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tgdigit
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Argh !

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Proviamo a svecchiare i concorsi pianistici?
24. Nov 2019 at 18:48
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Non temete, il contenuto di questo post, in realtà, non è così velleitario come parrebbe dal titolo  Smiley.

L'intento in realtà sarebbe quello di trovare nei concorsi pianistici delle caratteristiche interessanti nei pianisti che potrebbero emergere ma solo se sollecitate da prove specifiche.

Ad esempio, nelle mie fantasie mi piacerebbe che esistesse oltre al classico concorso pianistico incentrato tradizionalmente sulle qualità interpretative di un pianista, anche sulle sue capacità di studio.
Cioè mi piacerebbe che ci fosse tra le prove anche il "lavoro del pianista", cioè tutto quello che precede l'esecuzione finale.

Quali e quante capacità di studio esistono tra i pianisti? Questo sarebbe interessante da scoprire.

Quali strategie si applicherebbero al fine di terminare lo studio di un pezzo per pianoforte?

Ovviamente si darebbe a tutti lo stesso tempo limitato (anche al fine di non annoiare i poveri commissari), si tratterebbe di uno studio molto breve e inedito (perciò di carattere contemporaneo, appositamente composto).

Chiaro che sia determinante la capacità di lettura a prima vista, ma qui sottolineo che la commissione valuterebbe le capacità di studiare e affinare in breve tempo un brano di poche misure, al fine di renderlo in qualche modo eseguibile, come da concerto.
  

"Se pensi di usare le dita per suonare il pianoforte stai commettendo un grande errore, devi usare le mani."

Piano Masterclass Gyorgy Sebok
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