Hot Topic (More than 10 Replies) Perché si chiamano "variazioni" Goldberg? (Read 743 times)
F. Franciszek Esperanto
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Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
17. Jul 2019 at 11:47
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Oggi mi comprometto alla grande.

Sin dalla prima volta che ho ascoltato un brano classificato come "variazioni" mi è venuto abbastanza facile trovare il tema e seguirlo nelle mille avventure che gli ha riservato il compositore.

Variazioni Goldberg (per gli amici: le Goldberg)
Leggo un sacco di articoli straripanti di lodi per l'eccezionalità dell'opera con delle spiegazioni che riguardano numeri, simmetrie, ciclicità dell'opera, insomma roba di un livello "alto"; la parte "facile" dovrebbe venire da sé, è data per scontata.
Invece io non trovo proprio la parte facile, ovvero tema sul quale il compositore gioca, e che giustificherebbero la parola "variazioni".

Immaginate che mi vergogno anche a chiedere.
Dove è il tema? C'è un tema? Dove devo fare attenzione?
  
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tgdigit
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #1 - 17. Jul 2019 at 12:35
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Nella facile risposta, perdonami, ma mi viene quasi il dubbio di non aver capito la domanda  Cheesy

Comunque caso mai mi spiegherai meglio  Smiley.

Intanto ti rispondo così:
Il tema (sarebbe meglio dire i temi) è l'"Aria", ossia il primo brano dell'opera, quello che precede le 30 variazioni e che conclude anche l'opera replicando se stessa alla fine.

  

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F. Franciszek Esperanto
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #2 - 17. Jul 2019 at 16:57
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Grazie tgdigit.
Se sono variazioni del primo/ultimo brano (l'Aria), allora tutto quadrerebbe.
Io mi aspettavo variazioni su un tema (come ad esempio il famoso tema di Paganini che molti, come Brahms e Rachmaninov hanno variato).

Comunque sì, mi spiego meglio, se sentite l'esecuzione del giovane Giovanni Mazzocchin, prima di iniziare fa sentire una melodia che dovrebbe essere il "tema":
https://www.youtube.com/watch?v=6MrsR0oNkDg

4 note discendenti contigue e poi (partendo qualche tono più giù) 3 note ascendenti, e poi un'altra nota un poco più grave.

Poi però, non riesco a trovare quella melodia nei vari brani che si susseguono.


AGGIORNAMENTO: mentre scrivo sto ascoltando l'esecuzione di Mazzocchin, mi è sembrato di sentire quel tema almeno una volta nel basso.
Cioè, è la mano sinistra ad eseguire il tema? È là che devo volgere l'orecchio? È molto difficile... mi sono ri-perso
  
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10dita
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #3 - 17. Jul 2019 at 17:57
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Gent.mo, appena ho letto il tuo post, mi è subito sovvenuto lo scritto, che probabilmente avrai già letto,  tratto da “L’ala del turbine intelligente” di G. Gould:

LE <<VARIAZIONI GOLDBERG>> (pag. 57/58)

Nelle Variazioni Goldberg viene usata come passacaglia la sarabanda del Quaderno di Anna Magdalena Bach:





O meglio, soltanto la linea del basso è riprodotta nelle variazioni […]


[…] Data la costanza della base armonica, sarebbe logico pensare che lo scopo principale delle variazioni fosse quello di illuminare le sfaccettature tematiche  nell’ambito melodico del tema dell’aria. Ma ciò non avviene, perché la sostanza tematica, un soprano docile ma ricco di abbellimenti, possiede un’omogeneità intrinseca che non lascia nulla in eredità alla sua discendenza e che, per quanto riguarda la ripresentazione tematica, viene completamente dimenticata nel corso delle trenta variazioni. Si tratta insomma di una piccola aria curiosamente autonoma, che si direbbe cerchi di evitare qualsiasi atteggiamento genitoriale, di ostentare una placida indifferenza per la sua progenie, di non manifestare alcuna curiosità per la propria ragion d’essere.
La prova migliore di questa noncuranza è il precipitoso esplodere della prima variazione, che interrompe di colpo la calma precedente. Una simile aggressività non è certo il comportamento che ci si aspetta dalle variazioni introduttive, le quali manifestano di solito una fanciullesca docilità verso il tema che le precede imitandone l’andamento e conducendosi con la modesta consapevolezza della propria funzione attuale ma con deciso ottimismo quanto alle prospettive future.


Lo scritto, da cui il citato qui sopra, credo possa offrire buoni spunti di riflessione.

Cordiali saluti
  
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tgdigit
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #4 - 17. Jul 2019 at 20:30
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O perbacco, allora è proprio così, è quello il tema, cosa che non avevo compreso assolutamente, visto il mio superficiale ascolto Grin.

E' presente nell'Aria al basso, ma è chiarissimo anche nella prima variazione (la prima nota di ogni misura del basso), nella seconda (la prima nota di ogni misura) e così via.

Una autentica scoperta Cheesy

E dire che ero convinto che quella figurazione (sol-fa-sol) della prima variazione, fosse appunto variazione che richiamava la figurazione simile presente nell'Aria (la-si-la)  Shocked.
  

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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #5 - 18. Jul 2019 at 00:04
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F. Franciszek Esperanto wrote on 17. Jul 2019 at 11:47:
Oggi mi comprometto alla grande.

Immaginate che mi vergogno anche a chiedere.
Dove è il tema? C'è un tema? Dove devo fare attenzione?


Uh  Huh  Tutt'altro che banale la tua domanda.
Grazie per aver portanto alla luce questo aspetto molto interessante  Smiley


F. Franciszek Esperanto wrote on 17. Jul 2019 at 11:47:
4 note discendenti contigue e poi (partendo qualche tono più giù) 3 note ascendenti, e poi un'altra nota un poco più grave.

Poi però, non riesco a trovare quella melodia nei vari brani che si susseguono.

mi è sembrato di sentire quel tema almeno una volta nel basso.
Cioè, è la mano sinistra ad eseguire il tema? È là che devo volgere l'orecchio? È molto difficile... mi sono ri-perso


E comunque...  hai buon orecchio! Avevi già individuato la "chiave"  Cheesy
  
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F. Franciszek Esperanto
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #6 - 18. Jul 2019 at 09:36
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Grazie a tutti per le risposte e le guide all'ascolto.
Ora tocca a me riascoltare alla luce di quanto ho scoperto qui Smiley

10dita wrote on 17. Jul 2019 at 17:57:
Gent.mo, appena ho letto il tuo post, mi è subito sovvenuto lo scritto, che probabilmente avrai già letto,  tratto da “L’ala del turbine intelligente” di G. Gould:

LE <<VARIAZIONI GOLDBERG>> (pag. 57/58)




O meglio, soltanto la linea del basso è riprodotta nelle variazioni […]


[…] Data la costanza della base armonica, sarebbe logico pensare che lo scopo principale delle variazioni fosse quello di illuminare le sfaccettature tematiche  nell’ambito melodico del tema dell’aria. Ma ciò non avviene, perché la sostanza tematica, un soprano docile ma ricco di abbellimenti, possiede un’omogeneità intrinseca che non lascia nulla in eredità alla sua discendenza e che, per quanto riguarda la ripresentazione tematica, viene completamente dimenticata nel corso delle trenta variazioni. Si tratta insomma di una piccola aria curiosamente autonoma, che si direbbe cerchi di evitare qualsiasi atteggiamento genitoriale, di ostentare una placida indifferenza per la sua progenie, di non manifestare alcuna curiosità per la propria ragion d’essere.
La prova migliore di questa noncuranza è il precipitoso esplodere della prima variazione, che interrompe di colpo la calma precedente. Una simile aggressività non è certo il comportamento che ci si aspetta dalle variazioni introduttive, le quali manifestano di solito una fanciullesca docilità verso il tema che le precede imitandone l’andamento e conducendosi con la modesta consapevolezza della propria funzione attuale ma con deciso ottimismo quanto alle prospettive future.



Purtroppo non ho letto il libro  Sad certamente merita delle riflessioni ed è frutto dell'esperienza di uno che la sapeva lunga. Smiley

(Fuori tema
Mi piace molto lo stile di questa traduzione. Oggi chiunque traduce testi, ma quelli che sanno Tradurre sono sempre di meno, e meno apprezzati)
  
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10dita
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #7 - 19. Jul 2019 at 20:13
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10dita wrote on 17. Jul 2019 at 17:57:
L’ala del turbine intelligente” di G. Gould:

F. Franciszek Esperanto wrote on 18. Jul 2019 at 09:36:
Purtroppo non ho letto il libro  Sad certamente merita delle riflessioni ed è frutto dell'esperienza di uno che la sapeva lunga. Smiley

Gent.mo, allor mi concedo ulteriore citazione, a mio parere assai illuminante (nonché esplicativa sulla mitica interpretazione del Nostro):

Quindi, quasi fosse incapace di trattenere un sorriso compiaciuto davanti ai progressi della sua progenie, ecco la sarabanda originale che, da bravo genitore, torna per bearsi nella luce riflessa di un’aria col da capo.
Una siffatta conclusione del grande ciclo non ha nulla di casuale, e il ritorno dell’aria non è un semplice gesto di benevolo commiato, ma adombra un’idea di perpetuità che rivela la natura essenzialmente incorporea delle Variazioni Goldberg e simboleggia il loro rifiuto di quell’impulso generativo. […]
La nostra analisi tecnica ci ha rivelato che non c’è compatibilità fra l’aria e la sua progenie, e che il basso vitale, per la sua stessa perfezione lineare e le sue implicazioni armoniche, blocca la propria crescita e impedisce il consueto sviluppo in forma di passacaglia verso un punto culminante. Sempre per via analitica abbiamo osservato che il contenuto tematico dell’aria rivela inclinazioni altrettanto esclusive, che in ogni variazione l’elaborazione della melodia obbedisce a regole proprie e che non vi sono quindi piattaforme di variazioni successive basate su princìpi strutturali simili, quali sono quelli che danno una coerenza architettonica alle variazioni di Beethoven e di Brahms.
[…] ci troviamo davanti a quella che è forse la più splendida elaborazione mai realizzata su un tema di basso […]
In essa il tema non è terminale ma radiale, le variazioni percorrono non una retta ma una circonferenza, un’orbita di cui la passacaglia ricorrente costituisce il punto focale.
E’ una musica […] che non conosce né inizio né fine, una musica senza un vero punto culminante e senza una vera risoluzione
”. (op. cit. pag. 62/63)

Perdona la lunghezza della citazione, ma è talmente bello codesto frammento che non ho resistito Roll Eyes

Cordiali saluti
  
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andreavezzoli
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #8 - 21. Jul 2019 at 13:36
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Il presupposto fondamentale per definire un'opera musicale "tema con variazioni" sta fondamentalmente nella micro forma: ognuna delle variazioni deve avere la stessa forma del tema.
Nel nostro caso il tema è nella forma bipartita
A (primo ritornello che modula alla dominante)-A' (secondo ritornello che riporta alla tonica), e tutte le variazioni presentano anch'esse questa forma.

Esistono vari tipi di variazioni:
variazioni ornamentali (non modificano la struttura melodica del tema ma la arricchiscono con abbellimenti, fioriture e diminuzioni)
variazioni armoniche
dove alla struttura armonica del tema vengono sostituiti e/o aggiunti (o anche tolti) degli accordi.
Variazioni ritmiche modificando i valori di durate delle note si ottengono nuovi pezzi per esempio in stile di danza (giga, minuetto)

variazioni contrappuntistiche sulla struttura del tema vengono costruite libere imitazioni, canoni, fughe... contrappunti su cantus firmus.

Nell'opera in oggetto sono presenti tutte le tipologie di variazioni talvolta persino usate in coppia.

  
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F. Franciszek Esperanto
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #9 - 24. Jul 2019 at 07:16
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Grazie anche ad Andrea per l'ulteriore teoria.
C'è molto da studiare vedo. Non so se ascoltando sarei in grado di cogliere metà di quanto scritto, ci proverò.

10dita, grazie per la nuova citazione, anche per le energie che ha richiesto copiarla, davvero... gent.mo (per citare a mia volta  Smiley )
  
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10dita
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #10 - 24. Jul 2019 at 16:35
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F. Franciszek Esperanto wrote on 24. Jul 2019 at 07:16:
10dita, grazie per la nuova citazione, anche per le energie che ha richiesto copiarla, davvero... gent.mo (per citare a mia volta  Smiley )

Mio ben Gentil, per me è sempre un piacere Smiley
Anche se in questo caso (forse anche in altri Tongue) son stato allocco! Con tutto il rispetto per il nobile rapace.

Lo scritto da me citato (et copiato dal libro cartaceo) si trova anche: QUI Lips Sealed

Ma non tutte le "alloccaggini" vengon per nuocere Grin
Se ancor quel link non conoscevi, or puoi da esso trarre ulteriori info Smiley

E colgo subito la palla al balzo (stavolta allocco non son: un bel copia>incolla… e via Cheesy), e cito dal link di cui sopra:

Nel Quodlibet Bach sovrappone al basso dell'Aria le melodie di due canzoni popolari.

Chi è il “protagonista”?

Domanda capziosa, se vuoi “retorica” e forse vana!

Cordiali saluti

PS (OT, nel linguaggio degli eruditi informatici)

Permetti qui or dir con una punta di malizia e non celata polemica, che:
meglio porre quesiti come codesto che leggere post con sol link senza alcun commento, o brutal copia-incolla etc. O postare una bella "pubblicità" e far “finta” di risponder a…Oppure postare per chieder materiale vario e poi sparire nel nulla!

Nei forum, come nella vita, ogni tanto bisogna dare, non sol prendere!

Non aver paura di porre questioni: nulla è mai banale come vedi, anzi Smiley




  
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andreavezzoli
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Re: Perché si chiamano "variazioni" Goldberg?
Reply #11 - 24. Jul 2019 at 19:31
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F. Franciszek Esperanto wrote on 24. Jul 2019 at 07:16:
Grazie anche ad Andrea per l'ulteriore teoria.
C'è molto da studiare vedo. Non so se ascoltando sarei in grado di cogliere metà di quanto scritto, ci proverò.

10dita, grazie per la nuova citazione, anche per le energie che ha richiesto copiarla, davvero... gent.mo (per citare a mia volta  Smiley )


di nulla Smiley se hai altre domande chiedi pure
  
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