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Very Hot Topic (More than 25 Replies) Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea? (Read 6869 times)
Duriel
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W Pianoforum!

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #80 - 08. Feb 2019 at 15:54
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si, su questo son d'accordo. Lo stesso Boulez, se non sbaglio, riteneva la sua musica scritta non per il pubblico ma per se stessa.Nel senso che se il pubblico non la capiva era un problema del pubblico e non del compositore. Sicuramente tutta questa polemica nasce dal fatto che non esiste storia della musica nei licei che possan "obbligare" la massa ad approcciare un tipo di musica diversa. Infatti problemi simili si riscontrano solo nella musica e forse nel cinema, mentre con la pittura per esempio nn c'è. O perlomeno non a questo livello.
  
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tgdigit
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Argh !

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #81 - 08. Feb 2019 at 16:00
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Permettetemi di proseguire con Edgard Varèse

Allievo di Vincent d'Indy.
Conobbe grandi musicisti quali Ferruccio Busoni, Richard Strauss e Claude Debussy.
Si dedicò alla divulgazione della musica contemporanea di allora, è tra i primi spettatori del Pierrot Lunaire di Arnold Schönberg e della Sagra della primavera di Igor Stravinskij.
Collaborò assieme a Luigi Russolo (futurismo) al perfezionamento del suo “Rumorarmonio”.
Ebbe tra i suoi allievi Luigi Nono e Bruno Maderna.

Divenne uno dei compositori più all’avanguardia a partire da Ameriques del 1922:



La sua carriera artistica vive alti e bassi, si dedica anche alla musica da film e a studi e ricerche in vari ambiti.
Riprende l’attività compositiva e scrive uno dei suoi capolavori nel 1954, uno dei primi esempi di musica elettro-acustica:



Su incarico di Le Corbusier, cura la parte musicale di Poème électronique, un progetto multimediale elaborato dall'architetto svizzero e dal compositore greco Iannis Xenakis per l'Esposizione Universale di Bruxelles del 1958.
Il  lavoro fu assolutamente rivoluzionario per quel tempo. I suoni sono stati faticosamente creati manipolando nastri magnetici.

  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

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tgdigit
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #82 - 08. Feb 2019 at 16:02
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Interessante la descrizione del video pubblicato:
“Il Padiglione Philips fu costruito nei primi mesi del 1958 in occasione dell'Esposizione Universale di Bruxelles di quell'anno e fu definitivamente smantellato nel gennaio del 1959. Questo lavoro nasce con l'intento di ricostruire l'intera vicenda del Padiglione che non si esaurisce con le iperboliche vele di cemento dell'edificio, ma prosegue con un avveniristico spettacolo interno che Le Corbusier intitolò "Poème électronique". I dodici minuti del filmato sono il frutto di un anno di lavorazione e offrono un interpretazione di quest'opera che si pone come un capitolo fondamentale dell'arte del '900, elemento di chiusura dell'epoca macchinista e di inizio di quella elettronica.
Il film può essere indicativamente suddiviso in tre parti:

1)      Promenade esterna. La macchina da presa si stacca dalla "machine matematique" - scultura in tubi metallici che Le Corbusier disegnò come una sorta di cartellone pubblicitario - per ruotare intorno al Padiglione e svelarne le geometrie. La complessità delle forme è difficilmente intuibile attraverso le fotografie mentre la ricostruzione animata ne permette una percezione immediata.
La musica scelta per questa fase è "Metastasis", una composizione del 1955 di Iannis Xenakis, ingegnere e musicista collaboratore di Le Corbusier e responsabile del progetto Philips. Xenakis, che in seguito rivendicò la paternità dell'edificio, dichiarò di essersi ispirato alla sua musica per tracciare le curve e le cuspidi del padiglione e il film ben sottolinea questa relazione emotiva tra musica e architettura. Per la ricostruzione della geometria del padiglione le fonti sono di diversa natura: disegni esecutivi scritti di Xenakis foto d'epoca.

2) Dentro il padiglione. La macchina da presa entra all'interno del padiglione e fa rivivere il "Poème électronique". Le immagini, i suoni e i colori si animano sulle pareti dell'edificio rivelando il profetico carattere multimediale dell'opera. I lenti movimenti di macchina e il montaggio serrato dimostrano in maniera inequivocabile la trasformazione che Le Corbusier opera sullo spazio del padiglione: la parete si trasfigura, perde la sua consistenza e, proprio come nelle opere più avanguardiste dell'architettura odierna, diventa un medium attraverso il quale l'utente riceve informazioni. Qui la musica è quella che Edgar Varèse compose in accordo con Le Corbusier come colonna sonora del "Poème". Nel padiglione detta musica veniva diffusa dinamicamente attraverso trecento altoparlanti a forma di prisma appesi alle pareti secondo delle "route sonores". Per la ricostruzione dello spettacolo le fonti sono state: film del "Poème électronique" (il filmato che veniva proiettato sulle pareti) partitura dei colori e delle luci (autografa di Le Corbusier) foto d'epoca

3) Titoli di coda Durante i titoli si possono apprezzare alcune sovrapposizioni tese a dimostrare la congruità del modello tridimensionale. La musica è quella che Iannis Xenakis compose su indicazione di Le Corbusier come accompagnamento all'ingresso del pubblico nel padiglione: "Concrète PH".”
  

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andreavezzoli
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #83 - 08. Feb 2019 at 21:17
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Continuo ad essere più convinto che se per riuscire a "sopportare" un pezzo musicale me lo devo far  spiegare dal compositore allora c'è qualcosa che non va... apprezziamo Bach senza che lui ci abbia mai spiegato la sua musica, mentre con Stockhausen  questa spiegazione sarebbe necessaria, non tanto al musicista che potrebbe aver acquisito degli strumenti per poter "analizzare" un pezzo sperimentale ma per il pubblico normale che è quello con cui dobbiamo fare i conti pena il fatto di rimanere isolati.
La musica la si dovrebbe poter ascoltare senza bisogno di legende o didascalie... altrimenti sarebbe come ascoltare una persona che parla in aborigeno australiano...
Tra i compositori che hanno capito questo la maggior parte sono americani, o comunque sono compositori che si sono emancipati e liberati dal peso di certi vincoli estetici eurocentrici.
Siamo così convinti che sia necessario riuscire ad ascoltare  certa musica contemporanea??

  
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Duriel
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #84 - 09. Feb 2019 at 00:10
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Ma appunto: se decido di scrivere in un linguaggio da aborigeno non è colpa del testo in se se non viene capito. E' semplicemente un'altra lingua. Poi conoscere il procedimento dietro non è detto che serva a tutti i costi. Ci sono brani contemporanei godibilissimi anche senza spiegazione . Riprendo nuovamente l'esempio del brano di Cascioli da me postato: c'è bisogno di conoscere tutti gli espedienti che han portato a quel risultato per godersi il brano? ovviamente no. c'è bisogno di essere abituati alla musica dodecafonica per goderne ? certo che no, eppure lui di teniche e manipolazioni dodecafoniche ne ha usate. Il punto è: con un'adeguata cultura musicale determinate percezioni si ottengono automaticamente senza bisogno di "forzature". Un'adeguata educazione dell'orecchio ti rende più godibile anche un procedimento articolato proprio perchè in precedenza hai imparato "cosa ascoltare" e quindi vai a cogliere quelle cose automaticamente. Così come all'inizio una nuova lingua può risultare di difficile comprensione all'ascolto o alla lettura ma una volta imparata la lingua la si capisce al volo senza sforzi.
  
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pianozero
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #85 - 09. Feb 2019 at 11:50
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andreavezzoli wrote on 08. Feb 2019 at 21:17:
La musica la si dovrebbe poter ascoltare senza bisogno di legende o didascalie... altrimenti sarebbe come ascoltare una persona che parla in aborigeno australiano...
Tra i compositori che hanno capito questo la maggior parte sono americani, o comunque sono compositori che si sono emancipati e liberati dal peso di certi vincoli estetici eurocentrici.
Siamo così convinti che sia necessario riuscire ad ascoltare  certa musica contemporanea??



potresti fare qualche esempio?
  
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scheggiasms
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"Dove finiscono le parole,inizia
la musica"

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #86 - 09. Feb 2019 at 16:59
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Andrea,hai fatto una bellissima domanda. La musica è bellezza e nutrimento per l'anima.Quindi ascoltare musica contemporanea si ma scegliendo tra ciò che è puro intellettualismo sterile e composizioni che una volta conosciute senti la necessità di riascoltarle,perchè ti lasciano qualcosa dentro.

Un conto è farsi un bagaglio culturale per non rimanere chiusi nell'ambito ristretto degli autori preferiti,un conto è ascoltare bella musica.

Insomma,non tutto ciò che è contemporaneo deve essere per questo venerato.
  
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Duriel
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #87 - 09. Feb 2019 at 17:57
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Ma questo vale per ogni epoca. Chi di noi ascoltaun cd di studi per pianoforte di cramer per esempio? Credo nessuno. per il semplice fatto che magari son stati concepiti per motivi didattici e non per "essere gustati all'ascolto" . Così anche i lavori contemporanei vanno suddivisi tra quelli creati per motivi didattici ( magari per far allenae gl iesecutori su nuovi aspetti della tecnica dello strumento), per puro sperimentalismo o per essere gustati all'ascolto ( che ovviamente possono anche non piacere).
  
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andreavezzoli
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #88 - 10. Feb 2019 at 10:59
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pianozero wrote on 09. Feb 2019 at 11:50:
andreavezzoli wrote on 08. Feb 2019 at 21:17:
La musica la si dovrebbe poter ascoltare senza bisogno di legende o didascalie... altrimenti sarebbe come ascoltare una persona che parla in aborigeno australiano...
Tra i compositori che hanno capito questo la maggior parte sono americani, o comunque sono compositori che si sono emancipati e liberati dal peso di certi vincoli estetici eurocentrici.
Siamo così convinti che sia necessario riuscire ad ascoltare  certa musica contemporanea??



potresti fare qualche esempio?


https://youtu.be/gizTwo_YgB4

https://youtu.be/Arz7mnLcSAM

Un americano ed un finlandese.
  
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pianozero
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #89 - 10. Feb 2019 at 12:48
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andreavezzoli wrote on 10. Feb 2019 at 10:59:
pianozero wrote on 09. Feb 2019 at 11:50:
andreavezzoli wrote on 08. Feb 2019 at 21:17:
La musica la si dovrebbe poter ascoltare senza bisogno di legende o didascalie... altrimenti sarebbe come ascoltare una persona che parla in aborigeno australiano...
Tra i compositori che hanno capito questo la maggior parte sono americani, o comunque sono compositori che si sono emancipati e liberati dal peso di certi vincoli estetici eurocentrici.
Siamo così convinti che sia necessario riuscire ad ascoltare  certa musica contemporanea??



potresti fare qualche esempio?


https://youtu.be/gizTwo_YgB4

https://youtu.be/Arz7mnLcSAM

Un americano ed un finlandese.


Grazie mille per le indicazioni. Di sicuro  immediati e gradevoli al primo ascolto. Mi verrebbe da dire che il secondo sembra molto di estrazione jazz, scuola Gary Burton. E il primo invece tende (non sia vista come una diminutio) un po' alla musica leggera nella orchestrazione, pur essendo chiaramente di qualità superiore.
Mi chiedo, questi pezzi come vengono visti in ambito accademico?  Ammesso che la domanda sia lecita.

----
Pongo agli amministratori una domanda; ma non sarebbe opportuno creare una sezione dedicata alla musica contemporanea, magari una sottosezione di Musicisti e Loro opere?
Anche se il discorso unitario e cronologico potrebbe essere continuato in questo thread, i singoli autori potrebbero essere sviluppati in thread a loro dedicati piuttosto che accumularli qui....
  
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andreavezzoli
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #90 - 10. Feb 2019 at 14:25
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In ambito accademico si inizia ad accettare (per fortuna) la parola CONTAMINAZIONE che è fondamentale per la musica composta oggi, non è più possibile chiudersi nel mondo "colto" come se fosse l'unico puro, lo stesso Luciano Berio scrisse i folk songs contaminando la musica popolare con elementi della sua contemporaneità.  Ho postato volutamente questi due compositori (Fitkin e Bates) perché volevo far emergere questo aspetto fondamentale.
  
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andreavezzoli
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #91 - 10. Feb 2019 at 14:39
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scheggiasms wrote on 09. Feb 2019 at 16:59:
Andrea,hai fatto una bellissima domanda. La musica è bellezza e nutrimento per l'anima.Quindi ascoltare musica contemporanea si ma scegliendo tra ciò che è puro intellettualismo sterile e composizioni che una volta conosciute senti la necessità di riascoltarle,perchè ti lasciano qualcosa dentro.

Un conto è farsi un bagaglio culturale per non rimanere chiusi nell'ambito ristretto degli autori preferiti,un conto è ascoltare bella musica.

Insomma,non tutto ciò che è contemporaneo deve essere per questo venerato.


Hai colto il senso del mio pensiero Smiley
  
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pianozero
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #92 - 10. Feb 2019 at 20:28
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andreavezzoli wrote on 10. Feb 2019 at 14:25:
In ambito accademico si inizia ad accettare (per fortuna) la parola CONTAMINAZIONE che è fondamentale per la musica composta oggi, non è più possibile chiudersi nel mondo "colto" come se fosse l'unico puro, lo stesso Luciano Berio scrisse i folk songs contaminando la musica popolare con elementi della sua contemporaneità.  Ho postato volutamente questi due compositori (Fitkin e Bates) perché volevo far emergere questo aspetto fondamentale.



Interessante questa cosa, pensa che io  stavo per definire il pezzo "FUSION" (contaminazione appunto), concetto già noto in altro ambito musicale...

ma allora ti chiedo cosa pensi di questa opera del  PAt Metheny group? perché a quanto punto non siamo lontani... (mi perdoni Tdigit)

https://youtu.be/HHceeuZz77Y
  
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radicchio
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #93 - 10. Feb 2019 at 22:25
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ADESSO SI CHE CI CAPIAMO!!!

Quando è arrivato Pat Metheny ho tirato un sospiro di sollievo!!!
E allora siamo pronti per ascoltare il link sotto, che secondo me rappresenta l'apoteosi di questo nuovo discorso: il Terzo Movimento del Concerto per Pianoforte e Orchestra n.1 di Giovanni Allevi.

https://www.youtube.com/watch?v=t_c25q5GLWI

a 1:02 fantastica linea di basso alla sinistra.

C'è tutto ragazzi, freschezza, ritmo, innovazione, e soprattutto MELODIA!!!

Buon ascolto  Smiley
  
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andreavezzoli
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W Pianoforum!

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #94 - 11. Feb 2019 at 11:40
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Per pianozero: Pat Metheny è tra i miei preferiti, ha creato nuove sonorità molto sottili e raffinate unite a ritmi complessi con un gusto armonico POP ma utilizzato non in modo banale e quindi rappresenta molto di più la contemporaneita' rispetto a tanti avanguardisti.
  
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tgdigit
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #95 - 11. Feb 2019 at 13:21
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Proseguo il mio excursus storico con Bruno Maderna.
Compositore e direttore d’orchestra, allievo di Gian Francesco Malipero.
Insegnante di composizione di Luigi Nono.
A Darmstadt  conosce importanti personalità della musica del XX secolo:
Pierre Boulez, Olivier Messiaen, John Cage, Karlheinz Stockhausen e Henri Pousseur.
Nel 1955 fonda insieme a Luciano Berio lo Studio di fonologia musicale della Rai di Milano.



Lo studio, insieme ai centri di Parigi e Colonia, diventa il terzo in Europa nelle sperimentazioni di musica contemporanea con apparecchiature elettroniche.
Organizza manifestazioni e concerti con lo scopo di promuovere la musica contemporanea, svolgendo anche attività didattica.
Le prime opere sono di ampio respiro e connaturate da un grande lirismo, caratteristica costante nelle sue composizioni.



In particolare il Requiem:



Tra le ultime composizioni:



“La figura di Bruno Maderna ha riacquistato negli ultimi anni quell'importanza che la qualità della sua musica merita. Ci stiamo avvicinando al centenario della nascita di questo grande (anche se a volte negletto) compositore … Nella musica scritta da Maderna si percepisce una certa nostalgia come se si trattasse di una riflessione sul passato musicale, riletto ed attualizzato con un senso sociale e politico. In quest'opera non c'è nessuna voglia di risvegliare le voci e le speranze degli eterni nostalgici che sognano un ritorno al passato, si tratta invece di uno straordinario lavoro che ci mostra come anche un'opera della recente avanguardia, sostenuta da un ferreo rigore di pensiero, sia in grado di far sorridere.”
Nel’opera vi sono citazioni di arie famose di Bizet, Gluck, Mozart, Offenbach, Strauss, Stravinskij, Verdi, Wagner e Weill. Ma le melodie presto si contorcono su loro stesse in una risata beffarda e la musica si trasforma in ghigno e sberleffo."
  

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10dita
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #96 - 12. Feb 2019 at 12:28
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andreavezzoli wrote on 10. Feb 2019 at 14:25:
In ambito accademico si inizia ad accettare (per fortuna) la parola CONTAMINAZIONE che è fondamentale per la musica composta oggi, non è più possibile chiudersi nel mondo "colto" come se fosse l'unico puro, lo stesso Luciano Berio scrisse i folk songs contaminando la musica popolare con elementi della sua contemporaneità.    

Gent.mo, fatte le dovute proporzioni, non è sempre avvenuto ciò?
Gli Autori non han sempre attinto dal mondo "folk-pop" etc.

Chopin, Liszt, Bartók...

E comunque, mica basta un sincopato per esser "moderni" Grin

Cordiali saluti
  
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tgdigit
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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #97 - 12. Feb 2019 at 12:58
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Luciano Berio.

Nel 1947 al’età di 22 anni pubblica la Petite suite per pianoforte



Si sposa con la mezzosoprano Cathy Berberian.
Molte sue composizioni utilizzano le caratteristiche peculiari della versatile voce della cantante.



Interessante questa composizione per voce recitante e quintetto di fiati:



Frequenta i corsi estivi di Darmstadt dove conosce Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti e Mauricio Kagel.



Berio ricorda l'osservazione del suo ex insegnante Luigi Dallapiccola che il "metodo dei 12 toni non deve essere così tirannico da escludere a priori sia l'espressione che l'umanità.”.
  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #98 - 12. Feb 2019 at 13:01
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Berio si interessa alla musica elettronica e, insieme con Bruno Maderna, nel 1955 fonda a Milano lo Studio di fonologia musicale per la produzione di musica elettronica.



Thema (Omaggio a Joyce) del 1958, sulla qualità onomatopeica del linguaggio poetico. Documentario radiofonico per voce e nastro magnetico realizzato nello studio di fonologia di Milano in collaborazione con Umberto Eco (1958).
Voce: Cathy Berberian. Immagini di Dublino e della sua gente.

Testo tratto dal frammento iniziale dell'episodio delle Sirene dell'"Ulisse" di James Joyce

“Bronzo accanto a oro udirono i ferrei zoccoli, acciaisonanti.
Impertnt tntntn.
Schegge, levando schegge dall'unghia rocciosa, schegge.
Orrore! E oro arrossì ancora.
Una nota roca di piffero la sbloccò.
Sbloccò. Bloom blu è la patina sul.
Aurea chioma ingugliata.
Una rosa danzante su serici seni di raso, rosa di Castiglia.
Trillante, trillante: Ahidolores.
Cucù! Chi c'è nel... cucudoro?
Din pianse pietosamente a bronzo.
E un richiamo, puro, prolungato e palpitante. Richiamo lentamorire.
Lusinga. Morbida parola. Ma guarda! Le vivide stelle vaniscono. O rosa!
Note cinguettanti risposta. Castiglia. Sorge il mattino.
Tinnulo tinnulo in calessino tintinnante.
Risuonò la moneta. Pendola rintoccò.
Devozione. Sonnez. Non ti potrei. Scatto di giarrettiera. Lasciar.
Schiocco. La cloche! Coscia schiocca. Devozione. Calda. Tesoro, addio!
Tinnulo. Bloo.
Rimbombo di tonanti accordi. Quando l’amore assorbe. Guerra!
Guerra! I timpani.
Una vela! Un velo ondulante sulle onde.
Sciolto. Tordo zufolava. Tutto è sciolto.
Corno. Coccocorno.
M'appari tutt'amor. Ahimè!
Tuppete pieno. Palpito pieno.
A gorgheggiare. Ah, l'esca! Adescatrice.
Marta! Andò!
Ciacciac. Ciocciac. Ciacciocciac.
Buondìo nonàmai sentì tinvita.
Sordo calvo Pat portò tampone coltello asportò.
Lunare richiamo notturno: lungi, lungi.
Mi sento così triste. P. S. Così solo a fiorire.
Ascolti!
Lo spinoso e ritorto freddo corno marino. Gli prudon le? L'un per l'altro, scroscio e bombito silenzioso.
Perle: quando lei. Rapsodia di Liszt. Ssssss.
Lei non?
Non: no, no: credeva: Lidlyd. Chicchirichi coccoricoc.
Nero. Cuposonante. Dài, Ben, dài.
Attento mentre attendi. Ih. Ih. Attende mentre tu ih.
Ma attendi!
Giù nell'oscuro centro terrestre. Oro in ganga.
Naminedamine predicatore è.
Tutti andati. Tutti caduti.
Minuscoli, i suoi tremuli capelveneri di peli venerei.
Amen! Digrignò furibondo.
Indietro. Avanti, indietro. Una fresca clava protuberante.
Bronzolydia presso Minadoro.
Accanto a bronzo, accanto a oro in ombra verdeoceano. Bloom.
Vecchio Bloom.
Un picchio, un ticchio col chicchiric coccoricoc.
Pregate per lui! Pregate, brava gente!
Le sue dita gottose schioccanti.
Big Benaben. Big Benben.
Ultima Semiramide d'estate lasciato Bloom fiorire mi sento così triste solo.
Puii ! Venticello zufolò uiiii.
Uomini leali. Lid Ker Cow De e Doll. Sì, sì. Come voi uomini.
Alzerete il cin col cian.
FF! Uu!
Dove bronzo da presso? Dove oro da lungi? Dove zoccoli?
Rrrpr. Kraa. Kraandl.
Allora, non prima di allora. Il mio eppripftaffio. Sia pscritto.
Finito.
Attaccare!”

https://www.youtube.com/watch?v=7pD8apY1n0I&index=1&list=PLvZ_GV2DiV9eYvMUi0vz3N...

Nel 1965 insegna presso la Juilliard School di New York. Tra i suoi studenti Louis Andriessen e Steve Reich.

Nel 1987 fonda a Firenze Tempo Reale, centro di ricerca, produzione e didattica musicale attivo ancora oggi, con lo scopo di investigare nell'ambito delle applicazioni delle nuove tecnologie al campo musicale
Berio scrive numerosi arrangiamenti di lavori di altri compositori, tra cui Claudio Monteverdi, Henry Purcell, Johannes Brahms, Gustav Mahler, Kurt Weill, John Lennon e Paul McCartney.
Orchestra varie musiche di autori del passato, tra cui Johann Sebastian Bach (contrappunto finale da L'arte della fuga), Manuel de Falla (Siete canciones populare españolas), Johannes Brahms (Sonata op. 120 per clarinetto e pianoforte), Giuseppe Verdi (liriche da camera per voce e pianoforte).

Rendering (1989) da alcuni abbozzi di Franz Schubert per la Decima Sinfonia, con l'aggiunta di musica tratta da altri lavori di Schubert:



L’ultima opera scritta è del 2003:

  

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Re: Riusciamo ad ascoltare la musica contemporanea?
Reply #99 - 12. Feb 2019 at 15:30
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Aaaaaah finalmente parliamo di Luciano Berio, uno degl iautori che portai al diploma di pianoforte. Non posso quindi non consigliarvi 3 ascolti:

Luftklavier, uno dei 4 brani racchiusi nella raccolta "6 encores" per pianoforte a rappresentare gli elementi della natura ( in questo caso l'aria). Un turbinio di note rappresentate da un'ostinato continuo dall'inizio alla fine che mette davvero a dura prova le capacità del pianista . Una cosa bella che facevo quando avevo sotto mano questo pezzo era suonare l'ostinato sovrapponendoci motivi di altri brani ( es. marcia alla turca, al chiaro di luna ecc...) giusto per cazzeggiare un pò XD.
Metto questo video che contiene ben 3 brani dei 6 encores ( tra cui appunto luftklavier) perchè si vedono bene le mani dell'esecutore . Sono uno spettacolo, fidatevi XD ( specie per feuerklavier).
https://www.youtube.com/watch?v=pnwLpzZZIWg


Sinfonia: basata su frammenti melodici tratti da altri brani ( tra cui qualcosa di Mahler), questo brano ha sempre suscitato in me viva curiosità . Ad oggi ( dopo la settima di beethoven e la nona di Dvorak) è una delle mie sinfonie preferite. Metto quest'esecuzione perchè è presente la partitura nel video
https://www.youtube.com/watch?v=N3594s5kZgg

Infine una delle mie composizioni preferite in assoluto: Le folk songs. rielaborazioni di canzoni popolari da varie parti del mondo a cui Berio dona il suo personale tocco. Metto questo video perchè, non me ne vogliano i fans della Berberian, reputo l'esecuzione di Stella Doufexis la migliore in assoluto. Buon ascolto a tutti Wink 
https://www.youtube.com/watch?v=Q_DpEaKsFm4&t=55s
  
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