Normal Topic Concorsi pianistici per amatori (Read 234 times)
Zabrina
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Concorsi pianistici per amatori
22. Nov 2019 at 23:11
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"Dopo l’immenso successo riscosso nel 2012 con il Concorso Nazionale per amatori over 50, è a questi pianisti per passione che l’Associazione Piano Lovers si rivolge, organizzando un nuovo concorso internazionale per la prima volta rivolto a pianisti over 40 fino agli ultra ottantenni"


Da
http://www.pianoloversover40.com/idea.html



Cosa ne pensate?  Huh
Mi sono sempre chiesta: ma se una persona ha fatto studi pianistici seri per molti anni e poi è diventato dentista (è solo un esempio, eh  Grin), si può considerare amatore nell'ambito di un concorso del genere?

È giusto mettere sullo stesso piano pianisti che hanno fatto il Conservatorio (anche se poi hanno fatto altri mestieri nella vita) e pianisti che invece hanno fatto davvero solo studi a livello amatoriale?

Huh
  
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10dita
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Re: Concorsi pianistici per amatori
Reply #1 - 23. Nov 2019 at 00:08
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Gent.ma, question interessante.

Abbiamo altro concorso con Sezione Amatoriale: QUI

Pur io mi domando qual sia il confine tra amatore e professionista.

Si legge nel regolamento del concorso da te linkato:

"[...] che il proprio sostentamento è dovuto ad un’altra professione [...] come attività economica primaria, mentre viene dedicato il proprio tempo libero al pianoforte".

Sulla carta (molto sulla carta Grin) chi ha fatto il Conservatorio può esser considerato un "professionista", e non un amatore.

Quindi (talento a parte), se vogliam, il vero ed autentico amatore è quello che non ha seguito un percorso di studi accademico.

Ma la cosa deve esser ponderata.

Cordiali saluti
  
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tgdigit
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Argh !

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Re: Concorsi pianistici per amatori
Reply #2 - 23. Nov 2019 at 10:04
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Se non erro in genere nei concorsi non è indicato il possesso del diploma-laurea in modo esplicito, altrimenti non potrebbe essere aperto a varie fasce di età, anche le più basse.

Potrebbe parteciparvi chiunque.

In questi 2 concorsi vedo per la prima volta una particolarità, si rivolge agli amatori.

Qui davvero allora bisogna fare una distinzione, su cosa si intenda per amatore.

Nel primo link, quello di Zabrina è chiaro che si rivolge a persone che hanno compiuto gli studi musicali in Conservatorio (anche se non è esplicitato, ma il video di presentazione lo suggerisce) per poi intraprendere un'altra professione.

Il concorso è competitivo come qualsiasi altro concorso.

Un classico esempio di chi ha svolto in parallelo agli studi musicali anche altri studi (c'è da dire, con notevolissimo impegno).

Nel secondo link, quello di 10dita, è meno esplicito il riferimento a studi accademici ed è indicato l'intento non competitivo.
Qui forse si vuole indicare l'amatore, in quanto tale.

Ora la differenza credo stia tutta qui. Chiaramente però ci sono, come in tutte le cose e nell'arte in particolare, mille sfumature e molte eccezioni. Con questo voglio dire che non è detto che gli studi di conservatorio debbano sempre e per forza fare la differenza, anzi, però a parte le eccezioni, possiamo dire che sia così.

Potremmo così distinguere tra professionista (pianista di professione), non professionista (chi ha concluso gli studi musicali ma svolge altra professione), amatore (chi ha intrapreso, ma non ha concluso gli studi musicali).

Zabrina dice "È giusto mettere sullo stesso piano pianisti che hanno fatto il Conservatorio (anche se poi hanno fatto altri mestieri nella vita) e pianisti che invece hanno fatto davvero solo studi a livello amatoriale?"

Ora (scherzando) io li metterei sullo stesso piano, ma con spartiti diversi  Grin.

Aggiungo (seriamente) mettiamo che si tratti anche dello stesso spartito, dovremmo avere due interpretazioni di "spessore" nettamente diverso.

Ricordo, per fare un esempio quando il 5° anno accademico (del vecchio ordinamento) rappresentava una sorta di barriera, un momento in cui c'era chi proseguiva e chi non proseguiva.
Dal 6° in poi le cose cambiavano, era come se gli studi da lì in poi diventassero impegnativi, a tal punto da richiedere uno sforzo che superava il limite per alcuni, meno interessati, giunti fino a lì, ad un corso completo di studi.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

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Zabrina
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Re: Concorsi pianistici per amatori
Reply #3 - 23. Nov 2019 at 11:19
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tgdigit wrote on 23. Nov 2019 at 10:04:
Ora (scherzando) io li metterei sullo stesso piano, ma con spartiti diversi  Grin.



Grin Grin Grin

Doppio senso riuscitissimo! Questa è meravigliosa  Grin

  
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andreavezzoli
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Re: Concorsi pianistici per amatori
Reply #4 - 01. Dec 2019 at 13:43
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La mia domanda è: che senso fare un concorso per amatori? Per i professionisti il senso nel fare dei concorsi è per avere visibilità, per poter avere degli ingaggi dalle case discografiche... ecc.

Per un amatore? Forse non sarebbe meglio fare qualcosa di non competitivo, per esempio facendo un concerto in cui 10 pianisti amatori eseguono ciascuno un pezzo lirico di Grieg?
Oppure ciascuno una sonata di Mozart o 2/3 sonate di Scarlatti?

  
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tgdigit
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Argh !

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Re: Concorsi pianistici per amatori
Reply #5 - 01. Dec 2019 at 15:36
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Andrea, il senso di organizzare un concorso (oltre a cose tipo il grado di importanza, i premi in palio, la difficoltà intrinseca e così via), in fondo è lo stesso sia per i professionisti che per gli amatori, cioè quello di avere una qualche garanzia di riuscita in un potenziale concerto.
A maggior ragione nel caso di chi si definisce un amatore. Altrimenti, e parlo di quest'ultimo caso, chi si sobbarcherebbe il rischio di un clamoroso fiasco?
  

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andreavezzoli
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Re: Concorsi pianistici per amatori
Reply #6 - 01. Dec 2019 at 17:13
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Una selezione è sempre utile sono d'accordo, però può essere effettuata anche senza fare una gara, l'organizzatore chiede l'invio di una o più esecuzioni, e sceglie i 10 da far esibire senza stilare una classifica finale.
  
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10dita
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Re: Concorsi pianistici per amatori
Reply #7 - 01. Dec 2019 at 22:09
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Gent.mi, mi son un poco perso Embarrassed

Non capisco perché un organizzatore dovrebbe sobbarcarsi l'onere di far esibire un amatore Undecided

Già e molto, molto  impegnativo organizzare  concerti (lo so per esperienza diretta Tongue), non vedo la ragione, come dicono gli eruditi, di "sbattersi" per un amatore, detto con tutto il rispetto per la dignitossima categoria, sia chiaro.

Se poi qualche ente (per politiche tutte sue) vuol nella propria stagione ospitare anche codeste figure, allora è altro discorso, e il concorso assume una valenza tutta particolare, da non sottovalutare.

Mi vien una riflession riguardo la distinzione amatore>professionista.
Il bando del concorso sopra citato recita:

"[...] che il proprio sostentamento è dovuto ad un’altra professione [...] come attività economica primaria, mentre viene dedicato il proprio tempo libero al pianoforte".

Sappiamo bene che anche la moltitudine di chi ha studiato, ottenendo gli ambiti titoli, non vivrà certamente di attività concertistica, ed allor (domanda forse capziosa Cheesy), come la mettiamo?
Se non si vive sonando, si può esser definiti professionisti?

Cordiali saluti




  
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andreavezzoli
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Re: Concorsi pianistici per amatori
Reply #8 - 02. Dec 2019 at 17:58
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Su questo concordo, anche se con i tempi che corrono e sapendo che un amatore suonerebbe GRATIS forse un organizzatore sapendo di risparmiare potrebbe farci un pensierino a discapito di chi suona per vivere...
  
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