Hot Topic (More than 10 Replies) "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte. (Read 200 times)
andreavezzoli
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"GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
04. Aug 2019 at 09:01
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"Glacier" è un pezzo originalmente composto per sax contralto e pianoforte ed eseguito in prima al festevil di Odessa.
Questa è la versione per clarinetto, Viola e pianoforte. Il pezzo vuole evocare le sensazioni che ho provato nel vedere per la prima volta un ghiacciaio.

https://youtu.be/xrHc15scpbU
  
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10dita
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #1 - 05. Aug 2019 at 19:26
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Gent.mo Andrea, ti confesso che ho dovuto far più ascolti: perché  ad un primo impatto il brano mi aveva lasciato abbastanza indifferente.

Certo dirai: ovvio che occorrono più ascolti! 

Vero, verissimo!

Con altri tuoi brani, come ad es. il recente postato QUI, già al primo ascolto la mia attenzione fu catturata.

Ma ciò non vuol dire che codesto tuo ultimo sia meno pregevole, anzi: più ascolto e più apprezzo.

Non è forse questo il bello della grande musica Roll Eyes

In questo tuo mi ha colpito l'atmosfera di "vuoto" iniziale, cui segue stupore misto ad incantamento.

Non so come "suonava" la prima versione (per sax contralto e pianoforte: l'avevi postata?), mi par che codesto organico (ho una predilezione per il clarinetto Roll Eyes) aderisca bene alla idea del brano, ad una idea (son forse condizionato dal titolo?) se vuoi "naturalistica".

Mi piace in questa tua scrittura, come in parte rilevato anche nell'altro brano sopra citato, quel mix di elementi "moderni" (mettici quel che vuoi con questo termine!) ed "arcaicizzanti" (idem come prima  Smiley), senza che ciò appaia forzato: il tutto scorre in maniera molto naturale.

Mi dai quasi (senza far paragoni inutili ed impropri) il "godimento" di quando ascolto il "mio" amatissimo Hindemith Roll Eyes

Cordiali saluti





  
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andreavezzoli
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #2 - 05. Aug 2019 at 21:50
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10dita wrote on 05. Aug 2019 at 19:26:
Gent.mo Andrea, ti confesso che ho dovuto far più ascolti: perché  ad un primo impatto il brano mi aveva lasciato abbastanza indifferente.

Certo dirai: ovvio che occorrono più ascolti! 

Vero, verissimo!

Con altri tuoi brani, come ad es. il recente postato QUI, già al primo ascolto la mia attenzione fu catturata.

Ma ciò non vuol dire che codesto tuo ultimo sia meno pregevole, anzi: più ascolto e più apprezzo.

Non è forse questo il bello della grande musica Roll Eyes

In questo tuo mi ha colpito l'atmosfera di "vuoto" iniziale, cui segue stupore misto ad incantamento.

Non so come "suonava" la prima versione (per sax contralto e pianoforte: l'avevi postata?), mi par che codesto organico (ho una predilezione per il clarinetto Roll Eyes) aderisca bene alla idea del brano, ad una idea (son forse condizionato dal titolo?) se vuoi "naturalistica".

Mi piace in questa tua scrittura, come in parte rilevato anche nell'altro brano sopra citato, quel mix di elementi "moderni" (mettici quel che vuoi con questo termine!) ed "arcaicizzanti" (idem come prima  Smiley), senza che ciò appaia forzato: il tutto scorre in maniera molto naturale.

Mi dai quasi (senza far paragoni inutili ed impropri) il "godimento" di quando ascolto il "mio" amatissimo Hindemith Roll Eyes

Cordiali saluti







Grazie mille per aver ascoltato più volte il pezzo e per averlo apprezzato Smiley
La versione per sax e piano non è stata registrata per ora ma solamente eseguita.
Il clarinetto anche a me è uno strumento caro anche perché l'ho suonato per anni in banda.

Su Hindemith: uso un sistema armonico vicino al suo (senza fare paragoni come giustamente dici) in cui gli accordi per quarte vengono abbinati di volta a bassi con gradiente armonico diverso, e nel mio immaginario questo evoca quelle atmosfere "glaciali", una sorta di armonia con le funzioni tonali "congelate".

Ancora grazie Smiley
  
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10dita
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #3 - 07. Aug 2019 at 03:33
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andreavezzoli wrote on 05. Aug 2019 at 21:50:
Su Hindemith: uso un sistema armonico vicino al suo (senza fare paragoni come giustamente dici) in cui gli accordi per quarte vengono abbinati di volta a bassi con gradiente armonico diverso, e nel mio immaginario questo evoca quelle atmosfere "glaciali", una sorta di armonia con le funzioni tonali "congelate".

Gent.mo Andrea, codesta cosa è interessante e stimolante.

Hindemith rivisita il "vecchio" concetto di consonanza/dissonanza, tensione/distensione, il concetto di "Grundton" (tono fondamentale, suono generatore, diciam "tonica"Smiley), e nel suo trattato  "Unterweisung im Tonsatz" propone il calcolo del "gradiente armonico".

Venendo alla "descrizione" del tuo sistema, vuoi dire che: l'armonia perdendo, diciamo così,  la "direzionalità tonale" (funzione tonale), crea una "staticità", e si "congela"?
 
Il basso con "gradiente armonico diverso", funge da "motore"?

Vado un attimo OT (forse nemmen troppo!); interessante cosa scrive il sempre arguto Glenn Gould , sul Nostro, in una sorta di tabella comparativa con Webern:

"[...]-Propensioni armoniche:
Webern: non tonale> Hindemith: quasi tonale

[...]-Influenza sui posteri:
Webern: incalcolabile> Hindemith: trascurabile
"

(da "L'ala del turbine intelligente", ed. Gli Adelphi, "Tornerà (ancora) l'ora di Hindemith", pag. 254)

Curioso quel: "quasi tonaleCheesy

Che sia "tornata" l'ora di Hindemith?
Non dico a livello esecutivo, ma per chi crea!

A livello esecutivo, già lo abbiam detto altre volte, tutti (più o meno) eseguono i "soliti noti" Grin

Cordiali saluti
  
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andreavezzoli
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #4 - 07. Aug 2019 at 17:19
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L'ora di Hindemith è arrivata Smiley
Per spiegare meglio la tecnica che ho utilizzato vi propongo questo schema armonico, in cui si vede come l'accordo per quarte rimane fermo ed il basso si muove per il ciclo delle quinte fino a quel "gradiente armonico" che io ho prendo come punto di riferimento cioè una sorta di "massimo grado di dissonanza" del brano.
Dal punto di vista melodico invece per "congelare" il senso tonale ho utilizzato come intervallo "perno" la nona maggiore.


  
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #5 - 12. Aug 2019 at 13:23
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andreavezzoli wrote on 07. Aug 2019 at 17:19:
quel "gradiente armonico" che io ho prendo come punto di riferimento cioè una sorta di "massimo grado di dissonanza" del brano.

Gent.mo Andrea, allor è più: "S-gradiente" armonico Grin

Scherzi a parte, il discorso è interessante, molto interessante.

La percezione della "dissonanza" è comunque, a mio modesto parere, un fatto altamente soggettivo (ovviamente parlando fuori dal banale e "normale contrasto" dissonanza>consonanza, consonanza>dissonanza), oserei dire quasi "culturale".

Cordiali saluti





  
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #6 - 12. Aug 2019 at 18:28
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Quote:
A livello esecutivo, già lo abbiam detto altre volte, tutti (più o meno) eseguono i "soliti noti


Devo essermi perso qualcosa per strada? Quando sono fuori per lavoro non ho con me il PC.
  
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andreavezzoli
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #7 - 12. Aug 2019 at 21:31
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10dita wrote on 12. Aug 2019 at 13:23:
andreavezzoli wrote on 07. Aug 2019 at 17:19:
quel "gradiente armonico" che io ho prendo come punto di riferimento cioè una sorta di "massimo grado di dissonanza" del brano.

Gent.mo Andrea, allor è più: "S-gradiente" armonico Grin

Scherzi a parte, il discorso è interessante, molto interessante.

La percezione della "dissonanza" è comunque, a mio modesto parere, un fatto altamente soggettivo (ovviamente parlando fuori dal banale e "normale contrasto" dissonanza>consonanza, consonanza>dissonanza), oserei dire quasi "culturale".

Cordiali saluti







bello il termine "sgradiente" Smiley  Grin

Sono d'accordo sulla soggettività nella percezione della dissonanza è questo uno dei fattori per cui è difficile per un compositore prevedere fino in fondo le reazioni dell'ascoltatore, quello che magari è importante (e ovvio) per il compositore non lo è per l'ascoltatore.
  
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #8 - 13. Aug 2019 at 02:09
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Michele Marvulli wrote on 12. Aug 2019 at 18:28:
Quote:
A livello esecutivo, già lo abbiam detto altre volte, tutti (più o meno) eseguono i "soliti noti


Devo essermi perso qualcosa per strada? Quando sono fuori per lavoro non ho con me il PC.

Gent.mo Maestro, probabilmente siam andati un poco fuori tema.

Mi riferivo alla scarsa frequentazione, in genere, di Hindemith da parte degli interpreti.

E QUI vi fu cenno.

Cordiali saluti
  
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10dita
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #9 - 16. Aug 2019 at 00:09
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andreavezzoli wrote on 12. Aug 2019 at 21:31:
Sono d'accordo sulla soggettività nella percezione della dissonanza è questo uno dei fattori per cui è difficile per un compositore prevedere fino in fondo le reazioni dell'ascoltatore, quello che magari è importante (e ovvio) per il compositore non lo è per l'ascoltatore.

Gent.mo Andrea, pensando al discorso intrapreso, mi è sovvenuto codesto passo a mio parere assai interessante (da "L'orecchio musicale" di E. Willems, ed. Zanibon, Vol. I, pag. 56):

"Un allievo notevolmente dotato di buon orecchio e che aveva scoperto istintivamente la via giusta dello sviluppo uditivo, si era iscritto ad un corso di educazione musicale. Gli domandai: <<Perché vi siete iscritto a questo corso, dato che avete un buon orecchio?>>. Mi rispose: <<vorrei sentire ancora meglio>>. Si era accorto che molti elementi della musica moderna sfuggivano al suo ascolto e voleva comprenderli prima di giudicare la musica contemporanea."

Quel "vorrei sentire ancora meglio", fa molto riflettere.

Cordiali saluti





  
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Reply #10 - 16. Aug 2019 at 10:52
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Molto interessante questa citazione Smiley :
credo che il bello della musica sia anche quello che ogni volta si possono ascoltare cose nuove ascoltando lo stesso pezzo, una sorta di ricerca infinita verso un livello di percezione sempre più approfondito che mai arriverà ad una fine.

Forse a volte un livello di percezione troppo dettagliato può far perdere di vista la visione complessiva del pezzo? E' più importante forse afferrare "l'atmosfera complessiva del pezzo oppure è nella percezione nei dettagli che poi si ricostruisce nella mente dell'ascoltatore la macro forma del pezzo?
domande che forse rimarranno senza una risposta univoca ma che forse è importante porsi.
  
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Reply #11 - 17. Aug 2019 at 22:54
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andreavezzoli wrote on 16. Aug 2019 at 10:52:
Forse a volte un livello di percezione troppo dettagliato può far perdere di vista la visione complessiva del pezzo? E' più importante forse afferrare "l'atmosfera complessiva del pezzo oppure è nella percezione nei dettagli che poi si ricostruisce nella mente dell'ascoltatore la macro forma del pezzo?
domande che forse rimarranno senza una risposta univoca ma che forse è importante porsi.

Gent.mo Andrea, certo la percezione deve (dovrebbe) esser globale.

Non per nulla il già citato  Willems verga (da "L'orecchio musicale", ed. Zanibon, Vol. I, pag. 35):

"[...] consideriamo l'uomo sotto un triplice aspetto: fisiologico, affettivo e mentale; siamo dunque spinti, naturalmente, a prendere in considerazione il problema dell'audizione sotto questo triplice aspetto. Avremo così:

1) la ricettività sensoriale-uditiva (sensazione, memoria fisiologica, <<impronta>> sonora;

2) la sensibilità affettivo-uditiva (bisogno, desiderio, emozione, memoria animique, immaginazione);

3 la percezione mentale-uditica (comparazione, giudizio, memoria intellettuale, coscienza sonora e immaginazione creativa).


[...] La divisione schematica che proponiamo non suppone elementi separati da chiusure stagne. Non c'è soluzione di continuità nella serie dei fenomeni che si trovano ripartiti dal polo materiale al polo spirituale."

Certo sarà utopia, ma per aver dei veri Ascoltatori (coscienti, se vuoi "attivi"), non si può (dovrebbe) prescindere da tutti gli aspetti sopra descritti, altrimenti qualsivoglia fenomeno musicale, dalla più semplice canzone popolare al più complesso brano contemporaneo, sarà percepito solo in modo approssimativo, se vuoi primordiale.

Compito sarebbe della "Educazione musicale", intesa nel senso più ampio ed elevato del termine, creare degli autentici e consapevoli ascoltatori.

Cordiali saluti


  
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Re: "GLACIER" Per clarinetto, Viola e pianoforte.
Reply #12 - 18. Aug 2019 at 13:17
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Secondo me non è utopia cercare di raggiungere una percezione musicale completa è solo (si fa per dire) questione di voglia e tempo da parte degli ascoltatori, L'EDUCAZIONE MUSICALE è a mio avviso importante per ogni individuo.
  
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