Hot Topic (More than 10 Replies) Scale per doppie terze: come studiarle? (Read 656 times)
Duriel
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Scale per doppie terze: come studiarle?
25. Sep 2019 at 18:22
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Buonasera a tutti. Vorrei chiedervi, per pura curiosità didattica, come avete affrontato , durante il vostro percorso di studi pianistici, le scale di doppie terze . Come le avete studiate? Mani separate, varianti, esercizi particolari per la "girata del polso", quale tonalità vi è sembrata più ostica e come avete superato la difficoltà di esecuzione a velocità della stessa ecc.....sono interessato ad ogni informazione frutto delle vostre esperienze dirette Smiley . Grazie mille in anticipo
  
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10dita
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #1 - 26. Sep 2019 at 15:32
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Gent.mo, probabilmente non dovrei nemmen vergar risposta a codesto tuo quesito: mai studiate "seriamente" le scalette "per doppie terze" Lips Sealed
A dir il vero nemmen per seste  Embarrassed

Certo, le praticai per ragion di forza (il minimo sindacale) per superare il vetusto ottavo.

Limitatamente a quel frangente: come le "studiavo?

Sicuramente non a mani separate, men che mai con le "varianti" etc.

Le "provavo" quanto bastava per sedimentare la diteggiatura nemmen troppo meditata.

Già conoscevo quel che scriveva Leimer nel suo libretto "Metodo rapido di perfezionamento pianistico" (e mi trovai in pieno accordo: da buon pigro Grin), non credo vi sia bisogno di citar il passo: tutti lo conoscono Cheesy

Sì, mi rendo conto che non ho detto nulla, ma come diceva il più volte citato e mitico Marcello Marchesi:

"Non ho niente da dire, ma lo devo direSmiley

Cordiali saluti

  
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tgdigit
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #2 - 26. Sep 2019 at 15:44
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10dita wrote on 26. Sep 2019 at 15:32:
Gent.mo, probabilmente non dovrei nemmen vergar risposta a codesto tuo quesito: mai studiate "seriamente" le scalette "per doppie terze" Lips Sealed
A dir il vero nemmen per seste  Embarrassed

Certo, le praticai per ragion di forza (il minimo sindacale) per superare il vetusto ottavo.

Limitatamente a quel frangente: come le "studiavo?

Sicuramente non a mani separate, men che mai con le "varianti" etc.

Le "provavo" quanto bastava per sedimentare la diteggiatura nemmen troppo meditata.

Condivido lo stesso approccio  Grin
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
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Michele Marvulli
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #3 - 26. Sep 2019 at 16:22
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Quote:
non credo vi sia bisogno di citar il passo: tutti lo conoscono

Ahimè, io purtroppo no...
  
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Michele Marvulli
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #4 - 26. Sep 2019 at 16:29
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In verità, insegnando Pianoforte principale nei Conservatori per un quarantennio ho dovuto necessariamente mettere a punto una metodologia efficace e razionale, osservando con attenzione - prima di tutto - cosa poteva succedere (e succedeva spesso) in quel famigerato esame di Compimento Medio. Se avrete la pazienza di continuare a leggermi cliccate sul sottostante link, che fa parte dei consigli di studio pubblicati sul mio sito. Magari vi divertite pure, invece di annoiarvi...

http://www.michelemarvulli.com/consigli-di-studio/43-doppie-terze.html
  
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Duriel
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #5 - 26. Sep 2019 at 18:49
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Maestro Marvulli il suo metodo lo trovo molto interessante. Soprattutto la parte che riguarda il cosidetto "salto".  La mia curiosità su questo argomento deriva da una mia precisa volontà di trovarmi "preparato" per qualsiasi situazione didattica. Conoscere diversi approcci di studio a mio avviso è un ottimo metodo per capire quale possa essere il più efficace. Inoltre, volendo concentrarmi più sulla didattica che sulla carriera da "concertista " (per quanto riguarda il pianoforte), la curiosità per le diverse metodologie esistenti è molto forte Tongue
  
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10dita
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #6 - 06. Oct 2019 at 22:58
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Michele Marvulli wrote on 26. Sep 2019 at 16:22:
Quote:
non credo vi sia bisogno di citar il passo: tutti lo conoscono

Ahimè, io purtroppo no...

Gentile Maestro, vuol celiare Smiley
La citazione non credo sia da fare, il mio vizio voglio curare!

Duriel wrote on 26. Sep 2019 at 18:49:
La mia curiosità su questo argomento deriva da una mia precisa volontà di trovarmi "preparato" per qualsiasi situazione didattica. Conoscere diversi approcci di studio a mio avviso è un ottimo metodo per capire quale possa essere il più efficace. Inoltre, volendo concentrarmi più sulla didattica che sulla carriera da "concertista " (per quanto riguarda il pianoforte), la curiosità per le diverse metodologie esistenti è molto forte Tongue

Gent.mo, ciò ti fa onore Smiley

Ed aggiungo, credo senza tema di smentita, che la moltitudine dei musici farebbe bene ad aver codesta tua "curiosità", stante che: pochi son gli eletti che potranno portar a casa la pagnotta concertando.

I miei più sinceri complimenti. Smiley

Cordiali saluti
  
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Duriel
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #7 - 07. Oct 2019 at 08:38
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Grazie mille  Grin . Diciamo che mi sono reso conto che "saper suonare" un qualcosa non porta necessariamente a saperlo insegnare. le tipologie di studenti sono numerose e spesso hanno bisogno di un percorso didattico diverso da quello che hai compiuto in prima persona. Meglio essere preparati a tutto.
  
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andreavezzoli
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #8 - 07. Oct 2019 at 14:24
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Ho sempre pensato che lo studio delle scale per terze sia da intendere come il tentativo di rendere autonome le dita, cioè che le 2 linee melodiche che si vengono a creare per ogni mano (anche se parallele) necessitino di una certa indipendenza mentale per essere eseguite al meglio, altrimenti il rischio potrebbe essere quello di ottenere un buon "effetto" d'insieme, ma di trascurare alcune note che in velocità potrebbero essere inconsciamente saltate dal cervello.
Sul salto ritengo che si dovrebbe cercare di far perno sul pollice cercando di far si che l'inevitabile intervallo tra 35 e 12 sia il minore possibile.


  
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Duriel
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #9 - 07. Oct 2019 at 18:28
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sul "salto" il mio maestro mi faceva lavorare molto sul concetto di " slittamento" della mano . Una sorta di proiezione verso la posizione successiva che avviene nel minor tempo possibile in maniera impercettibile. Lavorando su questo concetto mi sono reso conto che servono due parametri ben precisi che , con lo studio lento del passaggio, non c'azzeccano proprio nulla ( e qui non posso che essere d'accordo coll maestro Marvulli quando afferma che studiare alcuni passaggi lentamente è , spesso, controproducente):
1)lo spostamento della mano verso la nuova posizione pur rimanendo il peso ben vincolato ai tasti precedenti. Iniziando a spostare il polso verso la nuova posizione avverrà una sorta di "scatto" rapidissimo verso i nuovi tasti simile ad una molla. Bisogna esser ben appoggiati alla tastiera per far ciò e creare lo slittamento giusto.
2) Avere un'ottima aderenza ai tasti. Nonostante sia quasi scontato avere la giusta aderenza al sesto anno di pianoforte mi sono reso conto che una cattiva aderenza non permetterebbe tutto ciò proprio perchè porterebbe involontariamente a stare troppo sospesi per avere il senso di legato che una persona cerca in questi passaggi.
  
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10dita
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #10 - 11. Oct 2019 at 09:53
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Duriel wrote on 07. Oct 2019 at 08:38:
Grazie mille  Grin . Diciamo che mi sono reso conto che "saper suonare" un qualcosa non porta necessariamente a saperlo insegnare.

Gent.mo, hai detto una cosa vera e rilevantissima.
Questione spinosa e sempre aperta.

andreavezzoli wrote on 07. Oct 2019 at 14:24:
  le 2 linee melodiche che si vengono a creare per ogni mano (anche se parallele) necessitino di una certa indipendenza mentale per essere eseguite al meglio, altrimenti il rischio potrebbe essere quello di ottenere un buon "effetto" d'insieme, ma di trascurare alcune note che in velocità potrebbero essere inconsciamente saltate dal cervello.

Gent.mo Andrea, mi par di cogliere una certa affinità con quanto verga il M° Marvulli:

"Al nostro subconscio (o cervello...), sempre in agguato, il problema non interessa: il terzo dito lavora troppo e va protetto assolutamente, eliminando il pericolo! Così, in meno che non si dica – more solito – prende la drastica decisione: tutto ciò che dà fastidio alla rapidità di spostamento della mano, va eliminato…"

Gustosissimo l'aneddoto narrato dal M° Marvulli sui:

"[...] colleghi, distratti o poco attenti [...]"

Per i pigri (come il sottoscritto Cheesy) sempre sperare sulla "distrazione" dei Maestri in commissione Grin

Cordiali saluti
  
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andreavezzoli
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #11 - 12. Oct 2019 at 19:13
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Si quello che scrive il maestro Marvulli lo condivido Smiley, ed è per questo che credo utile vedere le scale di terze formate da linee indipendenti.
  
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10dita
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Re: Scale per doppie terze: come studiarle?
Reply #12 - 20. Oct 2019 at 16:13
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andreavezzoli wrote on 12. Oct 2019 at 19:13:
Si quello che scrive il maestro Marvulli lo condivido Smiley, ed è per questo che credo utile vedere le scale di terze formate da linee indipendenti.

Gent.mo Andrea, in effetti ciò che rilevi è messo in evidenza da alcuni didatti, come ad es. Paolo Spagnolo (qui la citazione è d'obbligo Grin):

"[...] Il problema delle doppie note [...] consiste [...] nel riuscire a realizzare in maniera nitida e precisa terze, seste ecc. [...] In effetti la tecnica delle doppie note va al di là di questo aspetto, pur importante: essa riguarda anche la realizzazione di più suoni simultanei diversificati tra loro per colore e intensità, ossia il giusto risalto da dare al gioco polifonico delle parti [...]". (in "Pianosophia" di Spagnolo/Stelli, Alfredo Guida Editore, pag. 146)

Il problema poi, come nomato post addietro, del salto viene ben analizzato da Spagnolo:

"[...] indispensabile mobilità dell'avambraccio [...] massima disponibilità del peso assecondano e favoriscono la motilità e la percussività delle dita". (Op. cit.)

Ma non serve citar oltre (già troppo è quel sopra Embarrassed): tutti conoscono ciò che verga Spagnolo nel suo saggio.

Cordiali saluti

  
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