Page Index Toggle Pages: [1] 2  Send Topic Send Topic Print Print
Very Hot Topic (More than 25 Replies) Il vuoto (Read 534 times)
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Il vuoto
19. Aug 2019 at 14:50
Print Post Print Post  
Mi sento preso in giro per quanto è priva di contenuto questa musica.

Qualcuno dice, "dalla musica faccio un'operazione di sottrazione, in modo da renderla fruibile a tutti".

Ma a tutti chi, a tutti i pesci???

O, peggio, musica per rilassare.

Rilassare cosa? Vuoi dire spegnere il cervello?

musica classica-moderna.

Classica che??? Moderna che???.

Questo è il vuoto pneumatico:

  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
10dita
Forum Moderator
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 2868
Joined: 21. Sep 2009
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #1 - 20. Aug 2019 at 03:09
Print Post Print Post  
Gent.mo, vorrei dir qualcosa di intelligente, di sensato, di memorabile, ma nulla sgorga  Undecided

Credo d'esser vittima del "vuoto pneumatico" Lips Sealed

I commenti al video postato parlano chiaro:

"Quand un artiste atteint une telle perfection, il est digne d'être nommé un génie !"

Ed allor, come nel caso dell'altro genio, mi rifugio nel beato mutismo: il terreno è molto scivoloso quando tocchi codesti "argomenti"!

Cordiali saluti



  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #2 - 20. Aug 2019 at 14:37
Print Post Print Post  
10dita wrote on 20. Aug 2019 at 03:09:
Gent.mo, vorrei dir qualcosa di intelligente, di sensato, di memorabile, ma nulla sgorga  Undecided

Credo d'esser vittima del "vuoto pneumatico" Lips Sealed

I commenti al video postato parlano chiaro:

"Quand un artiste atteint une telle perfection, il est digne d'être nommé un génie !"

Ed allor, come nel caso dell'altro genio, mi rifugio nel beato mutismo: il terreno è molto scivoloso quando tocchi codesti "argomenti"!

Cordiali saluti




La frase che ho citato infatti è dell'altro genio  Grin
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
10dita
Forum Moderator
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 2868
Joined: 21. Sep 2009
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #3 - 21. Aug 2019 at 02:12
Print Post Print Post  
tgdigit wrote on 20. Aug 2019 at 14:37:
La frase che ho citato infatti è dell'altro genio  Grin

Gent.mo, ti ricordo che stiamo scherzando con lo foco Grin

Non vorrei poi far penitenza Tongue  Wink

Cordiali saluti

  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #4 - 21. Aug 2019 at 12:46
Print Post Print Post  
Visto che siamo nel periodo giusto, vorrei approfondire la questione del vuoto.

Quanti sotto l’ombrellone amano fare cose non impegnative?

C’è chi legge un libro giallo, chi una rivista, chi fa le parole crociate, chi ascolta musica per radio, chi legge le notizie in rete o chatta con qualcuno.

Tutte attività di svago e assolutamente non impegnative, che non richiedono sforzo mentale, ma che richiamano comunque interesse, in quanto generatrici di uno stato di relax, di piacevole passatempo.

Ora esiste un florido mercato che si occupa da sempre di queste cose:
Esiste il cine-panettone, i romanzi rosa, i gialli, le riviste di gossip, i fumetti, la musica “di facile ascolto”, i social network, ecc. ecc.

Ora ho indicato definendola “di facile ascolto” la musica che appartiene a questo mercato, in quanto esiste più di un genere musicale che ne fa parte.

Se cerchiamo il termine Easy listening, troviamo infatti tutta una serie di sottogeneri oppure semplicemente nuove definizioni dello stesso concetto: musica d’atmosfera, mood music, exotica, light music, lounge music, soft rock, musica per ambienti (centri commerciali, hotel, sale d’attesa, uffici, ascensori, ecc. ecc.), Muzak (ossia musica di sottofondo), space age pop, modern electronica, chill-out, space music, trance, new age, nu-jazz, downtempo, se non addirittura “beautiful music” (praticamente un delirio di presunzione) e tantissimi altri.

La musica per ambienti è definita come, tipicamente improntata su di una melodia molto semplice è finalizzata a far rilassare gli acquirenti, così da farli sentire più a loro agio e a rimanere più a lungo all'interno del complesso.

Troviamo termini come Smooth jazz, definito come un genere ripulito dalle complessità armoniche e improvvisative del jazz, con maggior enfasi sulle melodie, sonorità più rilassanti rispetto alla fusion o al rhythm and blues, e quindi molto più orecchiabile e commerciabile.

Se cerchiamo su youtube termini come soft music, relaxing music, light music, ecc. troviamo una gran mole di video musicali che richiamano ancora altri sottogeneri accomunati tutti dallo stesso intento che si diceva sopra.

Troviamo quella musica che servirebbe a “meditare”, a dormire, a rilassarsi, ecc.

Troviamo accomunati termini come calm music, soft piano, soft rock, romantic, ecc.

Troviamo quella musica che si riferisce allo studio, cioè che aiuterebbe a concentrarsi nello studio, non certo nella musica che avrebbe il solo compito di accompagnare, di fare da sfondo al compito dello studente.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #5 - 21. Aug 2019 at 12:49
Print Post Print Post  
Ora credo che la musica intesa in questo senso, all’interno di questo grande contenitore di sottogeneri, in quanto oggetto che serve per fare altro dall’ascoltarla, cioè per fare acquisti, per attendere, meditare, dormire, studiare, ecc. ecc., con questa operazione venga come svuotata della sua funzione specifica, primaria, cioè, si potrebbe dire quasi come una tautologia, musica da ascoltare.

Da ascoltare non per studiare, né per rilassarsi o bearsi delle “bellezze del cosmo”, di una sua bellezza superficiale o presunta tale, ma da ascoltare concentrati in essa, non al di fuori di essa.

Dicevo, una musica svuotata, con un’operazione di sottrazione che utilizza una melodia semplice, preferibilmente orecchiabile, ripulita da complessità armoniche, facilitata, senza grandi elaborazioni tematiche, può così diventare un comodo contenitore di altro, diventa cioè funzione di altre cose, ottimo supporto, ad esempio, di oggetti commerciali.

Gli ambienti dove è possibile trasmettere tale “musica” si moltiplicano a dismisura, proprio perché, essendo un contenitore vuoto, sicuramente non è un disturbo rispetto a un qualsiasi contesto.

Sappiamo che è utilizzatissima anche nel campo pubblicitario e come colonna sonora, oltre che come sfondo di un qualsiasi ambiente.

Diventa così lo sfondo della nostra vita, delle nostre attività quotidiane.

Ora, sappiamo anche che l’abitudine d’ascolto è un fattore importante che forma il nostro gusto musicale, anche in assenza di concentrazione all’ascolto, tant’è che questa musica non lo richiede affatto, anzi richiede al massimo un ascolto superficiale e null’altro (per fare un esempio è la stessa differenza che esiste tra sentire ed ascoltare), ma tuttavia si forma involontariamente, con la semplice ripetizione. Maggiore è la ripetizione, più un certo gusto musicale si rafforza.

Ecco come questa musica, nata per NON essere ascoltata, perché ha altra funzione, poi lo diventa.

C’è da sottolineare che il termine “ascoltare” non è il più appropriato, si dovrebbe usare piuttosto il termine “sentire” (che indica una funzione che di fatto è molto più superficiale dell’ascoltare).

Diciamo pure che si forma una moltitudine di fruitori di questa musica allo scopo di andare a “sentirla”, una “musica” che è di fatto popolare, (ri)conosciuta da tutti.
Fruitori che, in quanto non ascoltatori, si pongono in modo acritico rispetto a ciò che sentono, quindi in modo aprioristico apprezzano e amano assistere all’evento “musicale”, in una sorta di mitizzazione dell’autore, perché quella musica li rilassa, li fa dormire, ecc., è cioè quello un evento massimamente piacevole.

Allora sta proprio lì l’ascoltatore (sarebbe meglio dire il consumatore) che acclama il suo divo quando si esibisce in concerto ad eseguire queste musiche svuotate di ogni significato musicale, ma piene di ogni altro, la meditazione, il disimpegno, i cellulari accesi al buio, anche l’inebetimento, l’happening collettivo.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
andreavezzoli
Global Moderator
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 2388
Joined: 04. Mar 2010
Re: Il vuoto
Reply #6 - 21. Aug 2019 at 14:02
Print Post Print Post  
Quando si vuole togliere un certo tipo di musica nata con lo scopo di fare da colonna sonora ad una pubblicità oppure ad un documentario allora succedono questi disastri consapevoli, perché sono convinto che Einaudi sia consapevole che la sua musica sia vuota ma continua su questa strada perché il pubblico purtroppo lo segue Sad Cry

Quello che a me dispiace e che certi procedimenti che vengono scimmiottati da gente come Ludovico il piccolo Grin in realtà se usati nella giusta maniera possono dar vita a capolavori come quelli del minimalismo americano di Steve Reich.
Non credo che il problema vero stia nella mancanza di contenuti, ma dalla mancanza di elaborazione, molti grandi compositori hanno dimostrato di saper costruire delle cattedrali sonore partendo da 2 note...
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #7 - 21. Aug 2019 at 14:07
Print Post Print Post  
andreavezzoli wrote on 21. Aug 2019 at 14:02:
Quando si vuole togliere un certo tipo di musica nata con lo scopo di fare da colonna sonora ad una pubblicità oppure ad un documentario allora succedono questi disastri consapevoli, perché sono convinto che Einaudi sia consapevole che la sua musica sia vuota ma continua su questa strada perché il pubblico purtroppo lo segue Sad Cry

Quello che a me dispiace e che certi procedimenti che vengono scimmiottati da gente come Ludovico il piccolo Grin in realtà se usati nella giusta maniera possono dar vita a capolavori come quelli del minimalismo americano di Steve Reich.
Non credo che il problema vero stia nella mancanza di contenuti, ma dalla mancanza di elaborazione, molti grandi compositori hanno dimostrato di saper costruire delle cattedrali sonore partendo da 2 note...

Lo dicevo anch'io sopra ("senza grandi elaborazioni tematiche").

La mancanza di elaborazione è mancanza di contenuti.

Il grande Ludwig da te citato, insegna   Wink.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
10dita
Forum Moderator
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 2868
Joined: 21. Sep 2009
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #8 - 25. Aug 2019 at 04:25
Print Post Print Post  
Gent.mi, è molto curioso ciò che dice Glenn Gould in relazione a ciò:

Ulla Colgrass- Ritiene che si ascolti troppa musica?

Glenn Gould – No. Soprattutto fra i musicisti professionisti circola questa curiosa idea, che noi saremmo circondati da musica prefabbricata e nociva. Non Vedo cosa ci dovrebbe essere di nocivo. Prendo ascensori che smerciano continuamente questo tipo di sciroppo, e quando mi capita di entrare in un ristorante generalmente ce n’è anche lì. Non solo ciò non mi disturba, ma riesco anche ad astrarmene completamente. Comunque sia, per la maggior parte della gente questa musica ha un effetto assolutamente unico nella storia: per quanto insipida, propone un ventaglio completo degli stereotipi del repertorio del diciannovesimo e ventesimo secolo, per cui, anche se non vi si presta attenzione, se ne riceve una sorta di educazione. E’ chiaro che questo metodo d’insegnamento non ha alcun valore particolare per il musicista professionista […] Mi piace essere attorniato dalla musica, come una sorta di tappezzeria elettronica e sonora. E’ una protezione, un rifugio, come appartarsi.

U. C. - Quindi Lei pensa che la musica di sottofondo costituisca una sorta di energia che, alla fine, aprirà la strada a qualcosa di meglio?

G.G. – Proprio così. Ma devo anche precisare che non tollero assolutamente il rock’n roll, in qualsiasi forma, e se la muzak (in nota: “Nome dato in America alla musica prefabbricata di grandi magazzini, aeroporti, ascensori ecc.) dovesse prendere questa forma rischierei di impazzire e non potrei più prendere l’ascensore (risate).

(da “Glenn Gould No, non sono un eccentrico” EDT/MUSICA, parte seconda-Videoconferenza, Atto I- Rapporti con il mondo, pag. 107/109)

Gould ottimista?

Interessante ricordare che già Erik Satie parlava di musique d’ameublement (musica d’arredamento): musica elemento di tappezzeria, “musica che non ha bisogno di essere ascoltata”.

Ovviamene realizzata da Satie “nel suo modo paradossale che velava verità profonde” (Rattalino, in “La sonata romantica” ed. Il Saggiatore, pag.321).

Altro periodo storico (altra storia!), altre e più Alte vette Roll Eyes

Cordiali saluti
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #9 - 04. Sep 2019 at 12:55
Print Post Print Post  
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #10 - 06. Sep 2019 at 08:48
Print Post Print Post  
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #11 - 08. Sep 2019 at 10:35
Print Post Print Post  
Quando il ghiaccio dell'Artico si scioglie cosa rimane?

Nulla. Si scioglie, sparisce nell'acqua e lo avremo del tutto perso.

Cosa ci rimane: una musica vuota sopra un iceberg artificiale, tutto ciò è molto triste  Cry.

  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
Monez
New Member
*
Offline



Posts: 14
Location: Bologna
Joined: 22. Mar 2017
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #12 - 12. Sep 2019 at 14:24
Print Post Print Post  
Ciao a tutti,
  questo thread è molto interessante e può aprire vari spunti di discussione.

In un topic precedente si fa riferimento all'approccio acritico dei "fruitori" (cit.) di questa musica.
L'ascolto critico o consapevole presuppone un background ed una cultura musicale che riesca a cogliere strutture, passaggi e sfumature  "invisibili" ad un orecchio non allenato.

Come tutte le forme espressive, il primo impatto (per me il più importante) della musica è l'insieme di emozioni che è in grado di generare.

Se così non fosse l'arte sarebbe dedicata ad una esigua nicchia di esperti (alcune sue forme effettivamente lo sono  Grin)

Queste sensazioni sono personali ed ognuno deve farne tesoro qualsiasi sia il "livello" del opera d'arte che le ha generate.

Personalmente la musica di Einaudi non mi "lascia" nulla, ma non per questo critico lui o il suo numeroso seguito.
Per fortuna non ci hanno ancora tolto la possibilità di scegliere  Wink

p.s.
Diverso sarebbe se si autoproclamasse come un "nuovo mozart" (super cit.) ma il suo pubblico non ne avrebbe colpa  Smiley





  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #13 - 12. Sep 2019 at 19:22
Print Post Print Post  
Lo scioglimento del ghiaccio dell'Artico è una perdita (una gravissima perdita per l'uomo), ma questa è solo la superficie del problema, oltre a questo c'è ben altro, c'è la minaccia per la sopravvivenza dell'umanità, c'è la natura che si ribella e che non perdona, c'è la tragedia imminente e una condizione che presto diventerà irreversibile. 

Tutto questo, a mio parere manca nel messaggio musicale.

Il messaggio di quella musica può essere (al massimo) "o che tristezza, si sciolgono i ghiacci, sigh sigh", oltre non riesce ad andare.

Non credo che il messaggio di Greenpeace voleva essere così banale.

Non sarebbe forse più indicata una musica come questa?



Provate a guardare le immagini del filmato di Greenpeace e ad ascoltare questa musica.

https://player.vimeo.com/video/359605842
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
10dita
Forum Moderator
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 2868
Joined: 21. Sep 2009
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #14 - 14. Sep 2019 at 14:19
Print Post Print Post  
Monez wrote on 12. Sep 2019 at 14:24:
Per fortuna non ci hanno ancora tolto la possibilità di scegliere  Wink

Gent.mo, sei sicuro che in cotal casi et simili sia una "vera scelta" Huh

Ho la sgradevole sensazione che non sia proprio così.

Come ben dici:

Monez wrote on 12. Sep 2019 at 14:24:
L'ascolto critico o consapevole presuppone un background ed una cultura musicale che riesca a cogliere strutture, passaggi e sfumature  "invisibili" ad un orecchio non allenato.

Senza codesto "background " non credo sia possibile parlare di vera "scelta", ma di una sorta di "incantamento inconsapevole", se vuoi "innamoramento" Smiley

E' dunque chiaro chi è il pubblico a cui si rivolge Einaudi e company.

Niente di grave, più che normale, oserei dir: più che legittimo.

Però (un però ci sta Cheesy), sarebbe bello aver un pubblico (il più vasto possibile: utopia?) che potesse "discriminare", ovvero: fosse  veramente in grado di operare una scelta consapevole.

Questo non vuol dir aver dei pregiudizi, ma saper collocare ogni opera nella giusta ottica, dove, a parte ovvie sensazioni soggettive, essa trova il suo naturale alveo, oserei dir oggettivo.

Le operazioni di "sfruttamento" delle problematiche social-ecologiche mi fanno ribrezzo assai!

E di ciò non ne voglio nemmen parlare Lips Sealed

Cordiali saluti






  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #15 - 15. Sep 2019 at 12:57
Print Post Print Post  
10dita wrote on 14. Sep 2019 at 14:19:
Le operazioni di "sfruttamento" delle problematiche social-ecologiche mi fanno ribrezzo assai!

E di ciò non ne voglio nemmen parlare Lips Sealed


Ma sono proprio le problematiche che tu citi su cui dobbiamo insistere, dobbiamo sottolineare quanto sia offensivo ciò che qui si propone nei confronti dell’intelligenza umana.

Mi spiego:
Quest’”opera” vuole connettersi strettamente ad un problema ecologico attuale nella complessità del mondo in cui viviamo.

Ora, che il mondo sia complesso, articolato, problematico, ne siamo ben coscienti tutti.
Oggi infatti non esistono più le certezze ideologiche di un tempo, che diciamo, potevano in qualche modo sistematizzare la realtà, diciamo, per sintetizzare, che è ancor più importante, oggi più di ieri, ribadire il concetto della complessità della realtà.
Dobbiamo per forza di cose, muoverci, vivere, in una realtà dalle mille sfaccettature, dai mille punti di vista.

Cosa vuole rappresentare allora una musica così semplificata, che invece di muoversi nella complessità dell’uomo contemporaneo, al contrario la rifiuta?
Una musica che va oltre la banalizzazione voluta (che potrebbe a suo modo essere una lettura critica), che si estranea dalla vita, rifugiandosi in un mondo irreale, inattuale.

La prima cosa che mi suggerisce l’ascolto è che questa musica non mi appartiene.

Ora vediamo lo spartito:

https://sheets-piano.ru/wp-content/uploads/2016/08/Ludovico-Einaudi.-Elegy-for-t...

Una musica totalmente semplificata e talmente ridotta all’”osso”, da essere svuotata di ogni significato superficiale (figuriamoci quello profondo).
Appunto, si ribadisce il vuoto.

Dunque, se togliamo i raddoppi di note all’ottava e gli accordi arpeggiati, cosa rimane?

Tema
     Fa sol la do si
     Fa sol la do
Risposta
     Fa sol la do si re
     Do si la sol mi (sospensione sulla sensibile)
Elaborazione
       Mi mi mi mi mi
       Mi mi re fa mi
Risposta
       Mi mi sol fa do re mi
       Fa fa fa fa fa fa fa
Finale
     Fa fa fa      si la sol fa (ripete 3 volte)
     Scala discendente di fam
     Fa sol la si la la sol sol  (ripete 5 volte)
Chiusura
     Fa sol la do si re
     Do si la sol mi      (come inizio)

E’ un ribadire continuo della scala di fa minore, in cui l’imbecille tema rimane ancorato e da cui non si discosta mai.

La seconda cosa che mi suggerisce l’ascolto è che questa musica, non solo non mi rappresenta, ma, quel che è peggio, non rappresenta neanche la realtà che intenderebbe descrivere.
E’ una musica DISSONANTE rispetto alle immagini.

Cosa descrive allora questa musica?
Descrive un mondo estraneo a quel che accade davanti ai nostri occhi, come se non ci riguardasse, come alieni osservatori di una realtà altra, che non ci sfiora.
Perciò ci spiace, in fondo, che accada quel che osserviamo, ma non ci prendiamo nessuna responsabilità di andare oltre, in quanto NON ne siamo coinvolti direttamente.

Il messaggio è quello di una NON-azione, in quanto ribadiamo le nostre illusorie “certezze”.
In sostanza è un messaggio contrario, opposto, sbagliato rispetto a quel che si voleva intendere.

(A questo punto mi viene da pensare: Ma non sarà mica che si voleva proprio questo?  Shocked)
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #16 - 16. Sep 2019 at 09:42
Print Post Print Post  
Del resto, come dicevo sopra, sul tema del disimpegno c’è un’industria.

Il disimpegno nasce da una precisa volontà di uscire per un momento, ma solo per un momento, da una realtà scomoda, ma anche dura, che richiede impegno, spesso anche molto impegno, una realtà che a volte fa male, una realtà che si vorrebbe vivere diversamente, con la quale si combatte abitualmente.

Una realtà complessa, anzi, oggi diremmo iper-complessa, che diventa perciò difficile da interpretare per quanto è articolata, sistemi non-lineari vorrebbero rappresentare oggi la realtà in natura, sistemi molto difficili da “manipolare”.

I soggetti si trovano sempre più privi di orientamento, confusi da tale mole di complessità, avrebbero bisogno di spiegazione, di approfondimento consapevole, di aiuto.

La scienza, frammentata di conseguenza in iper-specializzazione, fatica a esprimere in modo unitario una sintesi del reale, ecco allora i tentativi delle teorie della complessità, del caos, l’”effetto farfalla”.

Ora, il tema del disimpegno, quando diventa industria, ha un preciso obiettivo, passare dalla fuga momentanea, a quella perenne, dalla cruda realtà, alla favola.

E già, perché la letteratura d’evasione, il cinema d’evasione, la musica d’evasione ci accoglie in un ambiente “soffice”, privo di complessità, un ambiente rassicurante, ma alieno, che ci priva di capacità critiche, in quanto si tratta di un mondo semplice e perfetto, certo, anche qui esistono le potenziali minacce, ma è tutto molto chiaro e per nulla complesso, i malvagi da una parte e la gente comune dall’altra (noi).

Il mondo in questa realtà parallela è costantemente minacciato, ma, tranquilli, c’è sempre un super-eroe che mette tutto a posto.

L’industria dell’intrattenimento americana è tutta concentrata qui e noi ne siamo letteralmente invasi.

Allora il messaggio è proprio questo, non preoccuparsi, non pensarci, perché c’è qualcuno al di sopra che ci protegge sempre.

Quando il disimpegno diventa un’industria, acquisisce un potere, la capacità di guidare le masse, un’intenzionalità politica.

Ecco la musica, di cui sopra, una musica assolutamente semplice, elementare, straniante rispetto alle immagini. Ormai abituati all’edulcorazione estrema del messaggio, sappiamo che non dobbiamo preoccuparci, ci sarà sempre qualcuno, con capacità superiori, che ci penserà al posto nostro.

Allora perchè impensierirsi? Perché intestardirsi a cercare di capire? Tanto la realtà è troppo complessa, inutile cercare di capirla, lasciamo che le cose vadano, tanto, non saremo lasciati soli, ci sarà qualcuno che penserà per noi e ci risolverà l’esistenza.

Che senso ha allora leggere testi complessi, guardare film impegnativi, ascoltare musica d’arte contemporanea?

Troppa fatica, difficile e poi, inutile, viva il disimpegno totale, la leggerezza del vivere, la favola, la spensieratezza, l’inebetimento, viva la letteratura semplice, le favole, i film d’amore, la musica dolce.

I titoli e le influenze sono tutte dell’industria americana di massa dello spettacolo.
Lasciamoci cullare da note senza pensieri, senza concetti (No concept), accogliamo anzi con gioia queste note (Joy), c’è sempre un’alba che risplenderà domani (Sunrise), accogliamo l’amore (Love) e facilmente troviamo l’equilibrio (Equilibrium).
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
andreavezzoli
Global Moderator
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 2388
Joined: 04. Mar 2010
Re: Il vuoto
Reply #17 - 16. Sep 2019 at 13:24
Print Post Print Post  
Forse la risposta a questo "vuoto" andrebbe trovata  non tanto nell'evidenziare le mancanze di questa musica ma attraverso la valorizzazione dei pezzi dei grandi compositori, cioè invece che ragionare col bicchiere mezzo vuoto ragionerei col bicchiere mezzo pieno. Bisogna divulgare opere come l'arte della fuga, il clavicembalo ben temperato, le sinfonie di Beethoven, la musica di Steve Reich... Strawinsky....
Brahms poi se qualcuno vorrà continuare ad ascoltare il vuoto che faccia pure.
Ribadisco che, secondo me, il problema di questa musica non sta nel materiale utilizzato ma nella mancanza di elaborazione. Con le stesse note  di partenza  Fa,La,do,Si (o anche sol con le prime due) potrebbe comporre un pezzo di 10 minuti in cui del vuoto non ci sarebbe nemmeno traccia (penso a musica ricercata di Ligeti per esempio).
  
Back to top
 
IP Logged
 
tgdigit
Global Moderator
*****
Offline


Argh !

Posts: 875
Joined: 30. Jul 2008
Gender: Male
Re: Il vuoto
Reply #18 - 16. Sep 2019 at 13:47
Print Post Print Post  
andreavezzoli wrote on 16. Sep 2019 at 13:24:
Forse la risposta a questo "vuoto" andrebbe trovata  non tanto nell'evidenziare le mancanze di questa musica ma attraverso la valorizzazione dei pezzi dei grandi compositori, cioè invece che ragionare col bicchiere mezzo vuoto ragionerei col bicchiere mezzo pieno. Bisogna divulgare opere come l'arte della fuga, il clavicembalo ben temperato, le sinfonie di Beethoven, la musica di Steve Reich... Strawinsky.... Brahms poi se qualcuno vorrà continuare ad ascoltare il vuoto che faccia pure.
Ribadisco che, secondo me, il problema di questa musica non sta nel materiale utilizzato ma nella mancanza di elaborazione. Con le stesse note  di partenza  Fa,La,do,Si (o anche sol con le prime due) potrebbe comporre un pezzo di 10 minuti in cui del vuoto non ci sarebbe nemmeno traccia (penso a musica ricercata di Ligeti per esempio).

Si Andrea, ma guardiamo seriamente alla musica contemporanea, perchè c'è anche una buona musica contemporanea.

Io ho fatto così, ho preso una musica di Krzysztof Penderecki, autore contemporaneo e l'ho sovrapposta a quella di Einaudi.

A me sembra che il risultato sia ben superiore e coerente con le immagini  Wink:

https://player.vimeo.com/video/359605842

Qui però parlavo dell'utilizzo strumentale che si fa oggi di una musica rivolta alle masse.

Un'utilizzo in un certo senso propagandistico.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
Back to top
 
IP Logged
 
andreavezzoli
Global Moderator
*****
Offline


W Pianoforum!

Posts: 2388
Joined: 04. Mar 2010
Re: Il vuoto
Reply #19 - 16. Sep 2019 at 14:06
Print Post Print Post  
Certo che da compositore ascolto anche musica più recente Smiley a parte il fatto che Reich è ancora vivo, ed esistono anche i vari Fitkin, Bates...  Non possiamo pretendere che chi ascolta Einaudi passi direttamente a
Penderecki ma forse dovremmo fargli ascoltare quella musica (Reich, Adams... Part, Fitkin,Bates, Ugoletti) che, partendo dallo stesso materiale di Einaudi, raggiunge gradi di elaborazione più elevati.
  
Back to top
 
IP Logged
 
Page Index Toggle Pages: [1] 2 
Send Topic Send Topic Print Print