriamente detto. Per me Prokofiev rappresenta l'anello di congiunzione ideale da mettere a fuoco tra i due mondi il classico e il moderno*, e questo momento di passaggio mi intriga molto.
Volevo postare qualcosa di Shostakovich e Prokofiev ma dopo Stockhausen sarebbe un passo indietro dal punto di vista cronologico.

*Però un rimando ironico e nostalgico nell'ammirazione infinita  di quello che ritengo un genio a tutti gli effetti, non mi trattengo, lo faccio : anche per alleggerire l'atmosfera  Smiley :

Prokofiev: Symphony no. 1 op. 25 "Classical"
https://youtu.be/EUZOd9TbEj8



Dipende cosa intendiamo per "ascoltatore medio" è troppo generico questo termine.
Se intendi quello che va a sentire Boulez senza un minimo di documentazione è chiaro che non potrà mai apprezzarlo, o peggio lo disprezzerà come "reazione epidermica" quell'atteggiamento distratto, come fosse un passatempo (quel 99% che citi), direi da telespettatore da x-factor. Non so se mi spiego...

L'escursus storico è difatti partito da lì, dal post di 10dita circa il concerto di Pollini che trovi più sopra.

Chiaro che se definiamo il 99% l'ascoltatore distratto (e mi sa che la cifra è molto vicina alla realtà), rimane l'1% che è in grado di giudicare senza pregiudizi e eventualmente di apprezzare o meno con cognizione di causa.

Ma di questo, come ho detto, si è parlato sopra.

Poi la questione dell'abitudine ad ascoltare un tipo di musica, piuttosto che un'altra è verissima.

Oggi le nostre orecchie sono abituate ad ascoltare una serie di musiche in cui siamo letteralmente immersi, da radio, tv, ecc. ecc. c'è poco da fare.
Noi che la musica la studiamo però (se la studiamo), siamo in grado comunque di distinguere. Argomento mooooolto lungo.

Infine "passi indietro" "passi avanti"???
Bisogna vedere, mica tutti i compositori sono disposti in sequenza temporale  Smiley.

Dipende poi dal contesto in cui vivono...quelli di cui ho parlato vivono più o meno nello stesso ambiente culturale, altri no.

Ad esempio dovremmo parlare anche di Igor Stravinsky, un gigante, dove lo collochiamo? Argomento vasto pure questo.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
radicchio
God Member
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 841
Joined: 22. Sep 2011
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #68 - 08. Feb 2019 at 12:26
Print Post Print Post  
Tanto vale che dica ciò che penso fino in fondo.
Io non sono un compositore, ma voi si.
Nei vostri post, in questo tread, mi sembra ci sia TROPPO OSSEQUIO.
Gigante di qua, mostro sacro di là.
Come fate a trovare la voglia, il coraggio, la forza di scrivere una nota se non avete risolto il conflitto edipico?
(Non sono un troll, non voglio essere offensivo, chiedo scusa in partenza, non fraintendetemi per favore).
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 686
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #69 - 08. Feb 2019 at 12:32
Print Post Print Post  
radicchio wrote on 08. Feb 2019 at 12:26:
Tanto vale che dica ciò che penso fino in fondo.
Io non sono un compositore, ma voi si.
Nei vostri post, in questo tread, mi sembra ci sia TROPPO OSSEQUIO.
Gigante di qua, mostro sacro di là.
Come fate a trovare la voglia, il coraggio, la forza di scrivere una nota se non avete risolto il conflitto edipico?
(Non sono un troll, non voglio essere offensivo, chiedo scusa in partenza, non fraintendetemi per favore).

Spiegati meglio: Qui i compositori sono andreavezzoli e Duriel, se non sbaglio, gli altri sono pianisti o studenti di pianoforte.

Tu sei un pianista?
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
Duriel
Senior Member
****
Online


W Pianoforum!

Posts: 460
Joined: 06. Dec 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #70 - 08. Feb 2019 at 12:47
Print Post Print Post  
Radì come han fatto tutti gli altri nel corso della storia: si porta rispetto per chi ha portato il discorso musicale fino ad uncerto punto ma poi si va avanti. Qua non c'è nessuno che si fa l'altarino con Beethoven , Chopin e soci. Se prendi tutti icompositori contemporanei non ce n'è uno che guardi solo al passato (salvo per gli omaggi voluti ma quello è un altro discorso. Son composizione in stile fatti più per sfizio che per affermare la propria individualità). Così come la ricerca scientifica va avanti nonostante si considerino i vari Newton, Einstein e soci come mostri sacri della ricerca scientifica. Cioè non facciam sempre polemica su ogni cosa. Ogni settore ( scientifico, artistico ecc..) va avanti guardando il futuro ma portando rispetto al passato. E' sempre stato così e sempre così sarà. Non è fanatismo. E' solo graditudine ed ammirazione. Tutto qui.
Riguardo l'ascolto di questo tipo di musica va ricordato che l'ascoltatore medio ( al contrario delle altre forme d'arte) non ha nessun tipo di educazione al riguardo. E' normale che se nessuno spiega il concetto che c'è dietro non si riuscirà mai a capire il messaggio. Chi mai riuscirebbe ad emozionarsi sentendo recitare un Haiku senza conoscere il giapponese? Una contestualizzazione delle opere è di vitale importanza o la "massa" seguirà solo quella musica che ha almeno un elemento di loro conoscenza. E' normale questo. Il punto è: bach , mozart e chopin non solo sono scritti con il sistema tonale con cui tutti noi siam cresciuti ma sono anche autori che pure per sbaglio una volta nella vita ognuno di noi sente ( nei saggi del parente musicista, nelle pubblicià ecc...). E' normale. Chi invece studia musica magari riconosce e distingue ad un primo ascolto un brano dodecafonico da uno semplicemente atonale. Tu stesso hai detto di non essere un compositore. Fidati che dopo 10 anni di studi di composizione la differenza la riesci a notare. Così come noti da poche battute un Bartok, un prokofiev ecc... Personalmente ho più difficoltà con gli autori più contemporanei (Ivan Fedele, Sciarrino, Solbiati ecc..) ma solo perchè ovviamente non ho ancora avuto modo di analizzarli a fondo. Concludendo : è questione di abitudine e di educazione all'ascolto. Se ci si affida solo al gusto personale dettato dalla prima impressione si andrà sempre dietro a ciò che contiene qualcosa di "già sentito"
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 686
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #71 - 08. Feb 2019 at 13:01
Print Post Print Post  
Tutto vero  Smiley.

Aggiungo, che tipo di ascoltatore sei anche quando dici di ascoltare Bach, Mozart e Chopin.

A me viene il sospetto che il problema non sia se la musica è tonale o meno, ma che si tratti di "...il tipo dell'ascoltatore emotivo che nulla vuol sapere intorno alla musica e preferisce abbandonarsi al suo flusso sonoro..." di cui si è parlato nella prima pagina di questi post.

Insomma non sarà quel 99% di cui si parla?

Perciò mi verrebbe da dire "ma cosa ti attira nell'ascolto di Bach, Mozart e Chopin"?

Non sarà mica solo la bella musichina?  Smiley
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
andreavezzoli
Global Moderator
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 2262
Joined: 04. Mar 2010
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #72 - 08. Feb 2019 at 13:13
Print Post Print Post  
Duriel wrote on 08. Feb 2019 at 09:56:
Il cervello umano è una macchina straordinaria. Non mi stupirei di sentire gente fischiettare motivetti dodecafonici se accuratamente educata ( qui un richiamo a Dallapiccola è voluto. Fu lui se non sbaglio ad accennare alla cosa del motivetto dodecafonico XD).


Avrebbe senso fischiettare una serie dodecafonica?  Undecided ho i miei seri dubbi. Mi spiego meglio:
il fatto che persone riescano a canticchiare melodie di Mozart, Puccini, Morricone... Chopin... Vasco Rossi ... Battisti... Chick Corea... (ho volutamente citato musicisti diversissimi tra loro) è dato non solo dall'abitudine all'ascolto della tonalità ma anche dall'effetto che la musica produce nell'ascoltarla, è innegabile che c'è musica che nella maggior parte delle persone crea un istintivo movimento (danza, battere il piede, muovere la testa) e altra che viene voglia di canticchiarla anche se non piace... (i tormentoni)... la dodecafonia, ma anche il minimalismo, non hanno nella melodia l'elemento principale ma la costruzione, lo sviluppo, la variazione... quindi anche se abituassimo il "popolo" ad ascoltare e canticchiare il "tormentone" Grin  di Schoenberg del 1922 sarebbe un qualcosa di innaturale.
Ciò che certa musica contemporanea non ha rispetto alla musica di Bach è la naturalezza, la necessarietà... la familiarità... cioè superando un certo confine (difficile da individuare) si crea musica che non ha più nell'ascolto la sua essenza ma nel concetto, nel pensiero cioè elementi extra musicali.
Concordo con Duriel sulla necessità di educare il pubblico ai nuovi linguaggi, però attenzione a non cadere nella trappola del voler a tutti i costi trovare il genio in ogni epoca.

  
Back to top
 
IP Logged
 
Duriel
Senior Member
****
Online


W Pianoforum!

Posts: 460
Joined: 06. Dec 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #73 - 08. Feb 2019 at 13:29
Print Post Print Post  
Che il genio sia presente in ogni epoca è un dato di fatto ( ne abbiamo avuto almeno uno in ogni epoca da qui a che abbiam memoria. Perchè non dovrebbe essercene uno anche tra noi adesso?). Il problema è che son sempre gli studiosi dei secoli successivi a scovarli dopo un lavoro di ricerca e attenta analisi dettata soprattutto dalla neutralità di pensiero ( certo non può dirlo chi è di parte). Poi sul canticchiare una meloia dodecafonica era un semplice "aneddoto" storico per esprimere un concetto. Comuque a ,mio avviso dobbiamo distinguere i lavori "sperimentali" ( che hanno l'obiettivo di provare un nuovo linguaggio) da quelli che padroneggiano il nuovo linguaggio nel suo stadio più perfezionato. A tal proposito ( saltando un bel pò di decenni) vi allego un brano che a mio avviso è esattamente l'esempio di come un sistema dodecafonico , se unito ad altri espedienti e quindi trattato solo come "spezia" e non come portata principale, possa dar alla luce un capolavoro perfettamente orecchiabile e "canticchiabile". Invito tutti a leggere la descrizione che fa del suo brano l'autore stesso sotto il video. Per me, per esempio quest'autore potrebbe essere uno dei geni della nostra epoca. chissà Tongue
Buon ascolto Wink
https://www.youtube.com/watch?v=OnCkfsVmF8Q
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 686
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #74 - 08. Feb 2019 at 13:31
Print Post Print Post  
andreavezzoli wrote on 08. Feb 2019 at 13:13:
Duriel wrote on 08. Feb 2019 at 09:56:
Il cervello umano è una macchina straordinaria. Non mi stupirei di sentire gente fischiettare motivetti dodecafonici se accuratamente educata ( qui un richiamo a Dallapiccola è voluto. Fu lui se non sbaglio ad accennare alla cosa del motivetto dodecafonico XD).


Avrebbe senso fischiettare una serie dodecafonica?  Undecided ho i miei seri dubbi. Mi spiego meglio:
il fatto che persone riescano a canticchiare melodie di Mozart, Puccini, Morricone... Chopin... Vasco Rossi ... Battisti... Chick Corea... (ho volutamente citato musicisti diversissimi tra loro) è dato non solo dall'abitudine all'ascolto della tonalità ma anche dall'effetto che la musica produce nell'ascoltarla, è innegabile che c'è musica che nella maggior parte delle persone crea un istintivo movimento (danza, battere il piede, muovere la testa) e altra che viene voglia di canticchiarla anche se non piace... (i tormentoni)... la dodecafonia, ma anche il minimalismo, non hanno nella melodia l'elemento principale ma la costruzione, lo sviluppo, la variazione... quindi anche se abituassimo il "popolo" ad ascoltare e canticchiare il "tormentone" Grin  di Schoenberg del 1922 sarebbe un qualcosa di innaturale.
Ciò che certa musica contemporanea non ha rispetto alla musica di Bach è la naturalezza, la necessarietà... la familiarità... cioè superando un certo confine (difficile da individuare) si crea musica che non ha più nell'ascolto la sua essenza ma nel concetto, nel pensiero cioè elementi extra musicali.
Concordo con Duriel sulla necessità di educare il pubblico ai nuovi linguaggi, però attenzione a non cadere nella trappola del voler a tutti i costi trovare il genio in ogni epoca.


Non mi hai convinto, ci vorrebbero delle prove scientifiche per determinare cosa è naturale e cosa non lo è.

La tua (come la mia) è un'opinione, sarebbe interessante fare una sperimentazione socio-musicale su questo argomento (può darsi che qualcuno l'abbia fatta e non ne sono a conoscenza).

Io sono convinto che dipende appunto da una abitudine a prescindere da un certo istintivo movimento (siamo sicuri che sia un'istinto?).

Dico questo appunto perchè siamo tutti immersi nella stessa musica da sempre.

Per fare un esempio banale, se io ascolto, senza conoscerla, un pò di musica del teatro Kabuki, può darsi che regga l'ascolto solo per pochi secondi, se fossi immerso in quel contesto, probabilmente questo non accadrebbe.

Un altro esempio: non sono molto attratto dala musica lirica, seppur tonale, ma non sarà perchè la conosco poco?
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
Duriel
Senior Member
****
Online


W Pianoforum!

Posts: 460
Joined: 06. Dec 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #75 - 08. Feb 2019 at 13:38
Print Post Print Post  
Ma infatti io per esempio mi son dovuto abituare all'ascolto della dodecafonia. Della suite di Schoenberg per piano la prima volta son riuscito ad ascoltare solo 20 secondi XD. Poi purtroppo l'unico modo per appurare questo fatto sarebbe far crescere un bambino isoltato da tutti per 30 anni in un luogo dove trasmettono solo musica dodecafonica e vedere se dopo, ad un ascolto di puccini o di un brano minimalista (per prendere due cose diametralmente opposte) la sua reazione sarebbe di rifiuto o di apprezzamento.
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 686
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #76 - 08. Feb 2019 at 13:48
Print Post Print Post  
Mi fa piacere perchè siamo sempre pienamente in argomento, cioè:

"Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea? "  Smiley
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
radicchio
God Member
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 841
Joined: 22. Sep 2011
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #77 - 08. Feb 2019 at 14:03
Print Post Print Post  
Duriel wrote on 08. Feb 2019 at 12:47:
Radì come han fatto tutti gli altri nel corso della storia: si porta rispetto per chi ha portato il discorso musicale fino ad uncerto punto ma poi si va avanti. Qua non c'è nessuno che si fa l'altarino con Beethoven , Chopin e soci. Se prendi tutti icompositori contemporanei non ce n'è uno che guardi solo al passato (salvo per gli omaggi voluti ma quello è un altro discorso. Son composizione in stile fatti più per sfizio che per affermare la propria individualità). Così come la ricerca scientifica va avanti nonostante si considerino i vari Newton, Einstein e soci come mostri sacri della ricerca scientifica. Cioè non facciam sempre polemica su ogni cosa. Ogni settore ( scientifico, artistico ecc..) va avanti guardando il futuro ma portando rispetto al passato. E' sempre stato così e sempre così sarà. Non è fanatismo. E' solo graditudine ed ammirazione. Tutto qui.
Riguardo l'ascolto di questo tipo di musica va ricordato che l'ascoltatore medio ( al contrario delle altre forme d'arte) non ha nessun tipo di educazione al riguardo. E' normale che se nessuno spiega il concetto che c'è dietro non si riuscirà mai a capire il messaggio. Chi mai riuscirebbe ad emozionarsi sentendo recitare un Haiku senza conoscere il giapponese? Una contestualizzazione delle opere è di vitale importanza o la "massa" seguirà solo quella musica che ha almeno un elemento di loro conoscenza. E' normale questo. Il punto è: bach , mozart e chopin non solo sono scritti con il sistema tonale con cui tutti noi siam cresciuti ma sono anche autori che pure per sbaglio una volta nella vita ognuno di noi sente ( nei saggi del parente musicista, nelle pubblicià ecc...). E' normale. Chi invece studia musica magari riconosce e distingue ad un primo ascolto un brano dodecafonico da uno semplicemente atonale. Tu stesso hai detto di non essere un compositore. Fidati che dopo 10 anni di studi di composizione la differenza la riesci a notare. Così come noti da poche battute un Bartok, un prokofiev ecc... Personalmente ho più difficoltà con gli autori più contemporanei (Ivan Fedele, Sciarrino, Solbiati ecc..) ma solo perchè ovviamente non ho ancora avuto modo di analizzarli a fondo. Concludendo : è questione di abitudine e di educazione all'ascolto. Se ci si affida solo al gusto personale dettato dalla prima impressione si andrà sempre dietro a ciò che contiene qualcosa di "già sentito"

Apprezzo molto questa tua risposta. Solo che il "già sentito" lo ravvedo proprio qui: Ivan Fedele, Sciarrino, Solbiati...
  
Back to top
 
IP Logged
 
Duriel
Senior Member
****
Online


W Pianoforum!

Posts: 460
Joined: 06. Dec 2008
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #78 - 08. Feb 2019 at 14:11
Print Post Print Post  
Ma va? forse perchè son della generazione precedente Cheesy ? Devi andare da quelli più giovani e più all'avanguardia per trovare qualcosa di veramente mai sentito. Ed anche lì bisogna vedere se i brani che vai a sentire sono innovativi o volutamente in uno stile passato ( i ostesso a volte scrivo con un linguaggio antico per esercitarmi o semplicemente perchè ho voglia di farlo). Potresti provare i Vari annachiara Gedda, claudio panariello ( figlio del mio maestro di composizione) o magari un Alberto colla ( più "anzianotto" ma che ha perfezionato un nuovo sistema compositivo che lui chiama Concinnitas e che riabbraccia in maniera del tutto nuova la tonalità).
  
Back to top
 
IP Logged
 
pianozero
God Member
*****
Offline


Roma

Posts: 1247
Joined: 11. Oct 2011
Gender: Male
Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #79 - 08. Feb 2019 at 14:48
Print Post Print Post  
tgdigit wrote on 08. Feb 2019 at 13:01:
Tutto vero  Smiley.

Perciò mi verrebbe da dire "ma cosa ti attira nell'ascolto di Bach, Mozart e Chopin"?

Non sarà mica solo la bella musichina?  Smiley



Questa tua domanda sarcastica mi fa riflettere, è forse il punto fondamentale per rispondere alla questio iniziale da te posta.
Personalmente è un mix intellettuale/emozionale  direi 50 e 50. Non di rado mi capita di emozionarmi anche alle lacrime (sarà malato...) all'ascolto di musica che non è assolutamente drammatica o "commovente" nel senso melodrammatico, ma che esprime valori umani superiori, nel senso di tale capacità di "concepire con l'intelletto" e implementare con la tecnica musicale da elevare davvero la natura umana, che  al di fuori dell'arte e della scienza rischia di essere poca cosa. Per cui io vedo nell'artista e nell'intellettuale (che reputo di valore ovviamente)  una sorta di rappresentante della specie, cui dovere profonda gratitudine; di qui il mio senso di commozione.

Ma ora venendo alla musica contemporanea, mi sembra di capire, come è anche stato detto, l'interesse si è spostato sul lato puramente scientifico della vicenda. E' come se si volesse andare a spaccare il capello ma solo dal lato della conoscenza  rinunciando all'aspetto più popolarescamente (se vogliamo) emozionale pr andare verso destini nuovi: il guardare solo avanti, contro tutto e tutti. Il che ha ovviamente anche un aspetto epico e romantico, quello di un eroe che si vota al sacrificio rinunciando alla gloria delle masse, che forse chissà un giorno molto lontano eventualmente si ricorderanno di lui, ma che oggi quasi  lo ignorano.
Ci si può chiedere perché ciò sia avvenuto, e la risposta può essere nel fatto che la musica del primo tipo è per certi versi finita; ovvero è stata già tutta esplorata sfruttata come i giacimenti di petrolio di certe zone del mondo.

Quindi per rispondere alla domanda iniziale, riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea ? la riposta è Sì ma con molte condizioni.

se siamo degli studiosi di musica (e non sempre)
se siamo abituati a sentirla da altro intorno a noi (molto raro)
se siamo appassionati di musica al punto da voler esplorare le recenti evoluzioni
se siamo degli intellettuali assetati di conoscenza

ma l'aver rinunciato al lato facile, che è la tonalità, se da un lato ha moltiplicato le opportunità dall'altro ha allontanato l'ascoltatore delle "bella musichina" forse irrimediabilmente, e hai voglia ad abituarlo finché non la fischietta.  Smiley
  
Back to top
IP Logged
 
Page Index Toggle Pages: 1 2 3 [4] 5 6 
Send Topic Send Topic Print Print